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Padre Pizzaballa: «Non abbandonateci! Continuate ad organizzare pellegrinaggi in Terra Santa!»

© Public Domain
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Appello dalla Custodia di Terra Santa perché non smettano i pellegrinaggi nella terra di Gesù

Il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa ofm, ha lanciato ieri dalle pagine di www.Terrasanta.net un appello accorato perché nessuno si dimentichi della Terra Santa e perché dall’Europa e dall’Italia si continui a portare solidarietà ai popoli del Medio Oriente, visitando Gerusalemme «Da tempo, soprattutto a causa della paura ingenerata dalle guerre in Medio Oriente e dagli attentati perpetrati da gruppi fondamentalisti che hanno insanguinato anche i Paesi d’Occidente, i pellegrinaggi in Terra Santa conoscono un drammatico calo – denuncia fra Pizzaballa nel suo appello -. Sapendo di interpretare la voce delle varie comunità cristiane che vivono in Israele e Palestina, vorrei dirvi: “Non abbandonate la Terra Santa”. Non c’è alcun ragionevole motivo per non organizzare un pellegrinaggio nei Luoghi Santi. La sicurezza nei santuari e nelle zone frequentate dai pellegrini è garantita. E noi cristiani di Terra Santa abbiamo bisogno più che mai della presenza e del sostegno dei pellegrini che si recano qui in preghiera da ogni parte del mondo.
In Terra Santa i cristiani sono sempre stati una minoranza – continua il Custode -, una presenza esigua ma dal cuore ardente, e non sono mai scomparsi. Essi sono chiamati a dare un’alta testimonianza di fede, ad essere una presenza viva (…). Proprio per salvaguardare questa presenza (e se possibile rafforzarla) – conclude di Custode – invito una volta di più le diocesi, le parrocchie e i movimenti a non abbandonarci, ed anzi a lavorare perché un pellegrinaggio in Terra Santa sia una testimonianza di pace e di dialogo. Sono fiducioso che questo appello possa essere accolto dai tanti fedeli italiani (e non solo) che hanno a cuore la Terra Santa. E che presto per le strade che Gesù ha percorso possa nuovamente crescere la presenza di chi si mette in cammino per incontrare Colui che è venuto per la nostra salvezza».

L’Istituto centrale di statistica israeliano ha di recente pubblicato dati che confermano le preoccupazioni dei cristiani. Nei primi cinque mesi del 2015, infatti, si sono registrate 283.228 presenze in meno nel Paese rispetto al 2014, equivalenti ad un calo generale del 18% degli arrivi in Israele. Secondo l’ufficio soprattutto gli arrivi dall’Italia sarebbero in forte calo: considerando i dati relativi al solo mese di maggio, ad esempio, si conta un -46% di arrivi dall’Italia rispetto al 2014 e un -27% rispetto al 2013. La situazione non migliora se si confronta il periodo dei primi cinque mesi dell’anno che conferma un -45% rispetto al 2014 (equivalente a 28 mila italiani in meno, passati dai 64mila del 2014 ai 35mila del 2015).

In termini percentuali solo Malaisia (-60%), Finlandia (-50%), e Croazia (-49%) hanno registrato dati peggiori dell’Italia. In termini assoluti hanno segnato un «deficit» di arrivi superiori a quello italiano solo la Russia (che ha perso 45mila presenze, -30% del totale) e la Germania (che ne ha perse 37mila, -34% del totale). I mancati arrivi degli Stati Uniti, sempre in termini assoluti, sono in linea con quelli italiani (l’Italia ha segnato 28mila presenze in meno, gli USA 26mila). Dal punto di vista percentuale, però, gli Stati Uniti hanno perso «solo» il 9%, mentre l’Italia cinque volte tanto.

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