Aleteia
martedì 20 Ottobre |
San Paolo della Croce
News

Domande sull'aborto /4 : “Qui comando io”

Creative Commons

Padre João Paulo Pimentel - pubblicato il 21/07/15

Alcuni esempi pratici per sapere se comandi in quello che pensi sia solo tuo

Con monotona ripetizione, come un ex libris della causa a favore della depenalizzazione dell’aborto, vengono mostrate foto di pance di donne con la scritta: “Qui comando io!”

Sembra un’affermazione indiscutibile. È interessante mostrare su quale principio si basa e a quali conseguenze può portare questa idea. La morale non è fatta di frasi isolate: i principi morali devono essere alla base delle nostre azioni, perché in caso contrario diventiamo persone o “moralmente schizofreniche” o senza principi. Difendo l’idea per la quale ritenere incondizionato il principio per il quale “Qui (nel mio corpo) comando io” è semplicemente un errore.

1) Consideriamo che la donna voglia dire con questa frase che l’embrione è solo una parte del suo corpo. 

Anche se fosse così (e non lo è), l’argomentazione sarebbe valida? Vediamo alcuni esempi che mostrano come la risposta sia negativa:

Un uomo arriva dal medico e gli dice: “Sono stanco di vedere. Gli occhi sono miei e qui, sui miei occhi, comando io. Per favore, può rendermi cieco?” Se il medico acconsentisse alla sua richiesta, come agirebbe la Giustizia? L’allora cieco sarebbe considerato pazzo, ma forse il medico sarebbe innocente?

Una donna in salute e con sentimenti generosi arriva in uno studio medico e chiede al dottore: “Per favore, può togliermi i reni per donarli, visto che entrambi sono miei e qui comando io? Non mi importa di dover passare la vita in emodialisi”. Se il medico procedesse all’operazione, la donna non sarebbe condannata per follia, ma il medico sarebbe lodato per aver acconsentito a quella richiesta?

Anche con esempi che riguardano solo il corpo (e non una nuova vita), si capisce che non si deve interpretare il “Qui comando io” come un salvacondotto per qualsiasi azione sui propri organi e che si deve chiedere alla società e alla Giustizia di agire contro chi si rendesse complice di un donatore disturbato.

2) Consideriamo ora il caso in cui la donna sappia che l’embrione è una persona diversa da lei e che quello che vuol dire affermando “Qui comando io” è che finché sta dentro di lei è padrona assoluta del bambino e del suo destino. 

Anche questa frase è falsa. Permettetemi di fare altri esempi:

Una donna incinta va dal medico e si sfoga: “Ho già tre figli sani. Vorrei un bambino handicappato, per esternare i miei sentimenti di altruismo sacrificato; per favore, mi dia un farmaco che alteri lo sviluppo normale di mio figlio; non si dimentichi che qui comando io”. Se il medico acconsentisse alla richiesta, non dovrebbe essere giudicato e punito? E cosa farà la Giustizia con la madre? O verrà sottoposta a cure psichiatriche o sarà condannata anche lei.

Passiamo a casi più reali. Una madre può dire legittimamente: “Questi figli, di 2 e 3 anni, sono miei. E visto che a casa mia comandiamo io e mio marito (verità indiscutibile), posso picchiare i miei figli per educarli”. In questo caso di violenza domestica, la Giustizia non avrà qualcosa da dire?

Gli esempi potrebbero continuare, ma penso che sia evidente che sì, “Qui comando io”, ma non da sola, non sempre e non in qualsiasi modo. L’affermazione non è indiscutibile come può sembrare.

Oltre a questo, nella maggior parte dei Paesi in cui l’aborto è legale il “Qui comando io” applicato al nascituro smette di essere riconosciuto a partire da una certa età del bambino.

Se non è quindi il “luogo” che dà alla donna un dominio assoluto sul bambino, cosa sarà? Perché fino a tot mesi comanda lei e poi no? La questione finirà sempre per orientarsi verso lo status ontologico dell’embrione: se è “qualcuno” non si può mai toccare, se è “qualcosa” si ammetteranno delle eccezioni. Il minimo dubbio sull’entità dell’embrione (per chi ancora non sa che si tratta di “qualcuno”) dovrebbe essere sufficiente per non rischiare di uccidere o di lasciar uccidere una persona.

  • 1
  • 2
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
aborto
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
EUCHARIST
Philip Kosloski
Questa Ostia eucaristica è stata filmata ment...
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle pa...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Religión en Libertad
Lo jihadista non è riuscito a decapitarmi: “C...
Domitille Farret d'Astiès
10 perle spirituali di Carlo Acutis
BLESSED CHILD
Philip Kosloski
Coprite i vostri figli con la protezione di D...
PADRE PIO
Philip Kosloski
Quando Padre Pio pregava per qualcuno recitav...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni