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Alcuni consigli per sviluppare la creatività di vostro figlio

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Deve poter diventare uno stile di vita, non un atto isolato

di Cecilia Barone

Al giorno d’oggi la creatività sembra essere una delle qualità umane più lodate e ricercate sul mercato lavorativo. Tutti ambiscono ad essere “creativi” e originali. Per diventarlo, la prima cosa che pensiamo di dover fare è rompere con quello che ci ha preceduto, con il passato.

Questo atteggiamento si giustifica pensando che la creazione sorga in modo spontaneo, dal nulla, senza alcuno sforzo. Se ci mettiamo a studiarla più da vicino, tuttavia, ci rendiamo conto che questo processo deriva da una complessa catena di combinazioni.

Creare è combinare percezioni, conoscenze, idee e memorie che esistono dentro di noi per dar forma a un materiale originale. Questo si ottiene collegando ciò che apparentemente non è collegato, scoprendo relazioni dove gli altri vedono solo disordine.

Possiamo creare?

Il vero atto creatore è solo patrimonio di Dio. Noi umani non facciamo altro che ricreare con ciò che possediamo, con quello che abbiamo a portata di mano.

In realtà, se la creatività consiste nell’unire materiale che possediamo e abbiamo accumulato per poterlo usare in modo diverso, ci potremo rendere conto del fatto che tutti siamo più creativi di quanto immaginiamo, e questo succede ai genitori quando pensano ed escogitano nuovi modi perché lo stipendio renda di più o quando organizzano in modo innovativo le molteplici attività della vita quotidiana.

Accade agli insegnanti che invece con poche risorse devono ingegnarsi per insegnare qualcosa di modo che catturi l’attenzione degli allievi e li entusiasmi, quando riescono a coinvolgere tutti, quando incentivano forme nuove e pacifiche per creare un clima di convivenza.

Accade a quanti hanno la propria piccola impresa e devono capire come guadagnare superando le difficoltà imposte dalla congiuntura; alle persone che si coinvolgono in modo solidale inventando modi per aiutare gli altri.

Se ci pensiamo, qualsiasi atto quotidiano può trasformarsi in un atto creativo. Quello che accade è che tendiamo a pensare che sono o sono stati creativi solo un Dante, un Michelangelo, un Picasso, un Gandhi o una Madre Teresa di Calcutta.

Ovviamente lo sono stati, ma se ci spiazzano questi esempi è possibile che non ci sentiamo all’altezza delle circostanze che dobbiamo vivere per dimostrare il nostro ingegno. Tutti lo sono stati nella misura in cui hanno captato e plasmato quello che la loro epoca offriva ed esigeva loro. Non potevano smettere di fare quello che hanno fatto, qualcosa dentro di loro li portava a dare risposte nuove a ciò che si presentava loro.

Occupate la vostra testa con i fatti più diversi provenienti dai campi più diversi, e date loro un’altra forma”, raccomandava lo scrittore Ray Bradbury, spiegando però che se le persone non sono educate non importerà loro nulla di ciò che vedono o sentono.

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