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Come sapere se sei iperprotettivo

MercatorNet

Tamara Rajakariar - MercatorNet - pubblicato il 31/07/15

Se fai queste cose, potrebbe essere ora di darsi una calmata

La scorsa settimana parlavo con la cognata del mio fidanzato del fatto di avere dei figli, e lei ha sottolineato una cosa interessante: il più grande cambiamento non è necessariamente il fatto di avere un figlio, ma tutte le preoccupazioni che ne derivano. È vero, no?

L’iperprotezione è un fatto, almeno secondo un recente articolo di stuff.co.nz. E sono d’accordo! Come nella maggior parte dei casi, i genitori non sono nemmeno consapevoli di ciò che stanno facendo, ma sempre come nella maggior parte dei casi la genitorialità dovrebbe implicare il fatto di stare attenti agli estremi e di sforzarsi di trovare un sano equilibrio tra il guidare i figli e il permettere loro di fiorire liberamente.

Secondo l’articolo, le mamme e i papà sono iperprotettivi per paura (e in effetti la maggior parte delle decisioni sbagliate deriva da una paura). La dottoressa Wendy Mogel, psicologa clinica e autrice del testo, afferma che “oggi i genitori o temono per i loro bambini o temono i loro bambini”.

La dottoressa ha sottolineato 10 segni dell’iperprotezione e ha offerto dei suggerimenti per lavorarci su, e in questa sede ne condivido alcuni:

Trovate difficile dire di no

I giochi al supermercato, il McDonald’s sulla via di casa, voler cenare ora anziché dopo… Penso che per molti genitori sia difficile dire di no a queste cose. A volte è più facile cedere, ma penso che questo derivi più che altro dal fatto di non volere che i propri figli sperimentino emozioni negative. Sì, queste emozioni non sono divertenti, ma tutti noi dobbiamo imparare come affrontarle in modo sano. Immaginate se fosse stati protetti da tutte loro durante la vostra infanzia per poi scontrarvi con il mondo reale!

Fate tutto per vostro figlio

Dar loro da mangiare, portare loro la cartella, pulire tutto dopo che sono passati per un posto qualsiasi – diciamo che in questo modo non stanno sviluppando buone abitudini. Mia madre ci faceva lavare le nostre cose una volta raggiunta una certa età, facevamo il nostro letto e pulivamo la nostra stanza, e ci vestivamo non appena eravamo in grado di farlo. Non lo facevamo sempre benissimo (quanti vestiti stinti…), ma è così che abbiamo imparato. Posso aver brontolato per queste cose quando ero ragazzina, ma ora sono felice di sapere come farle!

Permettete che vostro figlio getti presto la spugna

Le lezioni di musica richiedono esercizio, lo sport implica alzarsi presto per praticarlo… Tutto questo non significa che dobbiate farlo al posto dei vostri figli o permettere loro di lasciar stare – il risultato sarà un bambino pigro che sa solo come lasciar perdere tutto quando la cosa diventa complicata. Ovviamente ci saranno occasioni in cui bisognerà abbandonare qualcosa, ma in genere il lavoro duro e la perseveranza sono virtù che vale la pena di promuovere!

Vi aspettate la perfezione

Non è giusto o realistico aspettarvi che vostro figlio sia perfetto. Il risultato è esercitare pressioni su vostro figlio in modo insano, e le ragioni per cui potrebbe accadere sono varie: potreste concentrarvi troppo sul prodotto piuttosto che sul processo – mentre dovreste insegnare ai vostri figli che finché fanno del proprio meglio siete orgogliosi di loro. Un altro motivo potrebbe essere il fatto che lo paragonate ad altri bambini o considerate i suoi successi un’espressione del vostro valore personale, e sappiamo tutti che è sbagliato. Ogni bambino è unico, e merita di essere amato incondizionatamente e incoraggiato a fare del proprio meglio.

Tamara Rajakariar vive in Australia ed è laureata in Giornalismo presso l’Università della Tecnologia di Sydney. Ha lavorato per Sky News a Sydney per un anno prima di prendersi del tempo per viaggiare. Attualmente è vicedirettore on-line di MercatorNet, dov’è apparso originariamente questo articolo.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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