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Siria: Ban Ki Moon, non esiste soluzione militare. “Europei facciano di piu’ per profughi”

Pope Francis and Ban Ki-moon – CPP

© ServizioFotograficoOR/CPP

<span>May 9, 2014: Pope Francis (R) shakes hands with United Nations (U.N.) Secretary General Ban Ki-moon during a meeting at the Vatican.</span>

Agi - pubblicato il 11/09/15

Il segretario dell'ONU cerca la pace per la questione siriana nell'attesa di incontrare Papa Francesco a New York

“In Siria non esiste soluzione militare. Stanno combattendo da quattro anni e mezzo, sono morte oltre 250mila persone, ci sono 4 milioni di rifugiati e 12 milioni di esseri umani colpiti dagli effetti della guerra.
Sollecito una soluzione attraverso il dialogo politico, sull base del comunicato di Ginevra del giugno 2012 e l’unita’ dei membri permaneti del Consiglio di Sicurezza”. Lo afferma il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, in una intervista alla ‘Stampa’.
“Elogio la leadership e la solidarieta’ mostrata dagli europei, ma, nello stesso tempo, vista la gravita’ e la scala della crisi, mi aspetto che facciano di piu’ per proteggere chi fugge dalla guerra. Bisogna ricordare che nel passato anche i popoli europei sono stati beneficiati dalle migrazioni, alla ricerca di liberta’ e opportunita’ migliori. Ora che sono diventati l’economia piu’ grande e ricca del mondo, speriamo che mostrino la loro solidarieta’ globale e una leadership compassionevole. Percio’ sollecito i leader europei ad aprire i confini e dare la necessaria assistenza umanitaria per salvare queste vite, mostrando compassione”.

Ban ritiene che l’accordo sul nucleare iraniano sia “uno sviluppo positivo. Sono a conoscenza di certe preoccupazioni e critiche, ma, come segretario generale dell’Onu e sulla bse della mia personale esperienza di negoziatore con la Corea del Nord, posso dire che questo accordo e’ molto migliore, ben strutturato e rigoroso. Evitera’ che l’Iran costruisca armi atomiche nel lungo termine. Percio’ spero che venga ratificato da tutte le parti, perche’ aiutera’ la pace e la sicurezza nel Medio Oriente e oltre. L’Onu e’ pronta ad aiutare la sua applicazione, con il monitoraggio e le verifiche dell’Aiea”.
Ban Ki Moon guarda “con grande eccitazione” alla prossima visita del Papa all’Assemblea generale dell’Onu. “Sono grato al Papa” per la sua enciclica sull’ambiente. Riguardo i negoziati di Parigi, Ban Ki Mon e’ preoccupato perche’ “procedono troppo lentamente. La nuova agenda per lo sviluppo sostenibile comprende 17 obiettivi molto visionari e trasformativi. Se verranno applicati entro il 2030 potremo sradicare la poverta’, realizzare la parita’ tra uomini e donne, garantire l’istruzione a tutti i bambini in eta’ scolare, proteggere la biodiversita’, avere citta’ sostenibili, offrire assistenza umanitaria, igiene e sanita’ a tutti. Mi aspetto che i Paesi membri li rendano obbligatori, per costruire finalmente un mondo in cui nessuno verra’ lasciato indietro”.

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