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«Spermatozoi in vitro utili solo se ripristinano una funzione naturale»

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Il bioeticista padre Faggioni: attenti a fantasie perverse e onnipotenti. Nessun “fai da te” gametico per procreare

Per la prima volta al mondo sono stati ottenuti spermatozoi umani completamente in vitro, a partire dal tessuto di un uomo sterile. Lo ha annunciato la Kallistem, start up del Centro nazionale ricerche francese (Huffington Post, 17 settembre).

Gli spermatozoi, hanno spiegato gli esperti della compagnia, nata dalle ricerche dell’Istituto di Genomica Funzionale di Lione, sono stati ottenuti a partire da tessuto prelevato dai testicoli. La tecnica potrebbe servire a preservare la fertilità di bambini che si devono sottoporre a terapie potenzialmente pericolose come la chemio, oltre che a trattare dei casi di infertilità che non si possono risolvere in altro modo. «Entro cinque anni – afferma Isabelle Cuoc, presidente della compagnia – speriamo di avere i primi centri che mettono a disposizione la tecnica» (Corriere della Sera, 17 settembre).

ESPERIMENTI NON NUOVI

«Da anni – evidenzia ad Aleteia padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale e ordinario di bioetica presso la Accademia Alfonsiana – si sta cercando di produrre gameti artificiali e, in particolare spermatozoi, a partire da cellule staminali di tipo embrionale o da cellule adulte somatiche, ad esempio cellule della pelle. I primi risultati sono stati pubblicati qualche anno fa».

LA PROVENIENZA DEGLI SPERMATOZOI

Invece «non conosciamo i particolari biomedici del processo elaborato dal gruppo francese di Lione, ma pare di capire che si tratta della produzione di spermatozoi funzionanti a partire da tessuti di uomini sterili perché azospermici, cioè di uomini che emettono un liquido seminale privo di spermatozoi. Sono sterili per azospermia, per esempio, alcuni soggetti colpiti da parotite con coinvolgimento anche dei testicoli: il testicolo mantiene la produzione di ormoni maschili, ma si estingue la spermatogenesi vale a dire la produzione di spermatozoi».

“RIPRODURRE IL PROCESSO NATURALE”

In teoria, precisa il bioeticista, «produrre gameti artificiali a partire da cellule somatiche significa, in qualche modo, riprodurre il processo naturale». Quindi, sempre, in linea teorica, «noi potremmo interpretare questo intervento come terapeutico nel senso che si ripristina una funzione perduta o alterata. Questa sarebbe una meta accettabile eticamente».

“RISCHI INCALCOLABILI”

In concreto, però, «sembra ancora lontana la possibilità di partire da cellule non germinali per produrre un gamete artificiale dal momento che sia la cellula, sia soprattutto il materiale genetico subiscono nel corso della spermatogenesi una trasformazione delicata e non ben nota nelle sue dinamiche e meccanismi. I rischi di una eventuale fecondazione con spermatozoi ottenuti con questo sistema sono incalcolabili».

NESSUN “FAI DA TE” GAMETICO

A ciò si aggiunga che le tecniche che finora sono state prospettate «prevedono, comunque, il ricorso alla  fecondazione extracorporea, con tutti i problemi etici correlati. Non voglio dare seguito agli echi scandalistici di certa stampa quotidiana che ha subito esultato affermando che i gameti artificiali segneranno la fine della necessità di avere un coppia per poter procreare, come se ciascuno potesse ricorrere ad un “fai da te” gametico e prescindere dalla coppia. Mi chiedo quali fantasie perverse e onnipotenti si celano dietro il desiderio di generare solitari senza la relazione interpersonale, ma non sono certo queste derive antropologiche a dover condizionare la nostra riflessione morale»..

LINEE DI RICERCHE PIU’ IDONEE

Per Faggioni, infine, non bisogna dimenticare che sono state avviate anche altre linee di ricerca e, in particolare, nel caso di soggetti – anche prepuberi –  esposti ai danni, per esempio, di interventi chemioterapici. «Si è proposto di prelevare e congelare il tessuto testicolare e di fare un auto-trapianto una volta compiuto il ciclo chemio-terapico». Altri studi, conclude, «stanno approfondendo la possibilità di condurre a maturità le cellule germinali maschili immature quando il processo naturale sia alterato o fortemente diminuito».

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