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Trasumanesimo: non è solo fantascienza

NASA-CC
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La cultura popolare ama i progressi tecnologici, ma dobbiamo a noi stessi il fatto di pensare a cosa stiamo facendo

L’Uomo Bionico è stato solo l’inizio. Lo stiamo superando facilmente e saremo migliori, più forti e più veloci. È questo l’atteggiamento attuale nei media, ed è l’inno del transumanista, H+, e del movimento postumanista che sostengono l’idea per la quale la condizione umana può essere migliorata fondamentalmente attraverso l’uso della tecnologia.

Le paure del pubblico sono tangibili, visti i commenti su un rapporto recente dello Scientific American: “È giunto il momento di farci carico della nostra evoluzione visto che sta risultando impossibile che la natura stia al passo con l’andamento sempre più rapido della nostra tecnologia, che presto potrebbe produrre un’intelligenza artificiale ‘fattibile’. Se l’evoluzione procede allo stesso ritmo del nostro progresso tecnologico, potremmo trovarci presto alla mercè di macchine più intelligenti e che non si interessano all’etica”.

Il problema con queste ideologie ha più a che vedere con il loro rifiuto di ciò che è bene per noi che con la tecnologia in sé. Pensate che sia solo roba esoterica? Ripensateci. I temi transumanista, H+, e postumanista permeano i media e si presentano in varie forme. Potete non aver mai sentito parlare di questi termini, ma è molto probabile che siate già stati esposti a queste ideologie molte volte e che le abbiate assimilate inconsapevolmente nel vostro modo di pensare e nei vostri atteggiamenti. Riconoscerlo ed essere capaci di distinguere il bene dal male è di primaria importanza se dobbiamo formare noi stessi e i nostri cari, e vincere la confusione tanto prevalente nella nostra cultura.

Come esempio, prendete il film Ex Machina, che TIME definisce “il dramma high-IQ più seducente di quest’anno”. Un androide progettato con un’intelligenza artificiale riceve seducenti qualità femminili che usa per manipolare il giovane protagonista maschile. IGN, un popolare sito di intrattenimento che si descrive come “una compagnia di spicco di media e servizi on-line ossessionata dal gioco, dall’intrattenimento e da tutto ciò che piace alle persone”, pubblicizza così Ex Machina: “Quando gli Umani diventano Dei: se gli umani possono creare un’autentica intelligenza artificiale, smettiamo di essere umani? Ex Machina pone alcune domande importanti”. Ovviamente continuiamo ad essere umani, e le macchine a intelligenza artificiale che subentrano all’umanità sono in realtà una contraddizione in termini, ma i media popolari che consumiamo ci nutrono di molte paure. Rattrista il cuore che ci sia tanta confusione.

Stupisce qualcuno che i farmaci e le medicazioni siano diffusi e che cerchiamo la felicità in qualsiasi modo possibile? Se possiamo alterare le sostanze chimiche nel cervello, allora i transumanisti affermano che possiamo costruire il nostro stato di “beatitudine continua”. Il loro atteggiamento sembra essere quello per cui se riusciamo a sostituire le nostre membra con altre create da noi, allora sicuramente non abbiamo bisogno delle favole di un Dio messia che guarisce tipi insipidi che pregano il loro Dio per ricevere favori, guarigione e “felicità”.

Il progetto del genoma umano – uno sforzo globale per determinare la sequenza completa dei 3 miliardi di lettere che compongono il “progetto” umano – ha un budget che eccede di gran lunga la corsa alla Luna. Decifrare il codice umano significa ad esempio creare nuovi organi per i trapianti, e i transumanisti sperano alla fine di creare la vita con le nostre specifiche: prendere un virus, togliere le parti che non vogliamo, inserire quelle che vogliamo, permettere che il virus si attacchi alle nostre cellule e che faccia il suo lavoro usando il meccanismo delle nostre cellule per moltiplicare e trasmettere il nostro codice specifico in tutto il corpo e cambiarlo. Non è niente di nuovo e sicuramente non è fantascienza. Usiamo già questa procedura nella terapia di geni, e il Regno Unito ha approvato di recente embrioni geneticamente modificati con “3 genitori”. Se vi vengono in mente le immagini dell’apocalisse degli zombie, non vi biasimo. Le paure su ciò che possiamo fare con la tecnologia sono naturali, ma non è sano permettere che queste paure di ciò che la concupiscenza può fare ci possano sopraffare e paralizzare. La risposta risiede proprio nel prendere tempo e nello sforzarsi di usare il dono del nostro intelletto, i doni della scienza e della tecnologia in modo saggio, nel riflettere umilmente su ciò che dovremmo fare e sulla direzione in cui andiamo e nel radicare i nostri compiti nella dignità della persona umana e della comunità a cui è collegata.

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