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Perché Teresa d’Avila utilizza l’immagine del castello per parlare della vita?

© Public Domain
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Perché anche Kafka utilizza la stessa immagine?

Per Teresa, invece, l’uomo può entrare nel castello se solo lo vuole. Perché la vita non è un assurdo. Perché l’uomo, nella sua visione, non desidera tanto comprendere la Legge, bensì intuisce di avere un cuore, la propria anima, in cui abita Dio. Anche per Teresa chi non entra nel castello resta un alienato, ma ella scrive perché ognuno trovi la fiducia di non restare ai margini della vita, bensì diventi credente, scoprendo che è possibile entrare nel cuore della propria vita, per scoprire che ci appartiene e che Dio ci attira a sé.

Questa la potente immagine teresiana. Il castello interiore descrive poi le sette dimore. Dopo la prima che insiste sul conoscere se stessi, segue la seconda nella quale l’anima scopre la fatica di pregare e che la fatica stessa è preghiera. Viene poi la terza nella quale l’anima è tentata di prendere se stessa a misura della vita spirituale ed è ossessionata dal guardarsi. segue la quarta nella quale l’anima impara a raccogliersi per lasciarsi accogliere da Dio come un bambino che si raccoglie per gettarsi in braccio a suo padre. Viene poi la quinta, con la famosa immagine del bozzolo, nella quale l’anima impara a morire per ritrovare in Dio la vita. Segue poi la sesta  con il fidanzamento spirituale e la notte dello spirito nella quale l’anima impara  che Dio è veramente tutto e che è bene lasciare ogni cosa per essere con Lui come avviene con l’avanzare del fidanzamento quando si rinuncia a tutto per l’amato. L’opera culmina poi con la settima, l’unione con Dio, l’ingresso nella stanza della comunione mistica con il Signore. Ma per capirne anche solo qualcosa non basta leggere l’intero volume di Teresa, serve una vita intera, serve l’esperienza viva di un cammino di fede.
A noi bastava in questa presentazione introdurre al castello della nostra vita perché ognuno possa incamminarsi sapendo che quel castello gli appartiene e che quel castello non è disabitato, come sembrerebbe a chi non conosce la vita: la nostra vita è, invece, già abitata da Dio.

Note al testo

[1] Come Teresa stessa scrive, l’opera fu iniziata per obbedienza nel giorno della «festa della SS. Trinità dell’anno 1577, a Toledo, in questo monastero di S. Giuseppe del Carmine, ove attualmente mi trovo» (Prologo, 3).
[2] Il Castello interiore, I, I, 1.
[3] Il Castello interiore, I, I, 1.
[4] Il Castello interiore, I, I, 2-3.
[5] Il Castello interiore, I, I, 5.
[6] Il Castello interiore, I, I, 6-7.
[7] Il Castello interiore, I, I, 8.
[8] Il Castello interiore, I, II, 1-2.
[9] Il Castello interiore, I, II, 3.
[10] Il Castello interiore, I, II, 8.
[11] La nostra breve presentazione è totalmente debitrice all’opera di Sicari. Per una breve presentazione di Santa Teresa da parte di A.M. Sicari cfr. su questo stesso sito Il Castello interiore di Santa Teresa d'Avila ed Il castello di Franz Kafka. File audio di una relazione di Antonio Maria Sicari.

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