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#AccaddeOggi, la pubblicazione de “La Fattoria degli Animali”

© Public Domain
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Ormai un classico, il romanzo di Orwell sullo stalinismo uscì il 17 agosto del 1945 in Gran Bretagna

Esattamente settanta anni fa un piccolo libricino veniva dato alle stampe in Inghilterra (in Italia arriverà due anni dopo, nel 1947 – NdR) con un titolo accattivante “
La Fattoria degli Animali”, autore:
George Orwell. Il libro era pronto da tempo ma il clima della Seconda Guerra Mondiale e il fatto che il piccolo romanzo fosse una chiara satira ai danni del regime sovietico guidato da Stalin aveva evitato la sua pubblicazione per non irritare l’Alleato durante lo sforzo bellico contro il nazifascismo. Già questo episodio, il controllo (in questo caso forse prudenziale…) della stampa per non “
offendere”, fa parte della storia stessa che il geniale autore inglese ha voluto raccontare comprendendo davvero cosa fossero tutti i regimi dittatoriali. La critica infatti si divide sul fatto che la “
Fattoria” sia una critica al solo comunismo stalinista o una critica
tout court alle dittature rivoluzionarie. Orwell era un socialdemocratico che aveva combattuto in Spagna per la Repubblica negli anni ’30 contro i franchisti, ma anche contro gli stalinisti guidati da Mosca, colpevoli di eliminare tutte quelle formazioni – anche di sinistra – che non potevano controllare ideologicamente come per esempio i troskisti (come lo stesso Orwell quindi,
Ndr). Di questa sua esperienza scriverà nel suo “
Omaggio alla Catalogna”.

Fascismo e Comunismo sovietico appaiono dunque simili all’autore che è il medesimo di 1984 che per certi versi è il naturale prosieguo dei fatti narrati nella “Fattoria degli Animali”: la presa del potere per un ideale nobile (ma errato), si perverte e costruisce una società infinitamente più ingiusta di quella che ha sostituito con l’impossibilità perfino di raccontare a se stessi la propria schiavitù. E’ il regime, che può avere molteplici forme alcune delle quali forse, a noi (ancora) sconosciute…

La Fattoria degli animali è un avvertimento messo in campo di uno scrittore brillante che conosceva la distanza tra un ideale e una ideologia, tra la libertà vera e la libertà concessa (che quindi può essere confiscata): una questione quanto mai attuale che interroga il cristiano che in primis non può mai adeguarsi al mondo così com’è, ma neppure al mondo così come lo immaginano certi "padroni del mondo", forti delle loro certezze e delle loro teorie. Contrariamente al seguace di Cristo che è forte solo nel suo Signore Crocifisso: umile e perdonante. La Fattoria ci ricorda che il mondo (quello del "Principe di questo mondo" per essere chiari) è diviso sostanzialmente tra i potenti e coloro che sono invidiosi di quel potere: il cristiano col potere deve, o dovrebbe avere, un atteggiamento dubitativo, diffidente talvolta come la tragica storia del ‘900 ci ha insegnato.  

Tags:
comunismo
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