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I vademecum anti-gender nelle scuole che tutti i genitori dovrebbero avere

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© SHUTTERSTOCK

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 15/09/15

Li promuovono l'Associazione Italiana Genitori e Pro Vita. Sono documenti da allegare al foglio di iscrizione a scuola del proprio figli

Tutelare l’educazione dei propri figli a scuola, evitando che partecipino a lezioni orientate al gender. L’Associazione Italiana Genitori ha elaborato «un’istanza da allegare all’atto dell’iscrizione del figlio alla scuola, o anche successivamente».

I 5 PUNTI DEL DOCUMENTO

In questo documento si chiede il rispetto di alcuni principi che spettano di diritto al genitore. E cioè:

– che il proprio figlio non partecipi ad attività di lettura e di approfondimento di messaggi di libri con contenuti inerenti la teoria del gender,

– che le attività extracurriculari siano prevalentemente comunicate alla famiglia con indicazioni esplicite sui contenuti e sui professionisti coinvolti nelle attività;

– che sia richiesto esplicito consenso informato-preventivo e sottoscritto dal genitore alla partecipazione, o non, del proprio figlio all’attività;

– che qualora l’attività si svolga in orario di lezione curriculare, venga offerta la possibilità al figlio di frequentare attività alternative di sviluppo o di recupero di discipline curriculari;

– tale richiesta viene formalmente inoltrata poiché il sottoscritto genitore intende esercitare in pieno il diritto di scelta educativa, per il proprio figlio, per le attività extracurriculari (non obbligatorie) (circolare ministeriale MIUR 6 luglio 2015).

SISTEMI PSEUDO-SCIENTIFICI

«Non si può consentire che sistemi culturali pseudo-scientifici – scrive l’A.Ge. – vengano imposti nelle scuole, qualora ciò dovesse verificarsi, con la giustificazione di voler sconfiggere bullismo e discriminazione, in verità mirano a modificare il concetto di famiglia, di genitorialità, a favore dell’indifferentismo di genere e della diffusione della teoria del Gender».

L’AZIONE EDUCATIVA E LA FAMIGLIA

L’.A.Ge., allo stesso tempo, precisa che «non intende promuovere battaglie contro identità diverse e la libera scelta di stili di vita, ma affermare che l’azione educativa nella scuola si realizza mediante la collaborazione con la famiglia, la prima e fondamentale agenzia educativa, con diritto di decidere ed orientare i propri figli».

GENITORI PROTAGONISTI

L’Associazione dei Genitori ha avviato una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta ai genitori «per essere attenti protagonisti del progetto educativo dei propri figli. Ritenuto indifferibile il ruolo del genitori e di esercitare il proprio diritto/dovere che l’articolo 30 della Costituzione gli riconosce: “E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, ed educare i figlia, anche se nati fuori dal matrimonio”».

I CONSIGLI DELL’ASSOCIAZIONE

Tra i consigli che vengono forniti a tutti i genitori, quelli di «prestare attenzione al POF, Piano dell’Offerta Formativa»; «valutare attentamente gli insegnamenti curriculari (obbligatori=) ed extracurriculari (non obbligatori) per i quali si può chiedere l’esonero»; rivolgersi per chiarimenti sulle attività extracurriculari al Consiglio di Istituto e al Dirigente Scolastico; denunciare alla stessa A.Ge. qualsiasi atteggiamento ostativo da parte dell’autorità scolastico nel fornire chiarimenti sulle attività extracurriculari.

LA LETTERA DI “CONSENSO INFORMATO”

Anche l’Associazione Pro Vita è scesa in campo per arginare l’avanzata del gender nelle scuole promuovendo un documento da allegare all’atto di iscrizione del figlio a scuola, o comunque presentare, anche successivamente. La lettera di “consenso informato” poggia su due principi.

FOCUS SU BULLISMO E DISCRIMINAZIONE

Il primo è che la scuola notifichi ai genitori degli alunni, con congruo anticipo e per iscritto, la programmazione di ogni lezione, progetto, attività didattica che si tiene dentro e fuori l’Istituto, anche mediante lezioni tenute da persone esterne, riguardante:

a) questioni fisiche e morali connesse con la sfera affettiva e sessuale dei discenti;

b) campagne contro il bullismo, la decostruzione degli stereotipi di genere, le discriminazioni, il razzismo o la parità di genere.

INFORMARE CORRETTAMENTE I GENITORI

Il secondo principio è di essere «espressamente informati per iscritto e in modo completo e dettagliato del contenuto delle eventuali attività didattiche in questione, dei relativi materiali e i sussidi utilizzati, della data, dell’ora e della durata di tale attività, e di ogni informazione necessaria a identificare le persone e gli enti coinvolti nella organizzazione dell’attività in questione, al fine di valutare anche i relativi titoli».

INDIVIDUARE I PROGETTI “CRITICI”

Questa lettera, spiega Notizie ProVita, è necessaria perché «mentre un progetto di educazione sessuale è immediatamente individuabile come “critico” e può essere vagliato preventivamente dai genitori, un progetto contro il bullismo, per esempio, potrebbe essere un progetto utile e sacrosanto».

RIFLETTORI SULLE LEZIONI PRO LGBT

Solo in corso d’opera, «ci si accorge, magari, che il corso è tenuto da attivisti LGBTche, con la scusa di condannare le ingiuste discriminazioni che subiscono i ragazzini timidi, per esempio, vanno a insegnare che i bambini sono timidi perché sono gay e che ciò è perfettamente naturale e soddisfacente… Ecco: una “lezione” del genere a chi ha mandato la lettera dovrebbe essere risparmiata. Il condizionale è d’obbligo: ma, nella malaugurata ipotesi, la scuola risulterà inadempiente rispetto al dovere di informazione della famiglia».

Tags:
educazioneideologia genderscuola
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