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Credere ai miracoli? Roba da scienziati!

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Da Galilei e Pascal in poi fisici, astronomi e matematici favorevoli all’esistenza del soprannaturale

Poi Lennox ragiona riguardo alla possibilità del Creatore delle leggi di intervenire nel creato: “Dal punto di vista teistico, le leggi di natura predicono ciò che accadrà se Dio non interviene; anche, naturalmente, non è certo un ladrocinio se il Creatore interviene nel suo creato. Sostenere che le leggi di natura ci rendano impossibile credere nell'esistenza di Dio e nella possibilità del suo intervento nell'universo è palesemente erroneo. Sarebbe come affermare che la conoscenza delle leggi che governano il comportamento dei motori a combustione interna rendano impossibile credere che il progettista di un'automobile o uno dei suoi meccanici possano intervenire per rimuovere la testa del cilindro. Certo che potrebbero intervenire. Inoltre questo intervento non farebbe venir meno tali leggi. Le stesse leggi che spiegavano perché il motore funzionasse con la testa del cilindro montata adesso spiegherebbero perché non funziona una volta rimossa la testa” (op. cit., pp. 250-251).

Nel passaggio successivo, argomentando contro Hume, Lennox ricorda inoltre che c'è un evento da cui dovremmo, oggi come oggi, partire: l'origine dell'universo. A quanto ne sappiamo “a parte il fatto ovvio che nessuno l'ha mai osservata, gli scienziati considerano il Big Bang una singolarità nel passato, un evento irripetibile”. Secondo molti all'origine del Big Bang non valgono neppure le leggi della fisica che conosciamo, per cui il tema dell'uniformità della natura viene doppiamente a cadere. Ma soprattutto ritorna attualissima la prospettiva teologica: se l'universo è nato, sembra difficile dire che esso sia da sempre e per sempre tutta la realtà esistente; a maggior ragione la natura sembra originare non da se stessa, ma da altro.

Spinoza negava la distinzione tra Dio e Natura; negava, di conseguenza, la possibilità della creazione dal nulla (non potendo Dio esistere senza il mondo), da lui considerata come una delle tante sciocchezze contenute nel Genesi. Da queste due negazioni, traeva come conseguenza logica l'impossibilità dei miracoli.

Ma il Big Bang è assai più somigliante ad una creazione dal nulla, che ad un mondo divino, eterno, necessario (vedi F. Agnoli, Scienziati dunque credenti, Siena, 2012).

Al giorno d'oggi, alla luce dell'evoluzione cosmica, si parla di universi possibili, più che di un Universo necessario e necessitato; lo stesso divenire evolutivo dell'universo contrasta con l'idea di Universo come Assoluto, Statico e Immutabile, alla maniera di Spinoza. Un universo che appaia creato, richiedendo una Causa che lo generi, riporta all'affermazione di Eulero, che nel testo citato, al paragrafo XLVII, parlando degli “increduli”, sosteneva: “Sembra loro sopra tutto incredibile che il Mondo abbia avuto principio, e molto più incredibile, che debba finire. Temono cioè di dover allora riconoscere un'azione immediata di Dio su questo mondo e sul nostro stato”.

Potremmo chiosare Eulero con le considerazioni del matematico Nicola Fergola (Teorica dei miracoli esposta con metodo dimostrativo, Milano, 1842) per il quale se Dio ha creato l'universo dal nulla, se la materia è venuta all'essere dal non essere, come non concepire la possibilità, per il Creatore di ogni cosa, di essere padrone delle sue creature? Osserviamo quel piccolo pallino originario, quell'esplosione per cui, da un briciolo di materia si forma l'immenso universo: è assurdo vederlo come un miracolo? Come un fatto straordinario e irripetibile, in cui la materia svela il suo limite, la sua creaturalità, ma anche l'onnipotenza del suo Creatore e la sapienza delle Sue leggi?

Parafrasando Pascal: è più facile che un uomo che era vivo rinasca, o che nasca l'universo intero?

Per concludere, visto che dalla Resurrezione siamo partiti: alcune ricerche, illustrate ad esempio dal fisico Giuseppe Baldacchini, già dirigente presso il centro Enea di Frascati (Roma), ipotizzano che la Sindone sia il prodotto di un'esplosione incredibile di luce-energia analoga a quella del Big Bang. Un corpo, quello di Cristo, si smaterializza attraverso un'esplosione di luce che si incide sul lino del Sudario. E' possibile che la luce (Dio significa, appunto, “Luce”) – scrive Baldacchini – abbia avuto “un ruolo fondamentale nella Resurrezione e nella creazione dell'Universo”.

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