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I Castro e i Papi

© MICHEL GANGNE / AFP
Pope John Paul II shakes hands with Cuban President Fidel Castro 21 January after Castro gave his welcoming speech at Jose Marti International Airport. During the flight to Cuba, the Pope told the press travelling with him that he would urge the United States to lift the 36-year-old embargo on Cuba. "I will tell them: change, change," he said. (ELECTRONIC IMAGE) AFP PHOTO/Michel GANGNE
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Fidel ha incontrato in 6 diversi momenti 2 Papi. Raúl 4 volte Benedetto XVI e Papa Francesco una

Non si ha ancora conferma di un eventuale incontro tra Papa Francesco e l’ex Presidente Fidel Castro nel corso del prossimo viaggio a Cuba. Sugli impegni a La Habana di Papa Bergoglio (19-20 settembre), una possibile “finestra” per quest’incontro nell’agenda papale per ora non c’è; la stampa latinoamericana è ancora molto discreta e sembra che la probabile udienza stia passando sotto tono, contrariamente a quanto accadde con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Fidel Castro ha incontrato, nel corso di Udienze formali e protocollari, 2 volte Papa Wojtyla (che diventano 5 se si tiene conto di altri brevi scambi di saluti) e una volta Papa Ratzinger. Oggi le condizioni di salute di Castro, che ha compiuto 89 anni lo scorso 13 agosto, sono tali da non permettere di sapere con certezza quando e dove potrebbe svolgersi l’incontro con il Pontefice; sembra quindi molto probabile che Papa Francesco si recherà in visita di cortesia alla casa dell’anziano leader cubano se non sarà possibile un incontro presso la Nunziatura di La Habana.

I Precedenti: 1996, il primo incontro. Era il 19 novembre 1996 quando Fidel Castro venne ricevuto per la prima volta in Vaticano da Papa Wojtyla. L’Udienza si tenne all’interno della Biblioteca privata in forma cordiale e i due si trattennero a colloquio per circa 35 minuti. Al termine della visita Castro espresse il vivo desiderio di ricevere presto il Papa a Cuba; Wojtyla ringraziò e rivolse la sua benedizione al popolo cubano. L’allora portavoce della Santa Sede, Joaquín Navarro Valls, riferì dell’incontro, tenutosi senza il bisogno di interpreti, ed informò la stampa che il Presidente aveva invitato il Papa a visitare Cuba, specificando che però non era ancora stata individuata una possibile data, ma che entrambi auspicavano si potesse concordare entro il prossimo anno. Il portavoce vaticano ricordò le parole di gratitudine che Castro aveva spese per l’impegno profuso dalla Chiesa nel campo dell’educazione e dell’assistenza sull’isola. Il Presidente cubano dedicò molto tempo a visitare i luoghi santi del Vaticano, mostrando anche una profonda conoscenza storica e religiosa.

1998: il Papa a Cuba. La visita di Giovanni Paolo II a Cuba si tenne infine dal 21 al 26 gennaio 1998, passando non solo per La Habana ma anche per Camaguey, Santa Clara e Santiago di Cuba. Il 23 gennaio il Pontefice fu accolto in udienza protocollare da Fidel Castro nel Palazzo della Rivoluzione (sede del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri). A questo, dal tono ufficiale, seguirono altri brevi incontri, tra i quali uno a sorpresa il 25 gennaio, giorno della Santa Messa sulla Piazza della Rivoluzione, quando Castro si presentò con l’amico scrittore Gabriel García Márquez e vari membri del Partito Comunista e del Governo.

2012: Fidel Castro e Papa Ratzinger. Quattordici anni più tardi Fidel Castro, libero dai suoi impegni politici per l’età e la malattia, fu ricevuto dal nuovo successore di Pietro: Joseph Ratzinger. L’incontro si tenne alla Nunziatura de La Habana su espressa richiesta dell’anziano Presidente. Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, riferì di un colloquio lungo e cordiale. Vennero ricevuti anche la moglie di Fidel, la signora Dalia, e, verso la fine dell’incontro, i figli. Il leader mostrò interesse ai cambiamenti liturgici voluti da Benedetto XVI e ricordò le sue pratiche religiose da giovane, interrogando il Papa su alcune questioni che desiderava approfondire. Lo scambio di opinioni fu stimolante e attivo e al momento del congedo, come ricorda l’allora Segretario di Stato Tarcisio Bertone, Castro volle ringraziare Ratzinger per due beatificazioni a lui molto care: madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II.

2012: stesso Papa, nuovo “Líder”. All’arrivo di Ratzinger a Cuba nel marzo del 2012 Raúl aveva ormai da tempo preso il posto del fratello per evidenti ragioni d’età e salute. Il Pontefice ebbe modo di incontrare il Presidente per ben quattro volte. In occasione dell’Udienza protocollare presso il Palazzo della Rivoluzione vennero affrontate questioni relative al governo dell’isola, in particolar modo sulla condizione del popolo cubano. Il Papa infine avanzò una richiesta specifica affinché venisse onorata la festività del Venerdì Santo; già il suo predecessore aveva fatto una simile istanza per il giorno del Natale. Oggi a Cuba le due ricorrenze sono osservate come festività.

2015: Primo incontro tra Raúl Castro e Francesco. È del 10 maggio di quest’anno il primo incontro tra Papa Bergoglio e Raúl Castro, annunciato a sorpresa con pochi giorni d’anticipo e durante il rientro del Presidente a Cuba da un viaggio in Russia. La visita, molto cordiale, è stato un gesto di Raúl Castro per ringraziare il Pontefice della dedizione mostrata nel far riallacciare i rapporti tra La Habana e Washington. La fine dell’embargo (evento di portata storica ma non ancora deciso dal Congresso USA) è stata infatti caldamente auspicata da Francesco come già fatto dai suoi Predecessori. Castro ha dichiarato di seguire con passione i discorsi del Santo Padre e di sentire il desiderio di ricominciare a pregare – lui che è comunista – grazie alla saggezza e alla modestia del Pontefice. Il Presidente ha promesso che assisterà a tutte le messe (La Habana, Holguín e Santiago de Cuba) che il Papa celebrerà a settembre nella prossima visita cubana; se ciò sarà mantenuto vorrà dire che Raúl incontrerà per ben sei volte il Santo Padre. Durante il colloquio, durato più di 50 minuti, oltre le presentazioni con vari membri della delegazione cubana, si è tenuto un significativo scambio di doni: il Presidente ha offerto al Papa una preziosa medaglia commemorativa della Cattedrale dell’Avana e un quadro d’arte contemporanea, rappresentante una grande croce composta da relitti di barconi e davanti la quale un migrante è raccolto in preghiera. L’artista cubano Kcho, presente all’incontro, ha spiegato di aver tratto ispirazione dall’attenzione che il Pontefice ha avuto per l’emergenza immigrazione, confermata dal suo primo viaggio al di fuori della diocesi di Roma, a Lampedusa. Il Papa ha invece donato a Castro una copia dell’Esortazione Evangelii Gaudium e un medaglione che ritrae San Martino nell’atto di coprire un povero con il mantello. Papa Bergoglio ha specificato che questo è un dono a lui particolarmente caro, perché non solo rappresenta l’impegno per aiutare e proteggere i poveri ma deve anche promuovere la dignità come dovere e diritto universale.

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