Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

La tassa sulle religioni in Germania è giusta?

Pam Morris
Condividi

Fa scalpore il caso del calciatore Luca Toni, che deve al fisco tedesco 1,7 milioni di euro. Il canonista Pacillo: ecco perché la linea della Chiesa Tedesca è discutibile

PROVVEDIMENTO DISCUTIBILE
Recita il canone 1399 del codice di diritto canonico: "Oltre i casi stabiliti da questa o da altre leggi, la violazione esterna di una legge divina o canonica può essere punita con giusta pena, solo quando la speciale gravità della violazione esige una punizione e urge la necessità di prevenire o riparare gli scandali". In questo caso, incalza ancora Pacillo: «La scelta del fedele di orientarsi verso un risparmio economico (magari contribuendo in altri modi a sovvenire alle necessità della Chiesa) può giustificare una sanzione così netta da parte della Chiesa? Onestamente sembra un provvedimento eccessivo e non del tuttoi proporzionato».

PRELIEVO E FASCE DI REDDITO
Allo stesso modo, è giusto un prelievo dell’8-9% dei redditi a prescindere dalla fascia economica a cui si appartiene? Il docente cita il canone 1263: "Il Vescovo diocesano ha il diritto, uditi il consiglio per gli affari economici e il consiglio presbiterale, d’imporre alle persone giuridiche pubbliche soggette al suo governo un contributo non eccessivo e proporzionato ai redditi di ciascuna, per le necessità della diocesi; nei confronti delle altre persone fisiche e giuridiche gli è soltanto consentito, in caso di grave necessità e alle stesse condizioni, d’imporre una tassa straordinaria e moderata; salve le leggi e le consuetudini particolari che gli attribuiscano maggiori diritti".

CONSUETUDINE PER I VESCOVI
In sostanza, conclude Pacillo, «in diritto canonico tributario la consuetudine può speso dare carta bianca ai vescovi. E questo è uno di quei casi. Se fino ad ora si è sempre proceduto in questo direzione, la consuetudine vuole che si prosegua così. Dunque il vescovo dice di limitarsi a seguirla, nulla di più».  

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni