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Mangeremo e berremo anche con il corpo risorto?

Clappstar

don Antonio Rizzolo - Credere - pubblicato il 06/08/15

Come interpretare la scena in cui Gesù mangia del pesce arrostito?

Dal Nuovo Testamento apprendiamo che Gesù, dopo la sua risurrezione, ha mangiato cibo terreno: “Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro” (Luca 24,40-43); Anche noi mangeremo e berremo con il nostro corpo risorto oppure Gesù ha fatto un miracolo solo per provare la sua risurrezione?
PIERINO C.

Quando i discepoli vedono Gesù risorto in mezzo a loro sono sconvolti e pieni di paura. Pensano che sia un fantasma. Gesù li rassicura facendo vedere loro le mani e i piedi con i segni dei chiodi. Poi aggiunge: “Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho”. E quindi mangia una porzione di pesce arrostito. L'evangelista Luca vuole mettere in evidenza come Gesù risorto non sia un puro spirito, un fantasma: è il crocifisso che è risorto. Tuttavia la sua condizione fisica adesso è dilatata e trasfigurata, non ha più limiti dello spazio e del tempo. Il Cristo risorto anticipa la nostra stessa risurrezione alla fine dei tempi. Anche il nostro corpo, pur mantenendo la sua identità, sarà trasformato. San Paolo, spiega che il nostro corpo attuale è come un seme, da cui nascerà il nostro corpo risorto: “E' seminato nella corruzione, risorge nell'incorruttibilità; è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza; è seminato corpo animale, risorge corpo spirituale” (1Corinzi 15,42-44).

Anche noi, allora, come Gesù, potremo mangiare o bere con il nostro corpo risorto? Forse sì, visto che la Bibbia paragona il paradiso a un «grande banchetto per tutti i popoli» («Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati», Isaia 25,6). Tuttavia non ne avremo bisogno. Ciò che conta è che godremo della gioia piena con tutto il nostro essere, anima e corpo, in comunione con Dio.

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