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Come andare al di là dell’impotenza davanti alla sofferenza

CC ORBIS UK EMEA
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Non possiamo placare tutta la fame del mondo, tutto il dolore, ma possiamo condividerlo

Nel Vangelo Gesù mostra la sua compassione per coloro che hanno fame. Non so se era maggiore lo sconcerto della gente che mangiava o quello degli apostoli a cui ha chiesto di cercare qualcosa da mangiare.

Gesù spezza sempre gli schemi. Cos'ha visto alzando lo sguardo? Lo sguardo cambia tutto. Quando alzo lo sguardo sono capace di commuovermi per ciò che succede davanti a me.

Quante volte, però, non lo alzo! Guardo me stesso. Guardo il mio cellulare. Le mie preoccupazioni, le mie cose. Gesù ha guardato gli uomini e si è commosso. Ha visto la fame e la sete, la solitudine e la paura. È compassionevole. Si avvicina. Ha bisogno che anch'io sia compassionevole.

Gesù cerca di far sì che i suoi discepoli diano da mangiare a tanti. Vuole che sviluppino quello sguardo di misericordia. Vuole che siano compassionevoli. Ma loro non hanno niente, solo alcuni pani e dei pesci.

Ho pensato spesso a questa scena. Gesù che cerca i discepoli perché diano da mangiare a tanti uomini. Sono troppi. Il pane è troppo poco. Sono poveri. Non hanno tanto.

Penso a tutti loro che cercano di trovare una soluzione. Perché non congedava la folla perché se ne andasse tranquillamente a casa? Sembra esagerato cercare di dare da mangiare a tanti uomini. A quale scopo?

Qualcuno penserebbe che il cuore dell'uomo non sia grato. Il giorno dopo se ne saranno dimenticati. Era superfluo. Perché tanto sforzo?

All'improvviso appare un bambino con alcuni pani e dei pesci, e li offre. Come se così fosse risolto il problema. Mi piace l'ingenuità del bambino che porta il suo tesoro pensando che sarà sufficiente. In fondo non lo sa, ma basta. Ai discepoli sarà sembrato assurdo.

Questo Vangelo mi commuove sempre: “Gli rispose Filippo: "Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo". Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: "C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?"” (Gv 6, 7-9).

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