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I cubani recuperano il diritto di avere una Bibbia

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Dopo decenni di divieto, il Governo permette finalmente la distribuzione di Bibbie alla popolazione

Una misura che apre la via a una nuova opera di evangelizzazione o anche l’inizio di una nuova era a Cuba? Dal 1969, il regime di Castro aveva proibito la distribuzione e la vendita di Bibbie a Cuba, ma ora, grazie a un programma sperimentale, il Governo comunista ha sollevato questo divieto, aprendo la strada a un’autentica rinascita spirituale.

Molte organizzazioni evangeliche americane, come Revival Fire o The American Bible Society, lavorano sodo per portare il messaggio di Cristo alla popolazione cubana.

A luglio, The International Mission Boards ha distribuito più di 83.000 Bibbie in mille parrocchie del Paese. La prossima tappa, obiettivo fissato dalla American Bible Society, è distribuire almeno un milione di Bibbie a Cuba.

Questa emancipazione religiosa a Cuba potrebbe essere un segno che annuncia l’avvicinamento alla comunità cubana di Miami (Stati Uniti). La maggior parte degli ispanofoni della città è infatti originaria di Cuba. Fidel Castro li ha costretti ad andare in esilio soprattutto per motivi religiosi.

Attualmente nuove generazioni di cubani sono nate in Florida, caratterizzate dalle ferite dei genitori e dal rifiuto del regime castrista.

Se la riconciliazione nazionale non è una cosa che si possa ottenere domani, il fatto che milioni di cubani abbiano ora accesso gratuito e legale alla Bibbia per la prima volta in 50 anni è la prova che Cristo sta già agendo.

A settembre papa Francesco, che ha lavorato molto per il riavvicinamento tra Stati Uniti e Cuba, farò tappa nell’isola caraibica prima di recarsi negli USA.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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