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8 domande che molti non cattolici (e cattolici) si fanno sulla Messa

Keith-Cuddeback-CC

Pildorasdefe.net - pubblicato il 15/09/15

La prima volta che si partecipa alla Messa si può rimanere confusi, se non si conosce il motivo di ogni cosa

Di Jen Schlameuss-Perry

La prima volta che si partecipa alla Messa si può rimanere molto confusi. I non cattolici possono sentirsi disorientati e farsi molte domande.

Sia che si tratti di non cattolici che assistono a una Messa con il partner cattolico che di gente che chiede informazioni sulla fede, se non è cresciuta frequentandola, la prima volta che vi si assiste (e la seconda, e la terza…) si può rimanere piuttosto confusi, o sentirsi come “fuori luogo”. Ecco alcune delle domande più comuni poste dalle persone per le quali la Messa è una cosa “nuova”, con le relative risposte.

1. A cosa serve tutto quel sedersi, alzarsi e inginocchiarsi?

La chiamiamo “Aerobica cattolica”. È così che ci manteniamo in forma. È uno scherzo! Durante la Messa, ogni atteggiamento ha la sua funzione e il suo significato.

Quando ci sediamo, ci dedichiamo all’ascolto attivo, dando tutta la nostra attenzione alle letture, all’omelia e ad alcune preghiere.

Ci alziamo per due ragioni: per ascoltare il Vangelo (durante le altre letture tratte dalla Bibbia rimaniamo seduti) e per riconoscere che siamo alla presenza di Cristo, visto che il Vangelo è la Parola di Dio che ci parla nel presente. Ascoltiamo della vita di Gesù e di ciò che ha detto, restando così in piedi in onore e in rispetto nei Suoi confronti.

A volte, stare in piedi insieme dimostra la nostra unità nella preghiera come Corpo di Cristo (come quando recitiamo il Credo o le preghiere di richiesta generali), e stiamo insieme in piedi anche quando ci prepariamo a ricevere il Corpo di Cristo nell’Eucaristia (vedere # 4).

Inginocchiarsi è un atteggiamento penitenziale e reverenziale. Riconosciamo la nostra natura peccatrice e la necessità della guarigione di Dio, per cui ci inginocchiamo davanti alla Presenza Reale di Cristo nell’Eucaristia (la maggior parte deve farlo durante la consacrazione, mentre le preghiere di consacrazione eucaristica sono realizzate dal sacerdote) chiedendo quella guarigione.

2. Cosa significa quel movimento che si fa sul volto prima di leggere il Vangelo?

Questa è una delle mie domande preferite, perché anche molti cattolici non conoscono la risposta. Prima di leggere il Vangelo, quando la comunità è in piedi e pronta ad ascoltare, ci facciamo il segno della croce (in genere con il pollice o facendo la croce con pollice e indice) sulla fronte, sulle labbra e sul cuore, il che significa che stiamo dicendo a Dio che manterremo sempre il Vangelo nella nostra mente, sulle nostre labbra e nel nostro cuore.

Se teniamo il Vangelo in questi tre luoghi, tutti i nostri pensieri, le nostre parole e i nostri desideri saranno allineati con Gesù. È un promemoria fisico del fatto che abbiamo bisogno non solo di ascoltare il Vangelo, ma anche di viverlo ogni giorno. Molti, ma molti cattolici non lo sanno, fanno solo uno “scarabocchio” sulla testa e sul torso.

3. Perché tutti sembrano sapere cosa sta accadendo e cosa succederà in seguito?

Questa è una delle cose più belle della Messa cattolica. Il modo in cui lo facciamo in un luogo è lo stesso in cui lo fanno in tutte le parti del mondo, ed è più o meno lo stesso che si è fatto fin dal I secolo. È un periodo molto lungo per arrivare a capire come fare qualcosa.

Dalle preghiere che recitiamo fino alle letture bibliche che si leggono, agli atteggiamenti e alle risposte con cui partecipiamo, tutto è pianificato ed è uniforme in tutte le lingue. È impressionante, visto che, se hai familiarità con questo, puoi solo immergerti nella celebrazione, mettere da parte tutto ciò a cui stavi pensando prima e lasciare che il rituale si svolga. In questa bella routine ci sono fluidità, bellezza e consolazione per la stanchezza e le preoccupazioni.

Costruito su questa routine c’è un ciclo di letture bibliche che cambiano ogni settimana (ma sappiamo quello che verrà dopo), canzoni e preghiere di richiesta (le intenzioni) che cambiano settimanalmente e un’omelia che deve variare in base al Vangelo. Nulla, quindi, è esattamente lo stesso, ma sempre all’interno dello stesso formato. Diventa più facile man mano che si procede. La maggior parte delle parrocchie, inoltre, ha un messale sui banchi, con cui si può seguire tutto l’ordine della Messa. Molte parrocchie utilizzano messali completi.

Uno degli aspetti più belli di tutto questo è che se si è in viaggio si può andare a Messa anche se è in un’altra lingua, e pur non comprendendo le parole esatte, si sentirà sempre che ci si trova in un ambiente e in una celebrazione familiari.

4. Cos’è quell’ostia che ricevete tutti, e posso riceverne una anch’io?

La fonte e il culmine di tutto ciò che facciamo come cattolici è l’Eucaristia, nota anche come Santa Comunione. Nel Vangelo Gesù ha detto: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6,51). Noi cattolici lo prendiamo alla lettera. Nell’Ultima Cena, Gesù ha preso il pane e il vino, li ha benedetti e ha detto: “Questo è il mio corpo”, “Questo è il mio sangue”, e “Fate questo in memoria di me” (Lc 22). Lo prendiamo letteralmente dal Vangelo di Luca.

Quello che celebriamo nella Messa è il sacrificio di Gesù per noi sulla Croce. Egli ha fatto questo sacrificio una volta per tutte, ma ci ha anche detto che dobbiamo parteciparvi. La nostra celebrazione di questo sacrificio non è un sacrificio nuovo, ma porta al presente l’unico Sacrificio. L’ostia e il vino sono trasformati in presenza reale e vera di Gesù, nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Per noi non è un simbolo, è una realtà. E così, chiediamo che solo coloro che sono uniti con noi in questa convinzione attraverso la Chiesa cattolica partecipino nel ricevere la Comunione.

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