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Cattolico e massone?

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Editrice Cléofas - pubblicato il 13/07/15

La massoneria attira molti cattolici, anche se la Chiesa la proibisce

Al giorno d'oggi la massoneria attira purtroppo molti cattolici, anche se la Chiesa proibisce che diventiamo massoni. Con tutto il rispetto dovuto a ogni persona di fronte alle sue opzioni, dobbiamo ricordare a quanti vogliono essere autenticamente cattolici che l'affiliazione alla massoneria è considerata dalla Chiesa cattolica un “peccato grave”, visto che le concezioni di Dio e della religione, così come il processo di iniziazione segreta imposto ai nuovi membri, non corrispondono alle nozioni del cristianesimo relative a Dio e ai sacramenti.

La Chiesa ha una posizione ufficiale sulla questione, in base al pronunciamento della Santa Sede del 26/11/1983, in occasione della promulgazione dell'attuale Codice di Diritto Canonico da parte di papa Giovanni Paolo II. Si tratta della Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede firmata dal suo prefetto, il cardinale Joseph Ratzinger, e da fr. Jérome Hamer, il segretario:

“È stato chiesto se sia mutato il giudizio del Chiesa nei confronti della massoneria per il fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene espressamente menzionata come nel Codice anteriore.

Questa Congregazione è in grado di rispondere che tale circostanza è dovuta a un criterio redazionale seguito anche per altre associazioni ugualmente non menzionate in quanto comprese in categorie più ampie.

Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione.

Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito, e ciò in linea con la Dichiarazione di questa S. Congregazione del 17 febbraio 1981 (Cf. AAS 73, 1981, p. 240-241).

Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato la presente Dichiarazione, decisa nella riunione ordinaria di questa S. Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.

Roma, dalla Sede della S. Congregazione per la Dottrina della Fede, il 26 novembre 1983”

È importante notare che la Dichiarazione della Santa Sede afferma che chi aderisce alla massoneria è in stato di peccato grave e non può accostarsi alla Santa Comunione. Questo è assai serio per i cattolici, ed è la parola ufficiale della Chiesa sulla questione. Il numero 386 della Rivista Pregunte y responderemos, dell'autore Estevão Bittencourt, alle pagine 323-327 offre un articolo esaustivo sul tema, nel quale Bittencourt, persona di serietà e competenza riconosciute e teologo di fama, afferma che la massoneria professa la concezione di Dio chiamata “teista”, ovvero che può essere raggiunta dalla ragione naturale, e ammette la religione in cui tutti gli uomini sono d'accordo, lasciando a ciascuno le proprie opinioni particolari. Questa nozione di Dio e di religione è vaga e non concorda con il pensiero cristiano, che riconosce Gesù Cristo e le grandi verità da Lui rivelate.

Oltre a questo, sia la massoneria regolare che quella irregolare hanno il proprio processo di iniziazione segreta. Propongono il perfezionamento etico dell'uomo attraverso la rivelazione di dottrine riservate a pochi e ricevute dai grandi iniziati del passato, tra i quali alcuni massoni collocano lo stesso Gesù Cristo. Celebrano anche riti di tipo segreto o esoterico, che si manifestano e si applicano ai “novizi” nella misura in cui avanzano nei gradi di iniziazione. Un tale processo di formazione contrasta con quello che professa il cristianesimo, che non conosce verità o riti riservati a pochi e non ha nulla di occulto o esoterico.

Un'altra ragione molto seria che Estevão Bittencourt presenta per mostrare al cattolico che non deve diventare massone è questa:

“Chi si affilia a una società segreta non può prevedere ciò che succederà, quello che gli verrà chiesto o imposto; non sa se gli sarà facile mantenere la libertà nelle proprie scelte personali. Anche se pretende di rimanere fedele ai suoi principi intimi, si può trovare di fronte a bivi vergognosi”.

Dall'altro lato, bisogna ricordare ai cattolici che la fede e dottrina della Chiesa è insuperabile e completa: ereditata dai profeti; rivelata da Dio, confermata dalla tradizione dei Santi Padri, Dottori e Santi; confessata dal sangue dei martiri e preservata dal Magistero sacro. Non è necessario cercare cose nuove per alimentare lo spirito, una volta che il Signore stesso ci offre la sua Parola e il suo Corpo nell'Eucaristia.

Il Santo Padre ci ha dato il Catechismo della Chiesa Cattolica, di ricchezza ineffabile, capace di prepararci a compiere quello che ci chiede San Pietro:

“Pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt 3,15).

Prima di cercare cose nuove, e pericolose per la nostra vita spirituale, o che mettono a rischio la nostra salvezza eterna, impariamo quello che dobbiamo imparare, nel sigillo sacro e puro della nostra Santa Madre Chiesa.

È poi necessario ricordare che la virtù principale del cattolico è l'obbedienza alla Santa Chiesa, chiamata da papa Giovanni XXIII Mater et Magistra (madre e maestra).

Purtroppo in disobbedienza alla Chiesa alcuni, anche membri del clero, in passato si sono associati alla massoneria per poter a volte essere utili alla società, ma questo non è mai stato permesso dalla Chiesa.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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