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Accordo storico tra Santa Sede e Stati Uniti per combattere l’evasione fiscale offshore

Jeffrey Bruno
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Volto ai cittadini statunitensi che svolgono attività finanziarie nello Stato della Città del Vaticano

Il Vaticano ha annunciato la firma storica di un accordo intergovernativo formale senza precedenti tra la Santa Sede e gli Stati Uniti, volto a combattere l'evasione fiscale offshore.

In una dichiarazione ufficiale diffusa mercoledì, la Santa Sede ha affermato che l'accordo “servirà a prevenire l’evasione fiscale e a facilitare l’adempienza dei doveri fiscali da parte dei cittadini statunitensi che svolgono attività finanziarie nello Stato Città del Vaticano”.

Ecco il testo integrale della dichiarazione:
 

Oggi, S.E. Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, e l’Ambasciatore statunitense presso la Santa Sede Kenneth F. Hackett hanno firmato uno storico accordo tra la Santa Sede (anche in nome e per conto dello Stato Città del Vaticano) e gli Stati Uniti d’America per migliorare gli adempimenti fiscali internazionali e lo scambio di informazioni fiscali in attuazione del Foreign Account Tax Compliance Act statunitense (FATCA).
Questo accordo – che è il primo accordo intergovernativo formale tra la Santa Sede e gli Stati Uniti – sottolinea l’impegno di entrambe le Parti a promuovere e ad assicurare un comportamento etico nel campo finanziario ed economico. In particolare, l’accordo servirà a prevenire l’evasione fiscale e a facilitare l’adempienza dei doveri fiscali da parte dei cittadini statunitensi che svolgono attività finanziarie nello Stato Città del Vaticano.
Assicurare il pagamento delle tasse e prevenire l’evasione fiscale hanno un’importanza economica fondamentale per ogni comunità, poiché un gettito fiscale e una spesa pubblica adeguati sono indispensabili perché i governi diventino strumenti di sviluppo e solidarietà, incoraggino la crescita dell’occupazione, sostengano le attività commerciali e caritative e forniscano sistemi di assicurazione sociale e assistenza volti a proteggere i membri più deboli della società.
In un contesto di globalizzazione economica è, pertanto, essenziale rafforzare lo scambio di informazioni al fine di prevenire l’evasione fiscale. Il presente accordo si basa dunque sugli standard globali più aggiornati per ridurre l’evasione fiscale offshore attraverso lo scambio automatico di informazioni fiscali.

In alcune dichiarazioni rilasciate in occasione della cerimonia della firma mercoledì mattina in Vaticano, l'arcivescovo Paul Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, ha spiegato in modo più dettagliato il significato dell'accordo intergovernativo con gli Stati Uniti. Rivolgendosi all'ambasciatore statunitense presso la Santa Sede, ha affermato:
 

Signor Ambasciatore,
Per cominciare, mi permetta di dare il benvenuto in Segreteria di Stato a Lei e alla Sua Delegazione in occasione della firma dell’Accordo tra la Santa Sede, che agisce anche in nome e per conto dello Stato Città del Vaticano, e gli Stati Uniti d’America per migliorare gli adempimenti fiscali internazionali e attuare il “Foreign Account Tax Compliance Act” statunitense (“FATCA”).
La firma di questo accordo è indubbiamente un evento storico. Di fatto, è la prima volta che la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America hanno concluso un accordo intergovernativo formale, portando a un livello più alto l’estesa cooperazione e l’amicizia già esistenti tra la Sede Apostolica e il Governo degli Stati Uniti. Inoltre, l’oggetto di questo accordo – volto a contrastare l’evasione fiscale attraverso lo scambio di informazioni pertinenti – è di fondamentale importanza sia per la Santa Sede sia per gli Stati Uniti. Come Papa Francesco ci ricorda di frequente, evadere tasse giuste significa rubare sia allo Stato sia ai poveri (cfr. Omelia nella Domus Sanctae Marthae, 11 novembre 2013). Ogni persona ha, infatti, il dovere di contribuire, in carità e giustizia, al bene comune, secondo le proprie capacità e i bisogni degli altri, promovendo e assistendo le istituzioni pubbliche dedicate al miglioramento delle condizioni della vita umana (cfr.Gaudium et spes, n. 30). Non dobbiamo poi dimenticare il monito dell’Apostolo: “Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi si devono le tasse, date le tasse; a chi l’imposta, l’imposta; a chi il timore, il timore; a chi il rispetto, il rispetto” (Rm 13, 7).
Come sapete, negli ultimi cinque anni la Santa Sede e lo Stato Città del Vaticano hanno adottato gli standard internazionali più elevati per assicurare trasparenza e legalità nel settore finanziario, ricordando sempre che “[l]'uomo infatti è l'autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale” (Gaudium et spes, n. 63). La firma del presente accordo è, dunque, un ulteriore passo nella strategia a lungo termine della Santa Sede per assicurare e promuovere la legalità, la trasparenza e un comportamento etico nel campo economico e finanziario.
Infine, desidero ringraziare Lei personalmente, come anche tutti coloro che hanno partecipato ai negoziati, per lo spirito costruttivo e l’intenso impegno, che ci hanno permesso di raggiungere un accordo soddisfacente per entrambe le Parti.
Grazie.

A seguito delle dichiarazioni dell'arcivescovo Gallagher, l'ambasciatore statunitense presso la Santa Sede, Kenneth F. Hackett, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
 

Sono lieto di essere qui per la storica firma dell’accordo della Santa Sede per l’attuazione del Foreign Account Tax Compliance Act, detto FATCA. Apprezziamo l’impegno della Santa Sede per intensificare la cooperazione nel promuovere la trasparenza finanziaria globale attraverso il miglioramento degli adempimenti fiscali internazionali.
La firma odierna segna un passo importante negli sforzi compiuti dagli Stati Uniti come anche dalla Santa Sede, di collaborare per uno standard globale per combattere l’evasione fiscale offshore. Si allinea anche al nostro mutuo impegno a lavorare insieme per individuare, impedire e scoraggiare abusi fiscali offshore attraverso una maggiore trasparenza e un aumento delle denunce. In collaborazione con la Santa Sede, stiamo operando per costruire un sistema finanziario globale più forte, più stabile e più responsabile.
L’evasione fiscale offshore è una preoccupazione urgente. Di tutte le misure che si potrebbero prendere per eliminare la povertà nel mondo, porre fine all’evasione fiscale sarebbe forse tra le opzioni più efficaci. Ogni anno, l’evasione fiscale priva governi di ogni grandezza di risorse necessarie per finanziare servizi pubblici e investimenti. Come ha detto il presidente Obama, “l’idea che un bambino possa non riuscire mai a sfuggire alla povertà poiché privo di una educazione e di un’assistenza sanitaria dignitosa, o di una comunità che consideri il suo futuro come proprio, dovrebbe offenderci tutti e spingerci all’azione”.
Poiché l’accesso alle informazioni da altri Paesi e altre giurisdizioni è di fondamentale importanza per la piena ed equa attuazione delle leggi fiscali interne statunitensi, lo scambio d’informazioni è una grande priorità per gli Stati Uniti. Pertanto, siamo leader nello sviluppo di nuovi standard internazionali per una maggiore trasparenza attraverso lo scambio completo di informazioni fiscali.
Questo accordo FATCA è un ulteriore esempio del rapporto stretto e collaborativo che esiste tra la Santa Sede e gli Stati Uniti riguardo alle questioni globali.

L'accordo congiunto di mercoledì tra la Santa Sede e gli Stati Uniti segna gli ultimi sviluppi degli sforzi da parte sia di papa Francesco che, fino al suo ritiro, di papa Benedetto XVI per riformare il sistema finanziario dello Stato della Città del Vaticano e della Santa Sede.

[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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