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Empanadas, emoticons e dulce de leche sul volo papale

Maciek Lulko-cc / © aleteia usa
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Il Papa ha distribuito a tutti i cronisti al seguito le empanadas ricevute in dono da una giornalista della catena Univision

Come ormai è tradizione, Papa Francesco è passato a salutare uno ad uno i cronisti che l’accompagnano sul volo diretto a Cuba e poi negli Stati Uniti. Dopo aver detto qualche parola, raccontando soprattutto dell’emozione provata poco prima quando lasciando il Vaticano si è trovato di fronte a salutarlo una delle due famiglie di profughi siriani che vi sono state ospitate in seguito al suo appello, il Papa ha cominciato a girare tra i sedili. Nella sezione di coda dell’aereo, dove viaggiano 75 giornalisti, si è trattenuto oltre mezz’ora, andandosene come sempre carico di libri, regali, trofei, lettere, biglietti, omaggi, dopo essersi concesso a numerosi selfie.

Andrés Beltramo Alvarez, dell’agenzia messicana Notimex  e di Vatican Insider, ha fatto ascoltare al Pontefice il messaggio registrato sul suo smartphone da una delle sue figlie. Jean-Louis de la Vassiere, dell’agenzia France Presse, ha donato a Francesco il suo ultimo libro, dedicato proprio a lui. L’inviata di Tv2000, Cristiana Caricato, ha mostrato a Bergoglio sul suo smartphone gli emoticon che lo ritraggono con simpatiche facce a fumetti e si è sentita rispondere: «Sono molto meglio lì che nella realtà». Il giornalista di Telemundo, gli consegna a nome dell’emittente una copia dell’Emmy Awards vinto per l’ottima copertura televisiva del conclave, mentre la cronista argentina Elisabetta Piqué gli regala una scatola di «dulce de leche» argentini.

Insieme a decine di lettere, al Papa è stato donata una grande scatola legata con del nastro azzurro. Era piena di empanadas, fagottini di pane ripieni di carne, tipici dell’Argentina ma diffuse in tutta l’America Latina. Gliel’ha regalata Maria Antonieta Collins, giornalista della catena televisiva Univision: venendo da Miami a Roma per poi ripartire con il volo papale verso Cuba, si era fatta preparare da uno dei migliori ristoranti di Miami numerose empanadas, piatto molto gradito a Bergoglio. Le empanadas erano rimaste per due giorni in un congelatore a Roma.

Il Papa le ha subito passate al personale del volo Alitalia, perché fossero scongelate e offerte prima del pranzo, come antipasto, a tutti i presenti sull’aereo. Sono state divise in piccoli pezzi e servite. Nel libro «Francesco. Il Papa della gente. Dall’infanzia all’elezione papale, una vita al servizio degli altri» (Rizzoli), la giornalista Evangelina Himitian aveva raccontato un episodio che riguardava Bergoglio e le empanadas. «Posso dire che una volta – ha scritto l’autrice – l’ho visto moltiplicare il cibo, come ha fatto Gesù con i pani e i pesci». Era l’ottobre 2012 e la giornalista collaborava con l’ufficio stampa degli incontri ecumenici di cattolici ed evangelici di cui il cardinale Bergoglio era uno degli organizzatori. «Nello stadio in cui si svolgeva l’incontro – spiega Evangelina Himitian – l’amministrazione non consentiva di introdurre cibo, perciò durante le pause tutti i presenti dovevano comprare da mangiare in loco. La scelta non era molto varia: c’erano solo “empanadas”, i tipici fagottini di pasta ripieni di carne, e per di più erano scarse. Era un giorno di festa nazionale e non erano in programma altri eventi. Qualcuno chiese a Bergoglio se preferisse andare a pranzare nell’esclusivo quartiere di Puerto Madero, a pochi passi dallo stadio, in cui si trovano diversi ristoranti eleganti, ma lui rispose che sarebbe rimasto a mangiare con tutti gli altri».

«Quando noi giornalisti ci prendemmo una pausa per il pranzo – racconta ancora Evangelina nell’epilogo del suo libro – era già molto tardi e non era rimasto quasi niente. Mentre percorrevamo la sala dove si serviva il cibo, Bergoglio si avvicinò, ci salutò uno per uno e ci ringraziò per il nostro lavoro. Noi ci sedemmo all’ultimo tavolo. La cameriera ci portò un piatto con cinque empanadas, ma noi eravamo in otto. Qualcuno prese l’iniziativa e cominciò a tagliarle a metà. Condividere: questo era lo spirito dell’incontro. E comunque non avevamo altra scelta».

«Dal suo tavolo dall’altra parte della sala Bergoglio vide i nostri movimenti e capì. Si alzò in piedi e cominciò a chiedere agli altri avventori se avessero finito di mangiare. Recuperò dalle mani di pastori e sacerdoti le ultime empanadas, le riunì su un piatto e ce le portò. Commossi dal suo gesto così premuroso, ci sentimmo lusingati e molto stupiti. Aveva moltiplicato il cibo… L’uomo che oggi occupa il soglio di Pietro aveva visto un bisogno e l’aveva colmato, mentre nessun altro se ne era accorto».

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