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Come sarà la “Buona Scuola”?

Scuola

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Lucandrea Massaro - Aleteia - pubblicato il 26/06/15

Approvato il maxiemendamento al Senato, ecco cosa contiene in sintesi

Con una maggioranza di 159 a 112 il Senato ha approvato il maxiemendamento del Governo sulla cosiddetta “Buona Scuola”, il progetto di riforma del sistema scolastico italiano, fortemente voluto dal premier Matteo Renzi. Contrari al provvedimento: Lega, Movimento 5 Stelle, Sel, Forza Italia e una manciata di senatori del PD. Proteste anche fuori dalle aule parlamentari da parte di studenti e docenti.

Vediamo in sintesi le principali novità del provvedimento che dovrà ora passare alla Camera:

La riforma realizza l’autonomia scolastica assegnando maggiori strumenti ai dirigenti delle scuole per chiedere e gestire risorse umane, tecnologiche e finanziarie. Le scuole avranno così più risorse in organico per venire incontro alle esigenze specifiche della didattica e saranno direttamente esse ad indicare allo Stato le proprie necessità di docenti e strumenti per attuare il proprio Piano di Offerta Formativa di durata triennale ed elaborati dal Collegio dei docenti su indirizzo del dirigente scolastico. L’ultima parola per approvare i ‘Pof’ spetta al Consiglio di circolo o d’Istituto dove sono presenti anche le famiglie e, alle superiori, gli studenti.

Per ogni ciclo un rafforzamento delle competenze. Ora la scuola primaria avrà il compito di potenziare l’inglese, la musica e l’educazione motoria. Le scuole medie rafforzeranno lo studio delle lingue straniere e l’educazione ambientale. Le scuole superiori dovranno potenziare le attività di insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera (Clil) e le competenze logico-matematiche. Ma anche la Storia dell’arte, l’educazione interculturale.

Per la scuola dell’infanzia invece il Governo ha chiesto una delega per definire i livelli essenziali delle prestazioni della scuola dell’infanzia e dei servizi educativi per l’infanzia.

Capitolo assunzioni
Al via a un piano straordinario di circa 107 mila assunzioni di precari che comprende anche i circa 6.500 vincitori ed idonei dell’ultimo concorso, quello del 2012. Tutti saranno assunti per settembre prossimo ma solo le prime 52 mila posizioni nelle Gae (graduatorie ad esaurimento) avranno il diritto di scegliere cattedre vacanti e posti disponibili su turn-over e potranno insegnare fin da subito. Per gli altri 48mila che appartengono all’organico del potenziamento saranno distribuiti alle regioni per il 90% in base al numero degli studenti e per il 10% in base alla dispersione scolastica, alla presenza di alunni stranieri, di aree interne, isolane e montane, a bassa densità demografica. Viene posto un limite alla reiterazione dei contratti a termine: non si potrà andare oltre i 36 mesi (che si calcolano a partire dal 1° settembre 2016) anche non continuativi per evitare la creazione di nuovi bacini di precari e rispettare le normative Ue.

Entro il 1° dicembre 2015 sarà emanato dal ministero dell’Istruzione il bando per il nuovo concorso con circa 60 mila posti disponili per altrettanti docenti precari. Non ci saranno ‘quote’ riservate per i precari di seconda e terza fascia, ma sarà valutato come titolo aggiuntivo il servizio prestato nella scuola che farà punteggio.

Il merito e il “Super Preside”
A valutare i docenti invece saranno non più solo docenti interni (saliti da 2 a 4), 2 genitori e 1 studente, ma anche un componente esterno indicato dall’Ufficio scolastico regionale. Inoltre viene aggiunto un componente esterno individuato dall’Ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici. Il comitato ha durata di tre anni scolastici, è presieduto dal dirigente scolastico ed oltre ai tre docenti è costituito da due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione; un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione, scelti dal consiglio di istituto. Viene istituito un fondo da 200 milioni all’anno per la valorizzazione del merito del personale docente. La distribuzione alle scuole terrà conto dei territori con maggiori criticità educative.

I presidi diventano leader educativi: dovranno promuovere il Piano dell’offerta formativa, scegliere dagli ambiti territoriali per l’anno scolastico 2016/17 i docenti ritenuti per curriculum ed esperienze più adatti al progetto educativo della propria scuola. I presidi renderanno pubbliche, attraverso il sito della loro scuola, tutte le informazioni relative agli incarichi conferiti. Con la riforma a regime tutti i docenti della scuola saranno scelti dal capo d’istituto che potrà nominare fino al 10 per cento di insegnanti come suoi collaboratori e parte della sua squadra. Il preside assegnerà anche le supplenze agli insegnanti dell’organico dell’autonomia fino a 10 giorni. I dirigenti scolastici saranno valutati, su base triennale, in base al miglioramento degli studenti, alla valorizzazione del personale e alle competenze organizzative.

Slittano all’anno scolastico 2016/2017 l’autonomia e gli albi territoriali così come la chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi.

Stop"Classi pollaio"
La riduzione del numero di alunni e di studenti per classe può essere disposta dal dirigente scolastico anche in rapporto alle esigenze formative degli alunni con disabilità. Si è inoltre chiarito che il dirigente scolastico può utilizzare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purchè posseggano titoli di studio validi per l’insegnamento della disciplina e percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire e purchè non siano disponibili nell’ambito territoriale docenti abilitati in quelle classi di concorso.

Donazioni e detrazioni
Nel provvedimento è stato introdotto un tetto di 100 mila euro per le erogazioni liberali alle scuole fatte da privati o associazioni e un fondo perequativo da destinare agli istituti che ricevono meno donazioni volontarie rispetto alla media nazionale. Il credito d’imposta del 50 o del 65 per cento "è riconosciuto alle persone fisiche nonché agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d’impresa, a condizione che il 10 per cento delle relative erogazioni liberali in denaro siano destinate con modalità definite con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca alle istituzioni scolastiche che risultano destinatarie di erogazioni liberali inferiori alla media nazionale".

Scatta inoltre la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie (fino a 400 euro l’anno) quando i figli frequentano una scuola paritaria.

Più risorse a professori e alunni
La riforma introduce anche una carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti. Si tratta di un voucher di 500 euro all’anno da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, l’ingresso a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria e viene previsto per la prima volta uno stanziamento strutturale: 40 milioni di euro all’anno. A questo provvedimento si aggiunge la cosiddetta “Carta dello studente” con la quale rendere possibile l’accesso a programmi relativi a beni e servizi di natura culturale, a servizi per la mobilità nazionale e internazionale, ad ausili di natura tecnologica per lo studio e per l’acquisto di materiale scolastico, nonché la possibilità di associare funzionalità aggiuntive per strumenti di pagamento attraverso borsellino elettronico..

Alternanza scuola-lavoro
Gli istituti tecnici e professionali offriranno agli studenti almeno 400 ore nell’ultimo triennio di attività da svolgere in azienda o presso strutture pubbliche che potranno essere svolte anche nei periodi di sospensione delle attività didattiche. Nei licei le ore di alternanza scuola-lavoro saranno almeno 200. La riforma prevede anche il potenziamento degli Istituti tecnici superiori, da frequentare dopo il diploma, che rappresentano un’alternativa al percorso universitario.

Istituti musicali ex pareggiati
A sostegno di tutti gli istituti superiori musicali ex pareggiati (non più solo per quelli in gravi difficoltà finanziarie) è stata aumentata l’autorizzazione di spesa per il 2015 (da 1 a 2,9 milioni di euro) e quella a decorrere dal 2016 (da 3 a 5 milioni di euro).

La questione "gender"
In un incontro tra una delegazione di Area Popolare (alcuni suoi parlamentari erano al Family Day) guidata da Gaetano Quagliariello e i ministri Boschi e Giannini è stato fatto un accordo che esclude l’insegnamento nelle scuole senza il consenso informato delle famiglie.

Tags:
ideologia genderriforma scuola
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