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Come accompagnare le coppie che vivono in una situazione irregolare?

© Martin Novak/SHUTTERSTOCK
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Non significa né giudizi a priori né “non è successo nulla”, ma esercitare la carità

Il pontificato di papa Francesco, volto a cercare soluzioni ai problemi delle famiglie di oggi, nella consapevolezza che la famiglia è l’istituzione fondamentale della società, dedica due Sinodi mondiali, uno straordinario l’anno scorso e un altro ordinario tra un mese, affinché i vescovi riflettano sulla famiglia e trovino linee pastorali per il futuro, mantenendo salda la dottrina stabilita da Gesù Cristo.

Per questo il papa ha inviato alle Conferenze Episcopali di tutto il mondo domande e documenti per ricevere risposte alle sfide che affronta oggi la famiglia. Questa risposta, ha detto il papa, non consiste nel giudicare da fuori le situazioni familiari.

Finora è stata molto frequente la condanna totale dei divorziati risposati civilmente, per cui molti di loro si sono sentiti fuori dalla Chiesa, come scomunicati. Lungi da questo, ha detto papa Francesco, perché vanno accompagnati nelle loro difficoltà. Ciò non vuol dire riconoscere le nuove unioni, o fingere che non sia successo nulla, perché è successo, ma esercitare la carità.

Papa Francesco invita le comunità cristiane ad avvicinarsi alle famiglie o alle coppie con problemi, ad ascoltarle e ad accompagnarle verso la casa comune che è la Chiesa, ma non con giudizi a priori, quanto con il calore della fede e dell’amore di Dio. Ciò vale per le coppie irregolari – qualunque sia la loro irregolarità –, per i figli maggiorenni o minorenni e per i fidanzati il cui fine non è una convivenza, ma formare una famiglia stabile, in cui l’amore sia così grande da superare tutti gli ostacoli che si possono presentare.

La dottrina della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia è chiara, e non si tratta di cambiarla, ma di tracciare delle linee di accompagnamento da parte dei credenti che portino le famiglie nella Chiesa e se possibile a regolarizzare la loro situazione. L’amore, se è autentico, non può essere al di sopra della Parola di Dio, del Vangelo, visto che Dio è amore.

Stando così le cose, e in vista del Sinodo ordinario che si celebrerà a ottobre a Roma, si analizzeranno le varie forme in cui si presenta la famiglia oggi, non solo in relazione alle varie culture, ma soprattutto nel contesto delle famiglie tradizionalmente cristiane che hanno abbandonato la Chiesa o se ne sono allontanate.

In quest’ultimo gruppo, il più numeroso è forse quello delle coppie spezzate i cui coniugi si sono risposati. La prima verifica sarà vedere, con delicatezza e con il miglioramento dei tribunali ecclesiastici, se il primo matrimonio era valido, perché molte rotture sono la conseguenza di matrimoni nulli in origine per mancanza di consenso, per malattia di uno dei coniugi precedente al matrimonio, per un alto grado di immaturità di uno degli sposi, ecc. Ci sono molti matrimoni nulli, ma non si è fatto ricorso ai tribunali ecclesiastici. Si possono presentare anche situazioni complesse, come un divorzio di lunga durata. Bisogna analizzare caso per caso, perché le situazioni sono molto diverse tra loro.

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