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«Satana vuol demolire la famiglia». Il messaggio della Madonna di Civitavecchia

© Public Domain
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A rivelarlo è il veggente Fabio Gregori: la Vergine ha detto che c'è il rischio di una grande apostasia

Anche la Madonna di Civitavecchia avrebbe comunicato ai veggenti, a suo tempo, che la battaglia  tra Dio e Satana è oggi incentrata sulla distruzione della famiglia. 

"SATANA VUOLE DEMOLIRE LA FAMIGLIA"
«Satana è potente e vuole scatenare l’odio, quindi la guerra per distruggere l’umanità. E per raggiungere questo scopo vuole abbattere la Chiesa di Dio, incominciando dalla piccola chiesa domestica che è la famiglia», ha detto il veggente Fabio Gregori, papà della piccola Jessica che per prima avvertì la Madonna a Civitavecchia il 10 aprile del 1995, in un'intervista concessa al mensile Studi Cattolici (giugno 2015).  

COME SUOR LUCIA
Il messaggio della Madonna ricalca la profezia di Suor Lucia Dos Santos, a cui apparve la Vergine a Fatima sin da bambina, confessata al Cardinale Carlo Caffarra, che aveva parlato di una lotta tra Dio e il Diavolo su «vita e famiglia».  

APPARIZIONI E SANGUINAMENTI
Tra il 2 e il 6 febbraio 1995, una Madonnina di gesso, raffigurante la Regina della Pace e proveniente da Medjugorje, lacrima sangue per tredici volte tra il 2 – giorno dell’offerta del Signore al Tempio, in cui il profeta Simeone ha predetto alla Madre di Gesù il martirio del suo Cuore – e il 6 febbraio 1995, presso la famiglia Gregori, in località Borgo Pantano, frazione di Civitavecchia; e, il 15 marzo, nelle mani di mons. Girolamo Grillo, il vescovo della città. A partire dal 1996, una seconda Madonnina, identica alla precedente, fatta dono ai Gregori dal cardinale Andrzej Maria Deskur, amico fraterno di papa Wojtyla – allorché la Magistratura italiana, nell’aprile 1995, tenne per un certo periodo sotto sequestro l sta della prima Madonnina -, trasuda un olio profumato, non presente in natura, nei giorni della feste liturgiche, e, sempre più spesso, al cospetto di gente che prega. 

In base all’iter tradizionale della Chiesa, il caso venne da subito studiato dalla Commissione teologica diocesana, formata da 11 membri tra cui esperti di grande rilievo (come padre Stefano Fiores del Marianum e in un primo momento anche padre René Laurentin), che alla fine si pronunciò a maggioranza favore della soprannaturalità dell’evento. Dieci anni dopo, il 15 marzo del 2005, con un decreto di mons. Grillo, la parrocchia che custodisce la statua delle lacrime di sangue è stata eretta a santuario. 

I 93 MESSAGGI
Nell’aprile del 2014, alla vigilia del ventennale delle apparizioni, il nuovo vescovo in carica, mons. Luigi Marrucci, ha incoronato la Vergine insieme a Grillo, al vescovo Giovanni Marra e a molti sacerdoti della diocesi. Un atto formale ed esplicito da parte della diocesi, mentre la Chiesa non si è ancora pronunciata formalmente sulle apparizioni. In tutto sono 93 i messaggi che avrebbe consegnato la Madonna alla famiglia Gregori, di cui due segreti per il vescovo e uno per il pontefice. La Madonna a Civitavecchia piange il sangue di suo Figlio (le analisi e controanalisi riveleranno che il liquido rossastro asportato dalla Madonnina era sangue umano con caratteristiche maschili e femminili, con prevalenza delle prime), così dicono i messaggi per quanto è trapelato. La Madonna è preoccupata per la famiglia, la Chiesa e il mondo, in definitiva per ogni uomo a cui guarda come a un figlio. 

LA COMUNIONE CONIUGALE
Gregori sottolinea che, nel corso delle apparizioni, la Vergine avrebbe detto che «senza una nuova conversione, molti pastori avrebbero tradito la propria vocazione, anche con grave scandalo, e che la Chiesa avrebbe conosciuto una nuova grande apostasia, cioè il rinnegamento delle Verità cristiane fondamentali riaffermate nei secoli nella tradizione e nella dottrina». Perciò, «attorno alla famiglia e alla vita si svolge la battaglia contro la dignità divina dell’uomo». La distruzione di questa unità arriva all’apice quando la comunione coniugale non viene riconosciuta nella «necessaria diversità e complementarietà sessuale».
 

[Con il contributo di Gelsomino del Guercio e di Mirko Testa]
 

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