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Come inserire la fede nel lavoro e nella vita familiare

Joshua-Gardner-CC

Randy Hain - pubblicato il 15/07/15

Ostacoli all’integrazione

Ci sono numerosi ostacoli al modo di raggiungere l’integrazione della nostra fede nel nostro lavoro, ma in base alla mia esperienza quelli principali sono tre: silos, tempo e resa.

Ostacolo 1: Silos

La dichiarazione citata in precedenza, “Quando arrivo al lavoro lascio la mia fede alla porta”, vi ricorda qualcosa? Avendo vissuto a compartimenti stagni per la maggior parte della mia vita, ho imparato a riconoscere questi “silos” in altri, ed è una cosa molto comune. Suggerirei, però, che nel profondo molti di noi desiderino una vita più integrata, una vita in cui Cristo è al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni di ogni giorno sia a lavoro che a casa.
Credo che promuovere questa integrazione ci aiuterà a diventare cristiani migliori e invertirà gli effetti negativi – morali, emotivi e spirituale – del fatto di tenere la nostra fede separata dal resto della nostra vita.

Superare questo ostacolo non sarà semplice, ma dobbiamo seguire la guida che ho condiviso in precedenza di papa San Giovanni Paolo II nella Christi fideles laici e vedere le nostre attività quotidiane, incluso il nostro lavoro, come opportunità per unirci a Dio e servire la Sua volontà divina. Tutti noi giochiamo molteplici ruoli nella vita: padri, madri, mariti, mogli, leader, impiegati, studenti e così via, ma il ruolo e la responsabilità più importanti che abbiamo è essere cattolici fedeli. Essere sempre cattolici fedeli nel pensiero, nelle parole e nelle azioni ci permetterà di unire la nostra vita e di sollevarci al di sopra delle nostre tendenze naturali ai compartimenti stagni e ai silos. So che è facile da dire ma probabilmente è difficile da fare, ma è necessario.

Ostacolo 2: Tempo

Per voi è una sfida come per me avere abbastanza tempo durante la giornata? Nella maggior parte dei giorni, il mio calendario lavorativo è completamente pieno di incontri e telefonate. Al di fuori della giornata lavorativa, mi concentro sull’aiutare mia moglie a preparare i bambini per la scuola, a cenare in famiglia, a trascorrere del tempo la sera con i bambini, a partecipare a sport giovanili, a leggere e pregare con i bambini al momento di andare a letto per poi addormentarmi sfinito dopo aver letto due pagine del libro che tengo sul comodino da mesi. Vi suona familiare?
Dove si inserisce il nostro rapporto con Cristo nella nostra impegnatissima giornata? La chiave è riconoscere che Cristo non dovrebbe mai competere per avere il nostro tempo e che vivere una vita impegnata e mettere Lui al primo posto non sono cose che si escludono a vicenda! Cristo non deve essere considerato un aspetto supplementare della nostra vita. È la ragione della nostra vita. Smettiamo di vedere la pratica quotidiana della nostra fede come un’altra occupazione della nostra agenda già piena e concentriamoci invece sul mettere la nostra vita con Cristo al centro di tutto ciò che facciamo.

Ostacolo 3:Resa

Se rifiutiamo di arrenderci, cedendo sinceramente il controllo della nostra vita a Cristo, affrontiamo un enorme ostacolo nel vivere la nostra fede sul luogo di lavoro o in qualsiasi altro posto. So benissimo com’era la mia vita prima di arrendermi a Cristo nel 2005. Gli ho detto “no” per più di vent’anni, e lo sforzo è stato estenuante.
Ora dico “sì”, e questo ha fatto una differenza enorme nella mia vita. Prima della mia conversione, tutto ciò che avevo erano la famiglia e il lavoro, e pensavo che la mia vita e il mio futuro dipendessero da me. Pensavo di essere il marito e il padre forte che era stato mio padre. Pensavo di avere il controllo. Lotto ancora ogni giorno con l’orgoglio e per assicurarmi che Cristo sia al primo posto in ogni aspetto della mia vita. Affronto le stesse sfide di tante persone che leggono questo articolo, ma sapere che Egli mi perdonerà, mi amerà e mi guiderà mi fa tornare sempre al luogo in cui prego dicendo “Signore, mi arrendo. Per favore guidami, e io Ti seguirò”.

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testimonianze di vita e di fede
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