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Beast of no Nation

Netflix
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A Venezia il dramma dei bambini soldato

Il film Beasts of no nation di Cary Joji Fukunaga, ha aperto ufficialmente ieri sera del 72esimo Concorso di Venezia, ed è l’adattamento di un libro molto particolare: l’autobiografia omonima, del nigeriano Uzodinma Iweala e della sua esperienza di bambino soldato.

“Se dovessi descrivere cosa ho visto o fatto pensereste che sono una bestia, ma ho avuto una madre, un fratello e una sorella che mi hanno amato”. Con le parole di Agu (interpretato da Abraham Atta), ragazzino gettato nella guerra tribale in Africa che lo inizia con l’uccisione di un uomo. “Il fenomeno Isis era appena iniziato quando ho cominciato a girare – dice Fukunaga già regista della prima serie di True Detective – ma certo ci sono delle analogie” “comunque i processi di iniziazione alla guerra hanno tecniche simili. Noi ci siamo rifatti alle tribu’ dell’Africa”.

Qualche licenza…
Il film si basa sull’omonimo romanzo dell’autore nigeriano Uzodinma Iweala che il regista ha parzialmente adattato. “Ho utilizzato quello che piu’ mi interessava del romanzo e ho cercato di scegliere cio’ che mi permetteva di rimanere in linea con il viaggio emotivo di Agu”.
Alla domanda se il cinema puo’ aiutare a ridimensionare certe problematiche del mondo, il regista risponde: “Il cinema puo’ rendere il mondo migliore e più civile – per eliminare il problema dei bambini soldato invece occorre eliminare i conflitti” (Agi, 3 settembre).

…e qualche errore

Secondo il critico di Internazionale, il pur pregevole lavoro di Fukunaga per quello che riguarda ambientazione e accuratezza nella ricostruzione della verità, viene rovesciato da un eccesso di realismo che risulta anestetizzante circa la violenza che vuole stigmatizzare. Del resto ce lo insegnava già quarant’anni fa il massmediologo cattolico Marshall McLuhan, che l’eccessiva stimolazione di un senso tende ad anestetizzare gli altri.

Il troppo effetto annulla l’effetto del contenuto, qui non ci si emoziona e commuove mai, se non per brevi tratti verso la fine, e per commozione non s’intende qualcosa di melenso, ma di misurato, profondo e asciutto insieme, come il Rossellini di Germania anno zero, dove un bambino vagabondava nella Berlino distrutta del secondo dopoguerra. Il libro andava reinventato (3 settembre).

Frutto della streaming tv…

Beast of No Nation è il primo film prodotto e distribuito da Netflix, società che ha realizzato la serie tv di culto House of Cards e che a breve sbarcherà in Italia con i suoi servizi.

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