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La festa del Bambino Gesù di Praga

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Domenica ad Arenzano processione e festa solenne

Questo weekend si svolgeranno le celebrazioni per la festa del Bambino Gesù di Praga, ad Arenzano, in provincia di Genova, due giorni che culmineranno domenica con la messa solenne e l’intronizzazione della statuetta del Bambinello e a seguire in serata, nel teatro del Seminario, “Un castello nel cuore”, spettacolo teatrale con Pamela Villoresi nel ruolo della grande donna e santa, Teresa d’Avila, fondatrice dei Padri Carmelitani Scalzi, nell’anno del V° centenario della nascita.

UN CASTELLO NEL CUORE con Pamela Villoresi

Ma qual’è la storia di questa venerazione?

di Padre Davide Sollami

A Praga, nella chiesa di “Vergine Maria delle Vittorie”, si trova il Bambino Gesù divenuto famoso in tutto il mondo. Esso viene venerato in tutti i continenti, dal Madagascar alla cappella dell’aeroporto di New York, da un paesino della Baviera a un monastero nella giungla del Vietnam, e in numerosi santuari dedicati al Bambino Gesù. Ancora oggi non mancano grazie straordinarie, guarigioni e miracoli attribuiti al Bambinello e sono molti coloro che hanno imparato a pregare come bambini solo dopo aver vissuto momenti di angoscia, diventando poi grati testimoni della promessa dell’ “Imperatore nascosto”: “Quanto più voi mi onorerete, tanto più io vi favorirò!”.

L’ORIGINE IN SPAGNA

La storia del Bambinello di Praga ebbe inizio alla fine dell’undicesimo secolo in Spagna. Un giorno, il pio frate Giuseppe, assai conosciuto per il suo amore profondo verso il mistero dell’infanzia di Gesù, stava spazzando, quando all’improvviso gli si avvicinò un delizioso fanciullo che, dopo averlo osservato un momento, gli disse: “Stai spazzando bene, Fra Giuseppe! Sai anche pregare l’Ave Maria?”. “Sì”, fu la risposta. “Allora pregala!”, aggiunse il piccolo. Il carmelitano cominciò a recitare l’Angelus, ma giunto al verso: “… e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù”, fu interrotto dal bambino che gli disse: “Sono io, sono Gesù!”; poi sparì. A frate Giuseppe rimasero indelebilmente impresse le fattezze del Fanciullo celeste: quanto avrebbe voluto rivederlo. Purtroppo tutti i suoi tentativi di modellare l’immagine in cera rimasero vani sino a quando nell’età avanzata il Fanciullo celeste gli apparve di nuovo dicendo: “Sono qui perché tu possa finire la tua statuetta”.

La statua del Bambinello divenne proprietà delle nobili famiglie Lara e Mendoza. Nel 1628, Polissena di Lobkowitz lo regalò al convento dei Carmelitani “Vergine Maria delle Vittorie” di Praga.Consegnando il prezioso regalo al priore disse: “Padre, le regalo ciò che per me è più prezioso al mondo. Venerate questo Bambino Gesù e mai nulla vi mancherà”.

PADRE CIRILLO DELLA MADRE DI DIO

Il Bambinello ricevette subito un posto d’onore nell’oratorio dove fu particolarmente venerato dai novizi. Solo tre anni dopo, nel 1631, quando i protestanti della Sassonia occuparono Praga, i carmelitani fuggirono a Monaco di Baviera. Il loro monastero fu saccheggiato e la statua gettata dietro l’altare maggiore. Sei anni dopo, nel 1637, P. Cirillo della Madre di Dio, di origine lussemburghese, che già da novizio aveva avuto una particolare venerazione per il Bambinello delle grazie, tornò nel monastero e, dopo una lunga ricerca fra le macerie della chiesa distrutta, trovò la statua purtroppo danneggiata e la riportò nell’oratorio. Fino all’età di 85 anni, P. Cirillo vide compiersi tanti miracoli per intercessione del suo carissimo Bambino Gesù di Praga, il quale fu sempre più conosciuto per le guarigioni dei malati e le liberazioni degli ossessi.

TANTE GRAZIE PER UN BAMBINELLO

Il messaggio del miracoloso Bambinello di Praga si diffuse in un baleno in tutta la città e ben presto se ne parlò in tutta la Boemia. I carmelitani lo esposero per la venerazione in chiesa e qui via via si presentarono migliaia di bisognosi della nobiltà e del popolo, anche re e addirittura l’imperatrice d’Austria Maria Teresa: tutti presentavano le loro preghiere per ottenere grazie e le loro intime miserie recandosi nella “città dei cento campanili”. Fino ai nostri giorni, la piccola statua dell'”Imperatore nascosto”, alta appena quarantacinque centimetri, è esposta in una teca preziosa, vestita con una delle sue settanta (!) vesti preziose, con in mano il globo e in testa la corona d’oro, adornata da perle e pietre preziose.

FOTO EDIZIONE PRECEDENTE_statua

UNA TRISTE FINE E UNA RIFIORITURA

Nonostante nel 1784, con le sue idee anticlericali, l’imperatore Giuseppe II avesse cacciato via i carmelitani da Praga, nessuno osò toccare l’amato Bambinello. Nel giro di venti anni, però, la chiesa abbandonata cadde in rovina e gli abitanti di Praga, una volta tanto entusiasti, sembrarono aver dimenticato il loro Bambino delle grazie. La chiesa fu restaurata solo nel 1878, più di settanta anni dopo. E solo nel 1993 il governo cecoslovacco ha restituito alla Chiesa il Santuario della “Vergine Maria delle Vittorie” di Praga, con il celebre Bambinello. I primi padri carmelitani recatisi a Praga per far rifiorire la venerazione del Bambino Gesù provenivano proprio da Arenzano; da allora sono ripresi i pellegrinaggi per chiedere grazie o esprimere riconoscenza per i doni ricevuti.

ARENZANO LA NUOVA PRAGA

Uno dei maggiori centri di venerazione del Bambinello di Praga nacque in Italia all’inizio del ventesimo secolo, presso i padri carmelitani di Arenzano. Tutto ebbe inizio con una pittura ad olio del Bambinello, grazie alla quale si verificarono prodigi particolari, tanto da attirare sempre più numerosi gruppi di pellegrini. Nel 1908 fu inaugurato il nuovo, grande santuario, dove da allora si trova una bellissima copia del Bambino di Praga scolpito in legno. Nel Santuario di Arenzano, che è diventato uno dei maggiori luoghi di pellegrinaggio in Italia, viene pubblicato il “Messaggero di Gesù Bambino” che ogni mese dà notizia di numerose grazie del “vecchio” e del “nuovo” Bambinello di Praga. Scegliamo come esempio l’episodio della “statua sommersa del Bambinello”. Nel 1991, i mass media diedero notizia del più grave incidente navale nel Mediterraneo. Proprio davanti ad Arenzano era esplosa la petroliera “Haven” ed erano morti cinque membri dell’equipaggio. Si temeva una catastrofe ecologica. La petroliera bruciò per tre giorni e tre notti, producendo una gigantesca colonna di fuoco e fumo, finché affondò. Durante l’evolversi della tragedia, tutta Arenzano pregò il Bambinello di intervenire. E avvenne ciò che non ci si aspettava: dallo scafo era uscito poco petrolio e non ci fu una grave catastrofe ecologica; la ricca fauna e flora del mare in quel punto amato dai sub non erano state distrutte. La stessa città di Arenzano era stata salvata da un pericoloso inquinamento delle acque sotterranee. Dieci anni dopo, il 28 luglio 2001, in segno di ricono­scenza e in ricordo dell’avvenimento, alcuni sub portarono una statua benedetta del Bambino di Praga, in materiale plastico, nel rottame più grande della nave, che si era posata su una scogliera corallina a quarantadue metri di profondità.

Qualche tempo dopo una nuova statua del Bambino Gesù, questa volta in bronzo, benedetta dal santo Padre Benedetto XVI, è stata sistemata sulla plancia di comando della nave dei carabinieri del nucleo subacqueo.

Come in un santuario del mare, quale reggente del mare, il “capitano celeste” troneggia all’interno del ponte di comando. Così circondato da coralli e pesci, il piccolo Gesù sott’acqua è meta preferita dei sub.

FOTO EDIZIONE PRECEDENTE_processione in mare

 

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