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10 grandi citazioni dalla Teologia del Corpo di Giovanni Paolo II

© Masson / Shutterstock
<a href="http://www.shutterstock.com/pic.mhtml?id=124886485&src=id" target="_blank" />Couple kissing under umbrella at the beach in sunset</a> © Masson / Shutterstock
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Imparare il progetto di Dio per gli sposi può essere un bel regalo di nozze…

E vi partecipano, sia per il fatto che, creati ad immagine di Dio, sono stati chiamati in virtù di questa immagine ad una particolare unione (“communio personarum”), sia perché questa stessa unione è stata fin dal principio benedetta con la benedizione della fecondità (15 dicembre 1982)

7. I mariti sono chiamati ad amare le proprie mogli come ama Cristo, e le mogli a sottomettersi perché amano Cristo


Il marito è soprattutto colui che ama e la moglie invece colei che è amata. Si potrebbe perfino arrischiare l’idea che la “sottomissione” della moglie al marito, intesa nel contesto dell’intero brano (Ef 5, 22-23) della lettera agli Efesini, significhi soprattutto il “provare l’amore”. Tanto più che questa “sottomissione” si riferisce all’immagine della sottomissione della Chiesa a Cristo, che certamente consiste nel provare il suo amore (1° settembre 1982)

8. La vocazione al matrimonio richiede una comprensione della Teologia del Corpo

Coloro che cercano il compimento della propria vocazione umana e cristiana nel matrimonio, prima di tutto sono chiamati a fare di questa “teologia del corpo”, di cui troviamo il “principio” nei primi capitoli del Libro della Genesi, il contenuto della loro vita e del loro comportamento. Infatti, quanto è indispensabile, sulla strada di questa vocazione, la coscienza approfondita del significato del corpo, nella sua mascolinità e femminilità! Quanto è necessaria una precisa coscienza del significato sponsale del corpo, del suo significato generatore! (2 aprile 1980)

9. La sessualità umana è un dono di sé nel matrimonio ed è procreativa

Poiché ad un tempo “l’atto coniugale unisce profondamente gli sposi . . . e li rende atti alla generazione di nuove vite”, e l’una cosa e l’altra avvengono “per la sua intima struttura”, ne consegue che la persona umana (con la necessità propria della ragione, la necessità logica) “deve” leggere contemporaneamente i “due significati dell’atto coniugale” e anche la “connessione inscindibile tra i due significati dell’atto coniugale”. Di null’altro qui si tratta che di leggere nella verità il “linguaggio del corpo” (11 luglio 1984)

10. Cristo è il modello per il matrimonio cristiano

Cristo, manifesta l’amore di cui l’ha amata [la Chiesa] dando se stesso per lei. Quell’amore è immagine e soprattutto modello dell’amore che il marito deve manifestare alla moglie nel matrimonio, quando ambedue sono sottomessi l’un l’altro “nel timore di Cristo” (25 agosto 1982)

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