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Raúl Castro ringrazia il papa per l’aiuto nel dialogo con gli USA

© ALEJANDRO ERNESTO / POOL / AFP
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“L'embargo è crudele, immorale e illegale, e deve cessare”, dichiara il Capo di Stato cubano

Trascendente e arricchente per la Nazione”. Così Raúl Castro Ruz, Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba e fratello del Líder máximo Fidel, ha definito la visita di papa Francesco all’isola caraibica ricevendo il pontefice questo sabato all’aeroporto internazionale José Martí de L’Avana.

Nel discorso che ha rivolto al papa al suo arrivo, Castro gli ha dato “il più caloroso benvenuto” a nome del “nobile popolo” cubano, che insieme al Governo del Paese lo accoglie “con profondi sentimenti di affetto, rispetto e ospitalità”.

Castro ha quindi ringraziato il papa per “il suo sostegno al dialogo tra Stati Uniti e Cuba”.

Il ristabilimento delle relazioni diplomatiche è stato un primo passo nel processo verso la normalizzazione dei legami tra i due Paesi, che richiederà di risolvere i problemi e di riparare alle ingiustizie”.

L’embargo, che provoca danni umani e privazioni alle famiglie cubane, è crudele, immorale e illegale, e deve cessare. Il territorio usurpato dalla Base Navale a Guantánamo dev’essere restituito a Cuba. Da dirimere sono anche altre questioni. Questi giusti reclami sono condivisi dai popoli e dalla stragrande maggioranza dei Governi del mondo”.

Ispirazione papale

Castro ha ricordato “l’incontro memorabile” del maggio scorso in Vaticano tra lui e il pontefice, che ha offerto “l’opportunità di scambiare idee su alcune delle questioni più importanti del mondo in cui viviamo”, e ha confessato di aver seguito “con grande attenzione” i pronunciamenti di Francesco.

L’esortazione apostolica Evangelii gaudium, sui temi sociali, e la lettera enciclica Laudato si’, riferita al futuro e alla cura del pianeta e dell’umanità, mi hanno spinto a una profonda riflessione”, ha affermato, ricordando il ruolo di “punti di riferimento” di questi documenti al prossimo Vertice sull’Agenda di Sviluppo Post-2015, che si svolgerà all’ONU questo mese, e alla XXI Conferenza Internazionale sui Cambiamenti Climatici che avrà luogo a Parigi a dicembre.

Iniziano ad avere un’eco crescente nel mondo la sua analisi di questi problemi e l’appello all’azione di salvaguardia del pianeta e alla sopravvivenza della nostra specie; alla fine dell’azione predatrice dei Paesi ricchi e delle grandi transnazionali, all’eliminazione dei pericoli insiti per tutti in materia di esaurimento delle risorse e di perdita della biodiversità”.

La situazione internazionale

Il sistema internazionale attuale è ingiusto e immorale”, ha denunciato Raúl Castro. “Ha globalizzato il capitale e trasformato il denaro nel suo idolo. Fa dei cittadini meri consumatori. Anziché diffondere la conoscenza e la cultura, li aliena con riflessi e standard di condotta promossi da media che servono solo gli interessi dei loro padroni, le corporazioni transnazionali dell’informazione”.

La crisi profonda e permanente si scarica con crudezza brutale sui Paesi del Terzo Mondo, ma non ne sfuggono neanche gli esclusi nel mondo industrializzato, le minoranze, i giovani disoccupati e gli anziani invalidi, quelli che cercano rifugio dalla fame e dai conflitti. Offende la coscienza umana ciò che accade con gli immigrati e i poveri. Sono gli indignati del mondo, che reclamano i propri diritti e la fine di tanta ingiustizia”.

Il Presidente cubano ha poi ricordato le esortazioni del papa circa “la necessità di praticare la solidarietà e di lottare uniti contro le cause strutturali della povertà e della disuguaglianza, per la dignità dell’uomo” e per il “diritto alla terra, a un tetto e al lavoro”.

L’esperienza di Cuba

Per conquistare questi diritti, tra gli altri, è avvenuta la Rivoluzione cubana”, ha sottolineato. “Per ottenere una società più giusta e solidale abbiamo lavorato con sommo sforzo e assunto i maggiori rischi dal trionfo rivoluzionario”.

Lo abbiamo fatto bloccati, calunniati, aggrediti, con un alto costo in termini di vite umane e grandi danni economici. Abbiamo fondato una società con equità e giustizia sociale, con ampio accesso alla cultura e attaccamento alle tradizioni”.

Avanziamo con decisione nell’attuazione del nostro modello economico e sociale per costruire un socialismo prospero e sostenibile, centrato sull’essere umano, sulla famiglia e sulla partecipazione libera, democratica, consapevole e creatrice di tutta la società, in particolare dei giovani”.

Rapporti con la Chiesa cattolica

Il Presidente cubano ha infine ricordato che quest’anno si commemora l’80° anniversario dei rapporti ininterrotti tra la Santa Sede e Cuba, “che sono buoni e si sviluppano favorevolmente sulla base del rispetto reciproco”.

Il Governo e la Chiesa cattolica a Cuba mantengono relazioni in un clima edificante, come accade con tutte le religioni e istituzioni religiose presenti nel Paese, che instillano valori morali che la Nazione apprezza e coltiva”.

Ci sentiamo molto onorati dalla sua visita”, ha concluso.

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