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Come insegnare ai tuoi figli ad ascoltare buona musica

©Flickr/Steve Snodgrass/Creative Commons
Musica bambini suonare strumento musicale
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Il contatto con la musica stimola il cervello, favorisce l'apprendimento e il raziocinio logico, rilassa...

di Luciana Cairo

La musica è presente nella vita degli esseri umani fin dall’inizio della loro esistenza, in riti culturali, sociali o religiosi. Siamo esseri musicali per nostra stessa essenza.

Ricerche come quelle di Schlaug, della Scuola di Medicina di Harvard (Stati Uniti), e Gaser, dell’Università di Jena (Germania), hanno rivelato che paragonando il cervello di musicisti e non musicisti, quelli del primo gruppo presentavano una maggiore quantità di materia grigia, soprattutto nelle zone responsabili dell’udito, della vista e del controllo motorio.

Ma i benefici non sono solo per i musicisti.

Altri studi sottolineano che anche se il contatto con la musica è avvenuto per puro diletto, ovvero non suonando uno strumento ma semplicemente ascoltando con attenzione e proprietà (percependo le sfumature, comprendendo la forma di composizione), gli stimoli cerebrali sono abbastanza intensi.

La musica permette stimoli cerebrali, e per il suo carattere rilassante può anche stimolare l’assorbimento di informazioni, ovvero l’apprendimento, come si verifica in ricerche come quelle dell’ungherese Losanov, che ha concluso che se viene esposta alla musica classica, lenta, la persona passa dal livello alfa (allerta) al livello beta (rilassato, più attento); si verifica anche un aumento delle attività dei neuroni, e le sinapsi diventano più rapide, favorendo concentrazione e apprendimento.

Gli americani Schaw, Irvine e Rauscher hanno studiato lo sviluppo del raziocinio logico nei bambini che studiavano uno strumento musicale paragonandoli a quelli che non ne studiavano nessuno, e hanno verificato che il primo gruppo presentava un profitto superiore in matematica rispetto al secondo.

La musica ha un suo posto anche nello sviluppo affettivo del bambino. Quando mettiamo il bimbo vicino al petto e cantiamo per lui, i battiti del cuore più la canzone lo portano a tranquillizzarsi e a rilassarsi. Per questo e altri motivi, il linguaggio musicale viene indicato come una delle aree di conoscenza più importanti su cui lavorare nell’educazione infantile, accanto al linguaggio orale e scritto, al movimento, alle arti visive, alla matematica e alle scienze umane e naturali.

I Paesi sviluppati offrono corsi ai professori per insegnare a utilizzare la musica in modo competente.

Come agire?

In primo luogo, definite voi, genitori o professori, cos’è una musica di qualità. Cercate musiche di vari generi: jazz, blues, classica, rock, folk, elettronica…

Una volta cercate le musiche, è ora di ascoltare, di sentire davvero. Non fate altro, limitatevi ad ascoltare. Pensate a uno strumento che vi piace e cercatelo nella musica, capite se lo strumento suona in modo costante o solo in determinati momenti. Fatevi delle domande: questo strumento riempie vuoti della musica? Questo passo musicale è più intenso? Questo strumento può essere conciliato con un altro? Che tipo di emozioni sta provocando? Il musicista è bravo? Il ritmo della musica è costante? Più “osservate” la musica, più la comprenderete.

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