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Quando il matrimonio non ha più vino

Gabriel Li
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La riscoperta della bellezza del matrimonio a partire dall’essere maschio e femmina nel libro “L’eclissi della differenza”

Il racconto della creazione operata da Dio è l’antitesi del relativismo, è l’antidoto alla ideologia gender dell’indifferenziazione sessuale che minacci l’uomo, la sua verità e il suo bene. E’ il presupposto da cui prende le mosse il libro curato dai coniugi Claudio e Laura Gentili “L’eclissi della differenza. Betania: itinerari per sposi sulle orme di Giovanni Paolo II”, un percorso attraverso le catechesi sull’amore umano del santo pontefice polacco che diventano la guida per rileggere pagine fondamentali del libro della Genesi e del Vangelo di Matteo e Marco. La valorizzazione dell’essere maschio e femmina, della differenza sessuale, è la chiave, secondo gli autori, per affrontare la sfida posta dalla contemporaneità al matrimonio e per imparare a riscoprirne la bellezza alla luce della Parola di Dio. E’ questa la lente con la quale guardare alle situazioni di crisi delle coppie per aiutarle a riamarsi e a ripartire dopo i momenti difficili. “In ogni coppia – scrivono Claudio e Laura Gentili – è sempre necessario prendere coscienza della propria fragilità, dei propri limiti, senza farsi spaventare ma, avendo il coraggio di “mettersi in gioco”, lavorare su di sé e imparare a combattere per salvare il proprio matrimonio che è sempre a rischio di naufragio”. Completano il percorso alcune schede di pastorale familiare ( di cui proproniamo di seguito un esempio parziale) che sintetizzano l’approccio del Centro Formazione Betania, fondato dai coniugi Gentili, che da otto anni propone un’esperienza di riscoperta del sacramento del matrimonio.

***

3a tappa
QUANDO IL MATRIMONIO NON HA PIÙ VINO

Lettura: Giovanni 2,1-12

Meditazione

Viene dunque un tempo nella vita di coppia in cui si passa dalla “coppia ideale” alla “coppia reale”: si sperimentano con- flitti, tensioni, insoddisfazioni, se non incomunicabilità. È quello che l’evangelista Giovanni chiama: il matrimonio “che non ha più vino”. Ed è proprio Maria, figura della Chiesa, che rileva e fa presente a Gesù questa realtà: il matrimonio umano è senza vino. Esso è simbolo della gioia, della pienezza di senso, della presenza di Dio, è il vino dell’Amore di Dio: è lo Spirito Santo che ci introduce nell’agàpe (l’amore donativo di Dio). Dio è agàpe. Il progetto di Dio sull’amore dell’uomo e della donna è stato contaminato dal serpente: l’egoismo uccide l’amore. L’indissolubilità, la fedeltà, il dono reciproco, prerogative dell’amore, sono diventate per l’uomo storico utopia o gioghi spesso insostenibili. La realtà quotidiana di una coppia non è fatta secondo i parametri di una telenovela. Viene il tempo in cui si fa esperienza del limite dell’altro, dei suoi “peccati”, delle “passioni” che albergano nel cuore. Che fare?

Il mondo offre spesso una sola cura: la divisione. Il Signore offre invece il “vino nuovo”: il suo Spirito d’amore. Ma di un Amore che il mondo non conosce. È l’amore per il nemico che spesso si nasconde proprio in nostro marito, in nostra moglie, nei figli, nei parenti, negli amici. È l’Amore (agàpe) che dà la vita per l’altro. L’uomo conosce solo una debole “phi- lìa”, l’amore di amicizia, l’amore fragile di una creatura, pronto ad interrompersi davanti alle prime antipatie, al primo pregiudizio, alle prime difficoltà. Il Signore, invece, nel mistero pasquale ha donato al mondo il suo Spirito d’Amore, il vino nuovo del perdono, della riconciliazione. È Lui il vino che restituisce al matrimonio umano l’allegria perduta a causa degli inganni del serpente antico. Non si illuda l’uomo, con le sue forze, le sue tecniche, la sua buona volontà, di poter “salvare” l’amore umano. Se ciò fosse possibile si renderebbe vana “la croce di Cristo”. L’impegno umano è meritorio e necessario, ma la salvezza, cioè l’amore di Carità che dona la vita all’altro, viene solo da Dio in Cristo.

Ecco allora che ci giunge il lieto annuncio che Gesù dona a Cana e che deve risuonare su tutta la terra: “quando ti sembra impossibile accettare il tuo matrimonio ‘reale’, perché esso ti mette di fronte all’altro non come lo avevi sognato, ma all’altro così com’è; con i suoi limiti, ma soprattutto con i suoi peccati, e – come se non bastasse – anche con quelli della sua famiglia, che si porta addosso, in eredità: allora è il momento favorevole per la conversione: è il tempo opportuno, perché lo Spirito del Signore Risorto possa ricostruire le mura di Gerusalemme: il tuo matrimonio”. Colui che realizza pienamente l’Alleanza sponsale è il Signore Gesù, che dona il vino dell’Amore divino.

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Tags:
famiglia
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