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Prima di diventare sacerdote costrinse la ragazza ad abortire

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“La Chiesa riguarda solo la misericordia”, riflette un religioso che si è macchiato del crimine di aborto

di Stephen Imbarrato

Oggi scrivo come sacerdote che decenni fa si è reso colpevole di un aborto. Dopo aver saputo della lettera di papa Francesco che dava facoltà universali ai sacerdoti di assolvere il peccato dell’aborto e di sollevare qualsiasi scomunica, mi sono trovato ad essere intervistato via radio e mi sono state poste domande curiose sul testo del pontefice.

È un nuovo insegnamento? La Chiesa sta finalmente perdonando le persone che si sono rese colpevoli di un aborto? Alla fine di quella giornata, sono riuscito a leggere qualche titolo dei media e ho capito perché venivano poste quelle domande. Un titolo di Yahoo recitava “Il papa dice ai sacerdoti di perdonare le donne che hanno abortito”. La MSNBC riportava “Il papa dice che i sacerdoti possono permettere questo peccato cattolico”.

I commenti generali che ho sentito dalle persone sui social media e al fuori di essi possono essere riassunti in questo modo: “Come può la Chiesa essere così contro l’aborto da rifiutare la misericordia alle persone per questo peccato?”

Sembrava quasi che in un’unica giornata fossimo entrati in un abisso in cui la Chiesa era esente da misericordia quando in realtà la Chiesa riguarda solo la misericordia… e io sono un esempio vivente di come la Chiesa, portando avanti l’opera di Cristo sulla terra, estenda la misericordia di Dio a tutti coloro che la cercano.

Negli anni Settanta, molto prima che diventassi sacerdote, ho incoraggiato la mia ragazza ad abortire. Il senso di colpa è seguito quasi immediatamente, così come la confessione del nostro peccato a un sacerdote. La guarigione è arrivata molto più lentamente, e alla fine ci siamo lasciati.

Trent’anni dopo, in seminario, mentre assistevo un ragazzo complice nell’aborto della sua fidanzata, ho capito che “quell’uomo” ero io. Con prudenza, ho cercato la mia ragazza dell’epoca e mi sono scusato per averla ferita e per non essere stato un vero uomo decenni prima. Solo allora ho scoperto che aspettava due gemelli. Aveva mantenuto quel segreto fino al giorno in cui mi sono scusato con lei, scatenando un’ondata di grazia nel suo processo di guarigione e nel mio.

Potreste chiedervi: “Come può un uomo colpevole di un peccato simile diventare un sacerdote?” Perché la Chiesa è, come dovrebbe essere e come Gesù è, misericordiosa. Sì, la Chiesa voleva essere certa che la mia ex ragazza ed io fossimo sufficientemente guariti e che lei fosse consapevole e approvasse il fatto che diventassi sacerdote. E sì, un peccato di questo tipo è un “impedimento” all’ordinazione sacerdotale, ma come per molte circostanze nella Chiesa, dopo una dovuta indagine può essere ottenuta una dispensa. Sono stato destinatario di una dispensa di questo tipo.

Allo stesso modo, una donna che desidera entrare nella vita religiosa come suora potrebbe ricevere una misericordia simile. È giusto. La Chiesa è chiamata ad essere misericordiosa come Cristo è misericordioso. Questi atti di grande misericordia non sminuiscono in alcun modo l’insegnamento corretto e morale della Chiesa per cui l’aborto è un peccato gravissimo.

Come insegna la Chiesa e com’è sempre stato, tutti i peccati si possono perdonare se una persona cerca il perdono ed è veramente pentita.

Papa Francesco lo ribadisce nella sua lettera, permettendo a tutti i sacerdoti di perdonare un aborto in confessione e dando loro la capacità di sollevare ogni scomunica a “quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono”.

Negli Stati Uniti i sacerdoti hanno già da tempo ricevuto questo potere misericordioso da parte della Chiesa. La lettera del papa sta solo rafforzando quello che io e molti altri cattolici già sappiamo: la Chiesa cattolica riguarda solo il perdono, la misericordia. È in questa misericordia che la gente trova la propria strada per raggiungere la vera guarigione e la pace.

Padre Stephen Imbarrato è un sacerdote cattolico dell’arcidiocesi di Santa Fe (Stati Uniti). Serve full-time come socio di Priests for Life, il principale ministero pro-vita della Chiesa cattolica. Per ulteriori informazioni su padre Stephen e su Priests for Life, visitate www.PriestsForLife.org. Per ulteriori commenti di Priests for Life sull’azione del papa, consultate www.JubileeOfMercy.net.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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