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È giusto dare l’unzione degli infermi a una persona non più consapevole?

© UNICEF-Marco Dormino

https://www.flickr.com/photos/un_photo/5509873619

Toscana Oggi - pubblicato il 03/08/15

Così ci stiamo spostando verso la conclusione del nostro discorso. I doni di Dio sono assolutamente gratuiti. Offerti alla fede e alla libertà dell’uomo, non dipendono in modo assoluto dalla sua risposta, né dalla piena consapevolezza di chi li accoglie. Certamente la situazione più adeguata per celebrare un sacramento è quella di una piena e attiva partecipazione dei fedeli, secondo la riforma liturgica sancita dal Concilio Vaticano II: «Ad ottenere però questa piena efficacia, è necessario che i fedeli si accostino alla sacra liturgia con disposizioni d’animo retto, conformino la loro mente alle parole e cooperino con la grazia divina per non riceverla invano» (Costituzione sulla sacra liturgia Sacrosanctum concilium, n. 11).
L’azione pastorale deve tendere a far vivere a tutti, personalmente e comunitariamente, una partecipazione consapevole, attiva e fruttuosa alle celebrazioni liturgiche. Ma il mistero di Dio e dei suoi doni è molto più grande della nostra consapevolezza. La Chiesa continua a battezzare i bambini nella fede professata dai loro genitori. La Chiesa continua ad offrire i suoi sacramenti ad ogni persona, anche quando si trovi in situazioni di autoconsapevolezza, diversa da quanto riteniamo rientrare nella normalità.

L’unzione data ad un malato in fin di vita o in uno stato di non consapevolezza è pur sempre quel dono di Dio che unisce profondamente la persona al Cristo sofferente e crocifisso, perché la sua realtà di sofferenza sia trasfigurata dalla comunione con il Signore risorto. Al tempo stesso, proprio attraverso il sacramento dell’unzione la Chiesa raccomanda i suoi figli malati al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi (cf Gc 5,14-16). Attraverso ogni sacramento, infine, lo Spirito Santo ci conforma profondamente a Cristo, in quella tensione verso il Regno definitivo, quando saremo da Lui consegnati nelle mani del Padre. Se siamo chiamati a vivere in una fede libera e consapevole questa conformazione di grazia, resta pur sempre un dono così gratuito che trasforma al di là delle nostre capacità di accoglienza e risposta.

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Tags:
unzione infermi
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