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Il Battistero del Duomo di Padova come non lo hai mai visto prima

Aleteia - pubblicato il 10/09/15

Un capolavoro del Trecento a distanza ravvicinata

Sono milioni i turisti che dal 1378 hanno visitato il Battistero del Duomo di Padova, sognando questo momento: vedere da vicino, quasi toccare con mano, uno dei capolavori del Medioevo italiano, il ciclo degli affreschi dell’artista fiorentino Giusto de’ Menabuoi. Qui trovano vita le rappresentazioni dell’ Antico e Nuovo testamento, e il Paradiso, nella cupola. Oggi è possibile vivere questa esperienza diretta grazie alle nuove tecnologie. Dei droni e un dirigibile si sono alzati in volo verso la cupola per riprendere con inquadrature uniche le opere di questo prezioso battistero, e avvicinare i nostri occhi a quei dettagli e colori che prima d’ora non è mai stato possibile ammirare così da vicino.

Il viaggio inizia con la scena della Creazione del mondo, seguita dalla Creazione di Adamo ed Eva, così come dalle storie del Vecchio Testamento, quali Larca di Noé, Il sacrificio di Isacco, ecc. Si tratta in tutto di 33 episodi che corrono per tutte le pareti del battistero (il tamburo) di forma circolare. Sotto poi troviamo i 4 pennacchi e le storie tratte dal Nuovo Testamento. L’abside è decorata con scene tratte dall’apocalisse. Una delle raffigurazioni più interessanti sono Le nozze di Cana, del vangelo di Giovanni, secondo cui Cristo avrebbe trasformato l’acqua in vino.

Un’altra scena particolarmente importante è La vocazione di Pietro e Andrea, in cui vediamo Cristo e inginocchiati a sé i due apostoli, vicino a loro una barca e il mare. La particolarità di questo dipinto sono le pennellate rapide utilizzate per dare l’effetto del mare increspato.

Altro episodio di rilievo è Il bacio di Giuda, rappresentato con una gran folla e numerosi soldati, pronti a catturare Gesù. Qui c’è da notare anche l’episodio crudele in cui S. Pietro, accanto a Giuda, taglia l’orecchio al servo del sacerdote, con il suo pugnale, secondo quanto riportato nel Vangelo.

Il tema della “folla” lo ritroviamo anche nella scena de La crocifissione di Gesù, che rispetto alla tradizione giottesca, aumenta in modo esponenziale: è la folla che diventa protagonista, con i suoi personaggi profani. Vediamo soldati, di questi alcuni anche a cavallo, alcuni che agitano le insegne dell’impero Romano. Vediamo anche semplici astanti che osservano la scena, mentre Maria con le pie donne sono spostate in basso a sinistra.

Proseguiamo il viaggio con due scene dell’Apocalisse (che qui nel battistero è rappresentata totalmente) e troviamo La bestia con 7 teste, ognuna delle quali ha una tiara papale, alcune ne hanno anche due. Questa immagine si rifà alla descrizione dell’apocalisse, in cui si parla della bestia con 7 teste e 10 corna. Non è chiara la ragione di questa rappresentazione, forse l’artista faceva riferimento a qualche evento contemporaneo, o forse voleva essere una critica alla chiesa, o anche semplicemente la descrizione dell’anticristo nell’apocalisse, alludendo al fatto che potesse provenire dalla stessa chiesa.

Altra scena particolare che si trova nella parete opposta a quella della crocifissione, in posizione centrale, è quella in cui laMadonna è in trono con i santi. San Giovanni battista, sulla sinistra introduce alla Madonna la committente di questo ciclo pittorico, Fina Buzzaccarini. E’ questo un segno di gratitudine del pittore.

Il viaggio giunge al culmine con uno degli episodi più belli dell’intero ciclo: la rappresentazione del Paradiso.

Eccoci con gli occhi puntati sulla cupola ad ammirare il Giudizio Universale: al centro troneggia Cristo (è il Cristo Bizantino, Pantocratore, giudicante) con in mano il libro delle Sacre Scritture e con uno sguardo molto severo. Tutt’intorno a lui si trovano la grande figura della Madonna e, disposti in cerchi concentrici, le schiere degli angeli e dei santi.

Il tono che prevale è il dorato delle aureole e degli sfondi. I santi sono piuttosto inespressivi sembrano avere i volti uguali. Ma nonostante la fissità dell’affresco, quello che emerge è un linguaggio solenne e grandioso, che stupisce, intimidisce ma lascia estasiato lo spettatore. Gli affreschi furono realizzati tra il 1375 e il 1378

Note biografiche: WIKIPEDIA

Giornalista Silvia Costantini

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