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Rivendicando l’Illuminismo per la Chiesa cattolica

Diane Montagna - Aleteia - pubblicato il 09/09/15

Com’è sorta questa situazione?

Almeno parte del problema è il fatto che molti cattolici indulgono in qualcosa che è difficile esprimere a parole ma potrebbe essere descritto come l’opposto del vantarsi. Gesù ci dice: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5, 16). Per contrasto, la maggior parte dei cattolici non impara molto sulla storia né proclama quei frutti che sono maturati nel mondo alla luce del Vangelo. Nascondiamo la nostra luce, e visto che falliamo nel raccontare la nostra storia, altri lo stanno facendo per noi. Qualche anno fa, ad esempio, qualcuno mi ha dato una storia ampiamente illustrata dell’“Illuminismo”. Sono rimasto esterrefatto dal modo in cui molti traguardi di civiltà venivano presentati come se fossero avvenuti più o meno alla fine del XVIII secolo. L’implicazione era che questi traguardi fossero concomitanti con un rifiuto della fede cattolica e un volgersi alla “ragione”, un cambiamento mescolato in modo piuttosto bizzarro a una moda di costruire monumenti a dèi pagani. Quando ho visto queste rappresentazioni errate sfacciate, ho capito la necessità di raccontare la storia dell’“Illuminismo cattolico”, in altre parole di raccontare la storia di ciò che ha fatto per il mondo la luce della fede.

Si riferisce ai frutti e alla luce della fede. Perché ha scelto queste parole?

La scelta della parola “frutto” ha una ragione più profonda per la serie Catholic Enlightenment. L’apologetica razionale, una difesa ragionata della fede, si è sempre concentrata sulle verità religiose naturali che possono essere giustificate dalla filosofia, come l’esistenza di Dio, ma questi metodi sono inadeguati per le verità soprannaturali, come l’Incarnazione e la Trinità. Ad esempio, il filosofo Aristotele sapeva dell’esistenza di Dio come vivente, eterno e perfetto, ma non ha mai sognato che Dio sarebbe nato in una stalla o sarebbe morto su una croce per la nostra salvezza. Come è possibile, allora, giustificare queste verità senza fede, e chi non accetta la verità della Scrittura, della tradizione e del magistero? Una risposta è mostrare le radici e i frutti della fede cattolica, radicati ovviamente anche nell’antica fede del popolo ebraico. In altre parole, studiando la continuità e lo sviluppo della fede nella storia, e i suoi buoni frutti, si può mostrare che nel mondo è stato impiantato qualcosa di estremamente buono, con la coerenza della fede, anche se la verità stessa resta nascosta senza gli occhi della fede. Definisco questo approccio “apologetica organica”. Questo approccio è nello spirito della costituzione pastorale Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II, che al paragrafo 40 dichiara che la Chiesa non solo comunica la vita divina all’umanità (l’obiettivo salvifico che le è proprio), ma effonde la luce riflessa di quella luce su tutta la terra. Studiando la storia, possiamo vedere molto chiaramente la prova di questa luce.

A chi è rivolta la serie sull’Illuminismo cattolico? Quale dovrebbe essere il pubblico?

La serie è rivolta a qualsiasi persona ragionevole che voglia conoscere la verità delle cose, ma è particolarmente importante per genitori, clero, religiosi, insegnanti e tutti coloro che hanno un ruolo nell’educare gli altri. Per fare un esempio di chi può trarne profitto, tre anni fa ho fatto una presentazione a un gruppo di oltre 200 responsabili di scuole cattoliche su questioni legate a fede e scienza. Molti hanno espresso grande stupore venendo a sapere che è stato un sacerdote cattolico, monsignor Georges Lemaître, a inventare la teoria del “Big Bang”. Mi hanno gentilmente permesso di effettuare un sondaggio, e ho scoperto che più di tre quarti di questi responsabili scolastici non aveva mai sentito parlare di monsignor Lemaître, un risultato che illustra il problema più ampio che dobbiamo affrontare. Anche se gli esperti sanno che i dettagli di questi sviluppi spesso sfidano i miti semplicistici (cfr., ad esempio, Helge Kragh, Cosmology and Controversy, Princeton University Press, 1999), anche i non specialisti intelligenti hanno raramente questa conoscenza. La serie, quindi, dovrebbe essere di aiuto a un’ampia gamma di persone, soprattutto quelle coinvolte nell’educazione.

È disponibile altro materiale del genere?‬

Certo, quanti di noi hanno messo insieme queste storie non sono i primi a vedere i collegamenti tra cattolicesimo e civiltà. Si può considerare, ad esempio, il libro di Thomas Woods How the Catholic Church Built Western Civilization, pubblicato nel 2005, o la bella serie Civilization presentata da Lord Kenneth Clark, trasmessa per la prima volta dalla BBC nel 1969. La nuova serie di EWTN Catholic Enlightenment è un progetto molto più semplice, che mira solo a comunicare alcuni fatti di base relativi alla nostra storia. Penso che il vantaggio della serie di EWTN sia il fatto di essere semplice e accessibile, trattandosi solo di cinque episodi di trenta minuti ciascuno. La serie è anche piuttosto ad ampio spettro, coprendo (1) il vero illuminismo, spazio, tempo ed esplorazione; (2) l’impatto della vita sacramentale, anche su arte, architettura, matrimonio, cura dei malati e dei morenti; (3) l’educazione e la dignità della persona umana, includendo università, scuole, filosofia e teologia; (4) moralità, legge e il dramma della salvezza, comprese idee di bene umano, azione umana, giustizia e difesa della civiltà; (5) lingua, letteratura, musica e i frutti ultimi della fede, ovvero i santi. Nella serie ci dovrebbe essere quindi qualcosa per chiunque.

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