Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
giovedì 13 Maggio |
Santa Giuliana da Norwich
home iconApprofondimenti
line break icon

“C’e’ un uomo inviato da Dio, di nome Giovanni”

Ullstein bild - AP Photo

Gian Franco Svidercoschi - Aleteia - pubblicato il 08/07/15

E così, a 77 anni, Giovanni XXIII decise di imbarcarsi in una impresa difficilissima, quella di convocare un Concilio ecumenico. Anche se di un Concilio – ma lo si sarebbe capito più tardi – c’era davvero bisogno. La Chiesa si portava ancora dietro il pesante carico delle chiusure controriformistiche del dopo-Trento (specialmente per il prevalere di uno spirito giuridico-clericale) e dell’eccesso di uniformità (nel governo, nella liturgia, nella pastorale) che aveva caratterizzato il cattolicesimo dagli inizi del secolo. E dunque, per la Chiesa, il Vaticano II rappresentò un’occasione provvidenziale per guardare dentro se stessa con più umiltà e semplicità, per tornare alla purezza delle sue fonti, autoriformarsi, e, in questo modo, per riprendere a camminare accanto agli uomini.

Fu perciò un Concilio assai diverso da quelli precedenti. Non lanciò anatemi, né sanzionò scismi ed eresie, e neppure proclamò nuovi dogmi. Ebbe invece una impostazione pastorale, ecumenica, positiva: e, comunque, senza per questo voler creare una frattura con il passato. “Non è il Vangelo che cambia – diceva sempre Roncalli – ma siamo noi che cambiamo e quindi siamo in grado di comprendere il Vangelo meglio e più a fondo di prima”.

Giovanni XXIII poté solo inaugurare il Concilio e avviarlo. Ma l’opera da lui cominciata, e continuata dai successori, è stata innegabilmente l’inizio di una nuova esaltante stagione per il cattolicesimo: una stagione accompagnata anche da momenti drammatici, da gravi difficoltà, e anche da qualche passo falso, da momentanei ritorni indietro; ma che ha aperto sempre nuove vie alla missione evangelizzatrice, e nuove prospettive per l’impegno della Chiesa sui fronti della giustizia e della pace.

Basterà pensare a quanto sia profondo e continuo l’intrecciarsi del pontificato roncalliano con quello di Bergoglio. Un intrecciarsi di parole, di gesti, di iniziative, e, soprattutto, di aperture al “nuovo” che sembra emergere, pur fra tanti ostacoli e resistenze, dal vissuto dell’umanità contemporanea. Roncalli che nel suo primo discorso da Papa disse di voler “scoprire a tutti la tenerezza del suo cuore”, non ricorda il linguaggio di Bergoglio? Roncalli che all’apertura del Concilio invitò la Chiesa a usare più la “medicina dellamisericordia” che non la “severità”, non richiama alla mente uno dei temi centrali del magistero di Francesco, e la convocazione di un Giubileo dedicato proprio alla misericordia divina? L’intestazione di quell’ultimo grande documento (quasi un testamento) di Giovanni XXIII, l’enciclica “Pacem in terris”,indirizzata per la prima volta non solo ai cattolici ma a tuttigli uomini di buona volontà, non ha forse avuto un “seguito” nell’enciclica di Francesco sulla salvaguardia del creato?

C’è qui, in controluce, il cammino che, sotto l’impulso profetico di Giovanni XXIII, la Chiesa cattolica ha percorso negli ultimi cinquant’anni. Grazie al Concilio, la Chiesa era tornata ad essere “realmente e intimamente solidale” con il genere umano. Così, oggi, la Chiesa guidata da Francesco può alzare la voce e chiedere all’umanità di farsi un esame di coscienza, di cambiare rotta, e di pensare a un progetto comune: perché, o la costruzione di un mondo nuovo, diverso, un mondo giusto e pacifico, sarà opera di tutti, o tutti ci avvicineremo ogni giorno di più alla catastrofe.

  • 1
  • 2
Tags:
san giovanni xxiii
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
chiara amirante,
Paola Belletti
Perché dobbiamo pregare per la guarigione di Chiara Amirante
2
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle parrocchie
3
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
4
Web católico de Javier
Aneddoti che raccontano l’umorismo di Padre Pio
5
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
6
Gelsomino Del Guercio
Marino Bartoletti: mi sono affidato alla Madonna dopo la morte di...
7
PRAY
Philip Kosloski
Come sapere se la vostra anima ha subìto un attacco spirituale?
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni