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Credere in Dio, la grande avventura della mia vita

<a href="http://www.shutterstock.com/pic.mhtml?id=78988522&amp;src=id" target="_blank" />Two climbers ascending snow ridge in snow storm</a> © Jakub Cejpek / Shutterstock

&lt;a href=&quot;http://www.shutterstock.com/pic.mhtml?id=78988522&amp;src=id&quot; target=&quot;_blank&quot; /&gt;Two climbers ascending snow ridge in snow storm&lt;/a&gt; &copy; Jakub Cejpek /&nbsp;Shutterstock

Claudio De Castro - pubblicato il 30/07/15

Santo io? Se mi conoscessi meglio non lo penseresti. Sono quello che definiresti “un perfetto disastro”

Credere è una grande avventura. Ho sempre pensato che scaliamo la montagna di Dio.

Il cammino è disseminato di spine e di tentazioni. Faccio delle soste per riposare prima di continuare.

Scivolo, cado e mi rialzo il prima possibile.

Più tempo resti a terra, accarezzando quel peccato, più ti costerà uscirne.

Sono un semplice padre di famiglia con 4 figli, sposato da 30 anni, che vive una grande avventura.

Mi hanno chiesto come lo faccio. Credo che dobbiamo essere meno carne e più spirito. Alimentare l’anima. Vivere con passione e persistenza.

La vita è meravigliosa. Ci dà l’opportunità di una vita eterna.

– Credi, Cláudio?

– Credo.

Ho smesso di chiedermi tante cose. Ho deciso semplicemente di confidare con la tranquillità di un bambino che prende per mano il padre e si sente sicuro.

Cammino sicuro al fianco di mio Padre, che è anche tuo padre e quello di tutti.

– Come vivi?

– Come tutti. Faccio colazione, lavoro, pranzo, ceno e mi concedo anche il tempo per un buon caffè con mia moglie e per passeggiare con la mia famiglia di pomeriggio.

– E la tua anima?

Devo forse lasciarla denutrita, non assistita?

La Messa quotidiana è come la colazione della mia anima.

Una buona confessione sacramentale aiuta molto.

La preghiera è il mio pranzo. La adoro.

Le mie visite al Santissimo sono la deliziosa merenda con il caffè. Mi piace molto trascorrere quei momenti con Gesù.

La recita del santo rosario è la cena. Mi dà una pace che non immagini.

Mi sembra molto semplice. Tu compi il tuo sforzo, e Dio provvede a ciò che ti manca.

– Come riempirci di Dio?

– Vivendo alla sua presenza.

– Sbagli?

– Più di quanto tu possa immaginare.

– Sei un santo?

– Santo io? Se mi conoscessi meglio non lo chiederesti. Sono quello che definiresti “un perfetto disastro”.

Mi piace pensare che tutti siamo, come ho letto una volta, “santi in cammino”.

Il dettaglio è arrivare a destinazione. Chi ci riesce, quello è santo.

– Pecchi?

– Credo che salti agli occhi. Le tentazioni ci avvolgono, ma non sono impossibili da vincere. Quando lo fai, esci rafforzato e grato a Dio perché è stato misericordioso con te e ti ama nonostante ciò che sei e ciò che fai.

Un amico ateo mi scrive tutti i giorni mettendo in discussione la mia fede. Gli ho chiesto perché si affanni a volermi far rinnegare le mie convinzioni. So che la Chiesa in terra non è perfetta, ma so anche che in essa posso vivere questa avventura che mi appassiona. Per questo gli rispondo invariabilmente:

– Credo nel Dio in cui tu non credi e in cui un giorno crederai. Amo la Chiesa che tu non ami e che un giorno amerai.

– Sei felice?

– Vivo la maggior parte del tempo con una grande pace interiore, e mi sento felice di sapermi figlio di Dio. Non immagini la tranquillità che mi dà questa certezza.

Oggi, ad esempio, mi sono svegliato presto. Il mio primo pensiero è stato: “Grazie, Dio mio, per la vita”. Poi gli ho offerto la mia giornata e gli ho chiesto di trasformarla in preghiera. So che sarò molto occupato e che pregherò molto poco, ma trasformando il mio lavoro in preghiera lo trascorrerò alla sua presenza amorevole.

Per me pregare è stare alla sua presenza. E non c’è nulla che ami di più.

– Un consiglio pratico?

– Molto semplice: “Meno televisione e più preghiera”. Con una maggiore presenza di Dio nella tua vita, vedrai come tutto cambierà e migliorerà per te. È una cosa che vivo ogni giorno e so che è possibile. Provaci. Coraggio!

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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