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Perché gli atti omosessuali sono disordinati?

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La complementarietà tra i sessi è inscritta nei nostri corpi

Il dibattito sul matrimonio omosessuale è diventato così confuso che non torniamo più alle basi per considerare il motivo per il quale la Chiesa si oppone a queste unioni. Molti, di fatto, non capiscono le ragioni per le quali la Chiesa insegna che gli atti omosessuali sono “intrinsecamente disordinati”.

Il problema è che gran parte della società non ammette l'esistenza della legge naturale, la base di questo ragionamento, e preferisce pensare che non ci sia un significato inscritto nella nostra natura, ma che prevale ciò che decidiamo noi.

Bisogna aggiungere che questo concetto dell'orientamento non si applica solo alla sessualità, ma esiste anche un modo ordinato di mangiare (per nutrirci), così come ne esiste uno disordinato (mangiare e vomitare, un modo disordinato che non favorisce il fine dell'atto del mangiare, che è rafforzare il nostro corpo).

La dottrina della Chiesa si basa non solo sulla rivelazione, ma anche sul modo in cui il nostro corpo è naturalmente determinato.

La prima pista della natura intrinseca dell'orientamento è che ci sono due sessi. Karol Wojtyła, San Giovanni Paolo II, ha scritto in Amore e responsabilità che ogni essere umano per sua natura è un essere sessuale, e appartiene fin dalla nascita a uno dei due sessi, il che significa che l'esistenza totale di una persona ha un particolare orientamento che si manifesta nel suo reale sviluppo interiore.

Sapendo che ogni persona è maschio o femmina, si possono mettere logicamente in discussione le unioni sessuali tra persone dello stesso sesso. Wojtyła spiegava la sessualità in un modo in cui possiamo intendere il corpo e la sua natura, scrivendo che l'impulso sessuale esprime di per sé i processi della vita di modo che l'organismo che possiede caratteristiche maschili “richieda” un organismo con caratteristiche femminili, insieme al quale può raggiungere il fine appropriato, in cui la vitalità sessuale del corpo arriva alla sua consumazione naturale. Il processo della vita sessuale è naturalmente indirizzato alla procreazione, e l'altro sesso serve a questo scopo.

In altre parole, la complementarietà sessuale tra i sessi è inscritta nei nostri corpi, e non è solo il modo complementare in cui i due sessi si uniscono nelle unioni sessuali, ma bisogna tener conto anche del frutto naturale di questa unione: i figli.

Anche se non tutte le unioni eterosessuali finiscono con la procreazione, un'unione eterosessuale può raggiungere la procreazione in un modo in cui le relazioni omosessuali, la masturbazione o il bestialismo non fanno. Questi ultimi possono arrivare a un climax sessuale che forse produce un piacere passeggero, ma non sono l'unione di due corpi disegnati per conciliarsi l'uno con l'altro né sono la potenziale creazione di una nuova vita.

Padre Paul Scalia, sacerdote della diocesi cattolica di Arlington (Stati Uniti), ha spiegato che “anche se le nostre culture difendono l'esistenza di vari 'orientamenti', la realtà è che ne esiste solo una: quella eterosessuale. Questa è un altro modo di esprimere la verità per la quale la sessualità umana è disegnata e ordinata a uno scopo. È orientata all'unione eterosessuale per la procreazione e l'unione sponsale. Qualsiasi altra cosa è un dis-orientamento, che significa che non è orientata ai fini propri della sessualità”.

Quando parliamo di “disorientamento” o “disordine”, è importante sottolineare che la Chiesa non sta dicendo che quella persona è disordinata. La Chiesa insegna che gli atti omosessuali sono disordinati. Il fatto che esistano sentimenti o attrazioni autentiche verso una persona dello stesso sesso non significa che questi sentimenti siano adeguati o fruttuosi.

Una persona è più dei suoi impulsi sessuali, e la Chiesa considera tutte le persone, incluse quelle che si ritengono omosessuali.

L'antropologia cristiana stabilisce quindi di concentrarsi sulla realtà della legge naturale. Le nostre attrazioni, i nostri sentimenti e le nostre opinioni non determinano il nostro orientamento sessuale.

Piuttosto, la differenziazione fisica tra i sessi e il loro fine unitivo e procreativo presente nell'atto sessuale segnala una morale sessuale in cui gli atti omosessuali sono considerati contro natura, e come tutti i cristiani sono chiamati a una vita casta, gli omosessuali sono specificatamente chiamati a praticare il celibato come mezzo per ottenere la propria santificazione.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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