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Mattarella: fermare il terrorismo che punta alla terza guerra mondiale

AP

Città Nuova - pubblicato il 20/08/15

Così il presidente della Repubblica nel suo saluto al Meeting 2015 di Comunione e Liberazione che si apre oggi

di Miriam Iovino

«Il terrorismo, alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio, sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla. Sta a noi prosciugare l’odio, far crescere la fiducia e la cooperazione, mostrare i vantaggi della pace». Parole di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica italiana.

In un messaggio inviato agli organizzatori, ai volontari e ai partecipanti alla XXXVI edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli, il capo dello Stato ha sottolineato il grande compito che, nella costruzione della pace, spetta al vecchio continente. «L’Europa – ha infatti affermato – ha un compito di grande rilievo perché il dialogo tra le religioni monoteiste può svilupparsi già all’interno delle nostre società, divenute plurali e multietniche. L’umanità che mostreremo nell’accogliere i profughi disperati, l’intelligenza con cui affronteremo i fenomeni migratori, la fermezza con cui combatteremo i trafficanti di esseri umani saranno il modo con il quale mostreremo al mondo la qualità della vita democratica. La democrazia si esporta con la cultura e con l’esempio».

In un mondo di comunicazioni immediate, di straordinarie potenzialità tecnologiche, di connessioni multiple e all’apparenza infinite, tali opportunità per Mattarella «vanno messe al servizio del progetto di un umanesimo integrale, premessa dello sviluppo civile, evitando che sia la tecnica a dominarci. Ogni volta che siamo assaliti da sensazioni di strapotere scopriamo che si tratta soltanto di un’illusione se perdiamo di vista la nostra umanità, la fraternità, il desiderio del bene e di ciò che è bello, il valore della legalità, la percezione dei limiti invalicabili agli stessi poteri pubblici, l’aspirazione a una condizione di pace, di maggiore giustizia e uguaglianza».

L’ideale personalista, ha detto il presidente, è una grande aspirazione dell’uomo moderno che trova nelle formazioni sociali e nei corpi intermedi il suo pieno compimento. «È un impegno di popolo, al quale – ha affermato – ciascuno è chiamato a contribuire nel pluralismo delle convinzioni e delle culture. Tutti ne trarremo beneficio. A partire dalle istituzioni e dalla politica. Il rischio di chiusure settarie, o di tentazioni fondamentaliste, è sempre in agguato. Basta guardare attorno a noi il riemergere di populismi e nazionalismi. Ebbene, la risposta viene offerta da tante testimonianze di moralità, di solidarietà, di impresa responsabile, di governo dei conflitti, di ricostruzione del diritto laddove la sua rete è stata lacerata».

Personalismo e solidarietà, valori che si trovano alla base della Costituzione italiana, hanno bisogno di essere continuamente realizzati. E chi lo fa con generosità, accresce anche gli anticorpi per affrontare le difficoltà che si presentano nelle diverse stagioni.

La nostra società, dopo una lunga crisi economica, che ha lasciato ferite così profonde, avverte ancor di più l’esigenza di valori e di percorsi ispirati a ideali sinceri. E ha bisogno di testimoni credibili, che conducano la loro azione con coerenza e moralità, rompendo l’area grigia dell’opportunismo, che purtroppo sfocia spesso nella corruzione, germe distruttivo della società civile.

Un ruolo fondamentale, per la pace, spetta al dialogo, soprattutto tra esponenti di religioni diverse. «Dalla capacità di dialogo, di comprensione reciproca, di collaborazione tra le religioni monoteiste – ha concluso Mattarella – dipenderà la pace nel mondo. Di questo dobbiamo essere consapevoli».

(Per leggere il messaggio integrale di Mattarella clicca sul sito del Quirinale)

QUI L’ORIGINALE

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