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Le 4 chiavi bibliche per superare la morte di una persona cara

<a href="http://www.shutterstock.com/pic-285625310" target="_blank" /> Woman crying burial cemetery, religion </a> © Celiafoto / Shutterstock

<span>&lt;a href=&quot;</span>http://www.shutterstock.com/pic-285625310<span>&quot; target=&quot;_blank&quot; /&gt;</span> <h1 class="h5 light" style="margin:0 0 10px;font-family:'Franklin Gothic Book', FranklinGothicBook, Helvetica, Arial, sans-serif;font-size:16px;line-height:20px;">Woman crying burial cemetery, religion</h1> <span>&lt;/a&gt; &copy;&nbsp;</span>Celiafoto<span><b>&nbsp;</b></span><span>/&nbsp;</span><span><span class="il">Shutterstock</span></span>

Jorge Luis Zarazúa - Aleteia - pubblicato il 10/08/15

La Lettera agli Ebrei afferma:

“Voi vi siete invece accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all'adunanza festosa e all'assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti portati alla perfezione, al Mediatore della Nuova Alleanza e al sangue dell'aspersione dalla voce più eloquente di quello di Abele” (Eb 12, 22-24).

Notate che nella Gerusalemme celeste, oltre a innumerevoli angeli, c'è l'“assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli”, e che circondano Dio, giudice universale, gli “spiriti dei giusti portati alla perfezione”.

Noi possiamo chiedere a Dio di concederci di prendere coscienza del fatto che i nostri cari non ci hanno abbandonato, visto che ci avvolgono come una nube (Eb 12, 1), andando al di là di ciò che appare ai nostri sensi, come si vede nel secondo libro dei Re (2Re 6, 8-23).

“Il giorno dopo, l'uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, uscì. Ecco, un esercito circondava la città con cavalli e carri. Il suo servo disse: "Ohimè, mio signore, come faremo?". Quegli rispose: "Non temere, perché i nostri sono più numerosi dei loro". Eliseo pregò così: "Signore, apri i suoi occhi; egli veda". Il Signore aprì gli occhi del servo, che vide. Ecco, il monte era pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno a Eliseo” (2Re 6, 15-17).

Questa può essere la nostra preghiera: “Signore, apri i miei occhi perché possa percepire che i miei cari che sono morti non mi hanno abbandonato del tutto; che possa prendere coscienza del fatto che la loro presenza mi avvolge come una nube! Signore, apri i miei occhi perché io veda!”

Un altro modo per essere in comunione con loro è attraverso la preghiera di intercessione, come si può vedere nel secondo Libro dei Maccabei (2Mac 12, 38-46).

“Ricorsero alla preghiera, supplicando che il peccato commesso fosse pienamente perdonato. Il nobile Giuda esortò tutti quelli del popolo a conservarsi senza peccati, avendo visto con i propri occhi quanto era avvenuto per il peccato dei caduti. Poi fatta una colletta, con tanto a testa, per circa duemila dramme d'argento, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio, agendo così in modo molto buono e nobile, suggerito dal pensiero della risurrezione. Perché se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. Ma se egli considerava la magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato” (2Mac 12, 42-45).

Per noi, il sacrificio per eccellenza è il sacrificio eucaristico, ovvero la Santa Messa, e lo offriamo costantemente perché i nostri cari siano “assolti dal peccato” (2Mac 12, 46).

3. LA MORTE FISICA È TRANSITORIA: RISUSCITEREMO!
La morte fisica è dolorosa. Nostro Signore ha pianto di fronte alla morte fisica del suo amico Lazzaro (Gv 11, 35-36), ma di fronte al dramma che rappresenta la morte di una persona cara, Gesù ci si presenta come la resurrezione e la vita (Gv 11, 1-44).

“"Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?"” (Gv 11, 25-26)."

Per questo non c'è spazio per una tristezza senza speranza:

“Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui” (1Tes 4, 13-14).

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morte
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