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Che sta succedendo in Siria?

sirianews
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Lo stallo che sta provocando milioni di profughi sta per essere superato o aggravato dal maggiore intervento russo a favore di Damasco?

Di Siria nei media italiani si parla di recente quasi esclusivamente per determinare da dove arrivino le migliaia di profughi che chiedono asilo in Europa. Molto meno – invece – sul perché e come essi siano divenuti “profughi”.

La guerra civile in Siria

Il conflitto siriano è ormai entrato nel suo quinto anno e, dopo più di 250.000 vittime e 7 milioni di sfollati, di cui più di 4 milioni rifugiati all’estero (ed è bene ricordare che solo una piccolissima parte di questi sceglie la via per l’Europa, mentre la grandissima maggioranza è ripartita tra Turchia, Libano e Giordania), la situazione sul campo continua a segnare uno stallo che sembra senza uscita. Le forze lealiste di Bashar al-Assad, nonostante controllino ormai meno di un terzo del territorio di quella che era la Siria a inizio 2011, sembrano resistere agli attacchi dei ribelli. Questi ultimi, del resto, non costituiscono più un fronte unico, ma sono divisi in decine di sigle e gruppi. E, in tutto ciò, le forze dell’autoproclamatosi Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi (o, più semplicemente, l’ISIS, Stato Islamico) controllano ormai buona parte del nord-est del paese con le sue risorse petrolifere, a tal punto da aver stabilito nella città siriana di Raqqa, e non in Iraq, la propria capitale (Ispi, 10 settembre).

A tutti questi “attori” sullo scenario siriano e mediorientali, si sommano moltissimi altri sia di tipo statale (Iran, Russia, Stati Uniti, Emirati, Arabia Saudita) sia invece di tipo informale, come i gruppi di Hezbollah o i curdi o ancora Al-Qaida.

 

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