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Dietro le quinte della Messa papale a Washington

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Preparare una liturgia di questa portata non è uno scherzo

Papa Francesco è arrivato a Washington D.C., e gli organizzatori stanno facendo gli ultimi preparativi per la Messa che il pontefice presiederà nella Basilica del Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione.

Aleteia ha parlato con due membri del team di pianificazione dell’arcidiocesi di Washington in vista della Messa di canonizzazione del beato Junipero Serra.

Padre Mark Knestout, parroco della chiesa di St. Bartholomew a Bethesda, Maryland, e padre Michael Weston della Basilica sono incaricati della liturgia. Padre Knestout ha supervisionato anche la liturgia al National Stadium nel 2008 per papa Benedetto XVI.

Padre Knestout, qual è la parte più difficile del suo lavoro?

La comunicazione. Inserire in un unico contesto tanti elementi: ci saranno un papa, 12 cardinali, 275 vescovi, 954 sacerdoti, 200 diaconi, più di 200 volontari che aiuteranno con la Comunione, 1.100 altri volontari e 26.000 fedeli. E questi numeri non includono le persone coinvolte nella liturgia in sé – i lettori, chi porta le offerte, ecc.

Com’è la pianificazione di questa liturgia rispetto alla sua esperienza passata nel pianificare quella al National Stadium?

Una Messa in uno stadio è più facile perché l’edificio è progettato per controllare e muovere folle, c’è molto più spazio con cui lavorare. Qui stiamo creando un santuario all’esterno e c’è molto a cui pensare – dove vestirsi, dove si devono trovare i ministri della Comunione e tutti i volontari, ecc. Dobbiamo mettere ciascuno in un posto. Stiamo usando il Santuario interno per far sedere le persone, ma è stato realizzato un santuario nel portico orientale per la Messa esterna.

Come riesce a mantenere la calma con tutte queste cose in gioco?

Grazie all’équipe con cui lavoro, incluso padre Michael del Santuario. È un team incredibile, composto anche da persone con una grande preparazione a livello di logistica.

Qual è per lei l’aspetto più significativo di questo evento?

Il fatto che i nostri sforzi avranno un impatto su tante persone, e assicurare che la liturgia sia bella e si svolga in modo reverente ed efficiente.

***

Aleteia ha parlato anche con Christa Lopiccolo, direttore esecutivo del Dipartimento per le Questioni Pro-Vita dell’arcidiocesi di Washington, che ha supervisionato la distribuzione della Comunione nella Messa al National Stadium con papa Benedetto XVI e questa volta è incaricata dei trasporti.

Signora Lopiccolo, qual è la situazione attuale nella corsa per i preparativi dell’ultimo minuto?

Sto ricevendo molte telefonate frenetiche di persone che vogliono essere sicure di sapere tutto ciò che serve… Ci sono un’enorme eccitazione e grandissima aspettativa, e grande trepidazione per via del traffico.

Qual è l’atmosfera tra i suoi collaboratori? Sono felici di questo evento o pensano “Sarò contento quando questa settimana sarà finita!”?

Un po’ tutte e due le cose! È un evento di massa, per cui la maggior parte del team non sta svolgendo molte delle sue attività regolari. C’è il desiderio di riprendere la normalità. Ci sono questioni urgenti a cui vorrei dare la mia attenzione ma al momento non è possibile, ma siamo tutti anche molto emozionati e orgogliosi di far parte di un evento del genere.

Qual è la sfida più grande che affronta in questo momento?

Essere certa che ciascuno capisca dove dovrebbe stare, assicurarmi di essere capace di comunicare correttamente le istruzioni e che tutto fili liscio. Siamo sempre alla mercè del traffico di Washington!

Considerando il tipo di evento, pensa che la gente avrà una dose extra di pazienza e sensibilità nei confronti degli inconvenienti logistici in cui si potrà imbattere?

Scommetto di sì. In base alla mia esperienza relativa a eventi precedenti di questo tipo, la gente è molto paziente. Durante l’ultima visita papale, la stampa continuava a ripetere come fosse sorprendente che tanta gente si trovasse in città e che fosse andato tutto così bene… nessun grande problema, moltissima grazia che fluiva. Già lo sento.

Qual è la parte che preferisce di un evento papale di questo genere?

Essere capace di facilitarlo – far parte di un processo che permette alle persone di avere questo tipo di incontro, una cosa che potrebbe cambiare la loro vita e rappresentare un momento fondamentale nella loro vita di fede. Farne parte è un grande privilegio, così come guardare il volto delle persone quando arrivano e quando se ne vanno.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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