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Cosa accomuna Einstein e padre Lemaitre?

© Wikipedia
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Quando il “Padre della relatività” si avvicinò gradualmente alle posizioni del sacerdote belga

Metti il più noto scienziato e il sacerdote che per primo ha intuito l’espansione delle galassie ed il Big bang. Cosa hanno in comune Albert Einstein e padre George Eduard Lemaître? Lo spiega il giornalista e scrittore Francesco Agnoli, in Creazione ed evoluzione. Dalla geologia alla cosmologia. Stenone, Wallace e Lemaître (Cantagalli, 2015).

SI PIACCIONO E SI AMMIRANO
Quanto al più grande e autorevole dei fisici, Albert Einstein, il suo rapporto con Lemaître è complicato. I due, umanamente, si piacciono e si ammirano, ma inizialmente Einstein è un personaggio affermato e ascoltato, Lemaître quasi solo un suo sincero ammiratore. Che cerca di convincere con pochi risultati. 

IDEA ABOMINEVOLE
Agnoli ripercorre gli incontri che ci sono stati tra i due. Il primo avviene nel 1927: a Bruxelles, al V Congresso Solvay di Fisica, Lemaître espone al grande fisico tedesco l’idea dell’espansione dell’Universo. Ma Einstein crede, con Spinoza, in un Universo eterno e statico, “materia senza movimento”, e non approva affatto. Anzi, l’idea gli appare «abominevole».

A CONFRONTO SUL COSMO
Il secondo incontro si svolge a Pasadena, in California, nel 1932. Qui Einstein non ha più davanti a sé un giovane e sconosciuto scienziato, ma un uomo affermato, di cui parlano tutti i giornali del mondo. «I due passeggiavano per ore e ore, chiacchierando animatamente sotto gli sguardi curiosi di professori e studenti; il “Los Angeles Times” li descrisse con “espressioni serie sui volti, a suggerire che stessero discutendo dello stato attuale delle faccende cosmiche”. In realtà parlavano anche di altre cose che stavano accadendo in quei primi mesi del 1933, a cominciare dall’ascesa al potere in Germania di Adolf Hitler». 

SOMIGLIANZE CON LA GENESI
Fatto sta che questa volta Einstein ammette l’espansione dell’Universo, negata in precedenza, ma «preferisce non discutere dell’ipotesi dell’atomo primitivo, perché sospetta che a questo proposito il prete belga non sia scientificamente obiettivo». Einstein arriva  a dire all’amico: «Questa faccenda somiglia troppo alla Genesi, si vede bene che siete un prete».

EINSTEIN CONTRO L'ATOMO PRIMITIVO
L’avversione di Einstein verso l’“atomo primitivo”, sottolinea Agnoli, ha, in parte, un’origine filosofica. Einstein, in questa fase della sua vita, è un ammiratore del filosofo ebreo Baruch de Spinoza, che nel XVII secolo aveva negato il carattere trascendente di Dio come Creatore, identificando Dio e Natura (il Deus sive natura, di cui aveva già parlato Giordano Bruno). Per Spinoza l’Universo è la totalità della realtà esistente, una «sostanza unica, perfetta, infinita e necessariamente esistente»; è nel contempo «sostanza pensante» e «sostanza estesa», «sostanza corporea» infinita ed eterna. 

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