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Sinodo famiglia. Pubblicato Instrumentum laboris: comunicare la speranza

© Sabrina Fusco / ALETEIA
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Linee guida per il prossimo appuntamento dei Vescovi previsto in ottobre

di Isabella Piro

Le sfide, la vocazione e la missione della famiglia: sono queste le linee-guida dell’Instrumentum laboris del 14.mo Sinodo generale ordinario sulla famiglia che si svolgerà ad ottobre in Vaticano. Il documento di lavoro, pubblicato oggi, riporta interamente la Relatio Synodi – testo conclusivo del precedente Sinodo sulla famiglia, svoltosi nel 2014 – integrato con la sintesi delle risposte al questionario proposto, nel corso dell’anno, dalla Segreteria sinodale a tutte le Chiese del mondo.

La Relatio Synodi
Non si riparte da zero, e questo è chiaro: l’Instrumentum laboris, infatti, riporta integralmente tutti i paragrafi della Relatio Synodi del 2014, inclusi i numeri 52, 53 e 55, i più discussi, relativi all’accostamento dei divorziati risposati all’Eucaristia, alla proposta della comunione spirituale ed alle unioni omosessuali. In sostanza, la Relatio Synodi ribadiva l’importanza della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, mettendone in risalto gli aspetti positivi, ma anche la necessità di guardare con pazienza e delicatezza alle famiglie ferite. Il testo sottolineava poi che le unioni omosessuali non sono paragonabili al matrimonio tra uomo e donna, e che non sono accettabili pressioni sui vescovi su questo punto. Ulteriori spunti riguardavano l’auspicio di processi gratuiti per la nullità matrimoniale, l’attenzione per le adozioni, l’allarme per la pornografia, per l’uso distorto del web e per le donne ed i bambini vittime di sfruttamento sessuale.

Le risposte di Conferenze episcopali, famiglie, università, aggregazioni laicali
Ora, queste riflessioni vengono ampliate nell’Istrumentum laboris, grazie ai contributi raccolti non solo nelle Conferenze episcopali del mondo, ma anche delle famiglie stesse di fedeli, delle aggregazioni laicali, delle università e delle istituzioni accademiche. Il nuovo documento viene, quindi, suddiviso in tre parti: l’ascolto delle sfide sulla famiglia, il discernimento della vocazione familiare e la missione della famiglia oggi.

No alla rimozione della differenza sessuale
Riguardo al primo punto, si ricorda che il numero dei matrimoni, sia religiosi che civili, è in calo, mentre crescono separazioni, divorzi, denatalità; si sottolinea la paura dei giovani ad assumersi impegni definitivi, tra cui il formare una famiglia; si mettono in luce le “contraddizioni culturali” della nostra epoca in cui si dice che “l’identità personale e l’intimità affettiva devono affermarsi in una dimensione radicalmente svincolata dalla diversità biologica tra maschio e femmina” o in cui si vuole riconoscere “la titolarità matrimoniale” a coppie istituite indipendentemente dalla differenza sessuale. Di qui, il richiamo ad un “migliore approfondimento umano e culturale, non solo biologico, della differenza sessuale” perché la sua rimozione “è il problema, non la soluzione”.

Istituzioni latitanti non sostengono la famiglia. I figli, “orfani sociali”
L’Instrumentum chiama in causa anche le “contraddizioni sociali” che portano alla dissoluzione della famiglia: guerra, migrazioni, tossicodipendenza, alcolismo, disoccupazione, povertà, usura (da contrastare con apposite strutture di sostegno economico alle famiglie indigenti) cultura dell’usa e getta, congiuntura economica “sfavorevole ed ambigua” che “distrae risorse che dovrebbero essere destinate al progetto familiare”. In tutto questo, le istituzioni latitano e sono inadeguate, incapaci di sostenere la famiglia. Essa, invece, in quanto “pilastro fondamentale e irrinunciabile del vivere sociale”, “risorsa insostituibile per lo sviluppo armonico di ogni società umana”, necessita di “politiche adeguate”, che tengano conto della sua “azione compensativa” nei confronti del welfare. Senza dimenticare gli “invisibili” della società, esclusi dal sistema economico attuale che colpisce, in particolare, i figli, “segnati a vita da privazioni e sofferenze”, veri “orfani sociali”.

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