Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Scopri la macchina che ti collega al bambino che è dentro di te

Condividi

Un esperimento incredibile

di Nory Camargo

Tante cose ci tolgono oggi la pace: i conti da pagare, le necessità della casa, le preoccupazioni lavorative e tanto altro. Spesso i problemi ci tolgono il sonno, ci indeboliscono e ci allontanano dalle persone care. Essere padre o madre in tempi come quello che viviamo oggi è tutta una sfida.

Prima le donne si dedicavano al 100% alla casa e alla cura dei figli, mentre l’uomo era incaricato di provvedere al sostentamento della famiglia.

Forse molti di noi hanno la grande fortuna di avere i genitori e i nonni vivi, quegli insostituibili esseri umani che ci aspettano sempre a braccia aperte e con un caldo sorriso. Questo video ha inquietato il mio cuore per varie ragioni. In primo luogo perché sembra che man mano che cresciamo si allontanano i ricordi dell’infanzia, dimentichiamo che anche noi siamo stati piccoli inquieti ai quali importava solo di giocare. Diventiamo duri e rigidi, freddi e insensibili, non solo con le persone che ci circondano sul lavoro o negli affari, ma anche con i nostri figli.

Ricordo che quando ero piccola la parola “angoscia” non esisteva nella mia vita. Mi importava solo stare vicino a mamma o papà, solo ottenere quel permesso che a volte costava tanto per uscire e andare a giocare. Ci prendeva un’emozione incommensurabile quando avevamo l’opportunità di giocare a nascondino… Non so che ricordi avete della vostra infanzia. Io ricordo che se stavi giocando il freddo non era freddo, che non importava se ti sporcavi, che la fame passava quando stavamo con i nostri amici. Eravamo tutti incredibilmente creativi, e così i sassi potevano trasformarsi in tartarughe, i pali in spade, la scopa in un cavallo, una scatola in un palazzo. Solo le nostre guance arrossate e il sudore sulla fronte erano la prova del divertimento.

Può essere che non abbiate ricordi dolci come molti altri, può essere che i vostri genitori siano stati piuttosto duri, ma non vuol dire che non siamo stati bambini, che non abbiamo avuto voglia di divertirci. Non bisogna commettere quell’errore con i nostri figli, non bisogna privarli dei giochi, non bisogna proibire loro che i cuscini del salone diventino un fortino, non vanno rimproverati quando vogliono aiutare in giardino o nella preparazione di una torta. Siamo incaricati di mostrare loro il mondo, di insegnare loro la differenza tra il bene e il male, di correggerli con un bastone avvolto nell’ovatta, di modellare i loro cuori perché siano persone piene di compassione. Che grande missione ci è stata concessa dall’alto!

La sorpresa che hanno questi genitori vedendo che il proprio bambino interiore è il loro figlio diventa una scena commovente. Togliamoci allora il travestimento da adulti e condividiamo più tempo con i nostri figli. Lasciamo che la serietà vada in vacanza e diamo il benvenuto alla creatività e alle risate. I nostri figli hanno bisogno di noi, desiderano che ci inginocchiamo a terra e giochiamo senza essere noi a imporre le regole, che giochiamo ai dinosauri, alla cucina finta, a essere cantanti o pompieri. Lasciate che vostra figlia giochi con voi alle bambole, e se siete un uomo lasciate che vi metta le mollette sulla testa e vi metta a sedere alla sua tavola a prendere il tè.

Appartengo a un’era digitale, sono nata senza che nessuno mi insegnasse come usare un telefono cellulare o un laptop e non posso negare che la tecnologia sia di grande aiuto, perché grazie ad essa posso arrivare a molti di voi, ma penso che l’uso che ne facciamo a volte non sia quello corretto. Forse a molti non piacerà quello che sto per dire, ma non sono d’accordo sul fatto che i genitori sostituiscano il gioco con i propri figli con dispositivi mobili, anche se è certo che i bambini di oggi nascono con un chip che permette loro di maneggiare questi dispositivi meglio di noi, il che non vuol dire comunque che sia una cosa positiva. Spesso vedo genitori entusiasti all’idea di regalare ai figli ipad, tablet e cellulari. Non sarebbe meglio regalare ai nostri figli del tempo di qualità? Molti genitori non sanno nemmeno cosa piace ai loro figli, non hanno idea di quale sia il loro piatto preferito, il loro nascondiglio preferito, il film che amano di più.

Non si può tornare indietro con il tempo. Amiamo i nostri figli, giochiamo con loro e dedichiamo loro più tempo possibile. Se sei uno di quelli che vanno al lavoro quando ancora dormono e tornano quando stanno per andare a letto (credo che valga per molti padri), programma il tuo tempo, lascia un biglietto a tuo figlio sul suo comodino, digli che gli vuoi bene, che prepari qualcosa di divertente per il fine settimana e promettigli che sarai lì per condividere l’avventura. Se sei uno di quelli che si portano il lavoro a casa, fai una pausa e chiedigli com’è stata la sua giornata, ferma le tue attività per un’ora e fai qualcosa di divertente con tuo figlio.

Un detto saggio dice che i figli sono prestati ed è vero. Un giorno cresceranno e se ne andranno di casa per inseguire i propri sogni. Non resteranno accanto a voi per sempre. Per questo è importante sfruttare ogni secondo che possiamo trascorrere in loro compagnia.

Vorrei lasciarvi qualche domanda su cui riflettere: come vuoi che ti ricordino i tuoi figli? Quante ore al giorno dedichi loro? Raccontaci le tue idee per trascorrere più tempo con i tuoi figli e dicci che ricordi hai della tua infanzia!

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni