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Evo Morales gli regala un crocifisso con falce e martello. Il Papa non gradisce

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Il presidente boliviano ha accolto Papa Francesco nella seconda tappa del suo viaggio in America latina

Benvenuto fratello Papa Francesco». Il presidente della Bolivia Evo Morales ha accolto con un saluto caloroso il pontefice appena giunto nel Paese sudamericano. Morales ha voluto consegnargli due doni molto particolari.
 

FALCE E MARTELLO

Prima, in aeroporto, gli ha donato la “chuspa”, un astuccio all’interno del quale in Bolivia tengono le foglie di coca non raffinate per masticarle e per usarle per il tè; poi nel Palazzo del Governo un crocifisso inchiodato su una falce e martello. Morales, che si definisce un credente dei “poteri” della Madre Terra, si è spinto oltre e ha messo al collo del Papa un’onorificenza la cui placca riproduce la stessa immagine. Si tratta della medaglia Luis Espinal, offertagli dal Legislativo boliviano, mentre l'Esecutivo gli ha concesso un'altra onorificenza, il Condor delle Ande.

SIMBOLO DEL DIALOGO
Luis Espinal è un gesuita trucidato dagli squadroni della morte perché predicava il Vangelo. Da un suo disegno è stato tratto il polemico crocifisso. Espinal lo ha disegnato non come simbolo ideologico, ma come riflessione intimista sul dialogo tra cristianesimo e marxismo.

Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha spiegato in una conferenza stampa che il gesto di Morales non deve essere interpretato in modo ideologico perché il disegno fa parte della medaglia Espinal del Congresso boliviano.

Padre Lombardi ha aggiunto che i vescovi boliviani non sarebbero stati consultati sul regalo previsto, come non lo è stato il nunzio.

Un amico ed ex compagno di padre Espinal, il gesuita spagnolo Xavier Albó, ha affermato in un articolo pubblicato sul quotidiano spagnolo La Razón (21 giugno) che tra le cose appartenenti all'assassinato padre Espinal sarebbe stata trovata “la nuova croce”, “con un martello verticale e una falce orizzontale”.

Con questo, ha osservato, padre Espinal voleva “esprimere il necessario ma sfuggente dialogo cristiano-marxista, con gli operai e i contadini”.

BENE COMUNE E BENESSERE 
Il presidente ha definito Bergoglio «il Papa dei poveri», sottolineando che «oggi chi tradisce un povero tradisce Papa Francesco». Francesco ha puntato il dito contro chi confonde il «bene comune» con il «benessere». Per Francesco, infatti, quest’ultimo se «fa riferimento solamente all’abbondanza materiale tende a essere egoista, a difendere gli interessi di parte, a non pensare agli altri, e a cedere al richiamo del consumismo».

SINTONIA NEI DISCORSI
Si è colta sintonia e vicinanza tra il Papa e il presidente anche nei gesti, nei toni delle sottolineature dei discorsi, nelle strette di mano. Morales lo ha chiamato diverse volte «fratello Papa», mentre Bergoglio ha ringraziato per «l'accoglienza fraterna che mi ha dispensato». 

REGALI NON GRADITI?
Un'intesa però che si sarebbe fermata agli argomenti trattati nei discorsi, perché a quanto pare il Pontefice non avrebbe gradito il dono di Morales ma per rispettare il cerimoniale ha sorriso a denti stretti. Ricevendo il crocifisso, Francesco ha mormorato “Esto no está bien” (“Questo non va”).

MORALES BLASFEMO
Libero quotidiano (9 luglio) ha parlato di «un caso diplomatico» sullo scambio dei doni, puntando l'indice contro il crocifisso. «L'asse verticale della Croce è l'impugnatura di un martello, che alla base si intreccia con la falce. Una mezza (o completa) blasfemia, insomma. E come se non bastasse, Morales ha poi messo al collo del Pontefice una placca che riproduceva la stessa immagine del Crocifisso. Papa Francesco è parso imbarazzato, tanto che dopo aver ringraziato Morales ha quasi subito tolto il collare (senza però rifiutare il crocifisso in stile-soviet)». 

SIMBOLO ANTICRISTICO
Su Facebook il giornalista Antonio Socci, da sempre molto critico rispetto alle posizioni di Bergoglio, è stato durissimo: «Non ci sono parole. Quel simbolo anticristico sotto il quale è stata consumata la più immane strage di cristiani della storia viene oggi regalato a un papa che accetta sorridente la blasfema e orripilante rappresentazione».  

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