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Soffri per la tua imperfezione? Questa è la tua preghiera

© SR. DURDEN / Flickr / CC
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“Spesso spero che tu venga a cercarmi e mi esorti a cambiare; che ti affretti ad abbracciarmi e a dire che non succede niente...”

Ci sono frasi che riflettono un modo di intendere la vita: “Ho imparato male l’incondizionalità dell’amore. Sono amato solo quando faccio bene le cose. Se le faccio male, no” [1].

Ci sono misteri più grandi di quello della Trinità. Il mistero dell’amore di Dio continua ad essere sempre un grande enigma. Com’è possibile che Dio ami in modo incondizionato?

Impariamo da bambini la condizionalità dell’amore. Se faccio bene le cose ricevo amore, se le faccio male ricevo disprezzo.

Troviamo facilmente esempi umani e vicini che riflettono questo amore di Dio, e ci costa tanto amare in questo modo che non siamo capaci di comprendere che l’amore di Dio possa essere così.

Un amore incondizionato che non dipenda tanto dalle mie azioni, un amore eterno a prova di delusioni che duri per sempre, un amore fedele che nella durezza delle crisi si mantenga saldo, un amore inamovibile, che resti incolume come una roccia quando infuria la tormenta…

È l’amore che sogniamo. È l’amore di cui ci parla Dio. Quell’amore perfetto dal quale ci sentiamo tanto lontani.

Una persona pregava:

Mi costa molto sfuggire al mio peccato, e cercando di giustificarlo questo si aggroviglia su di sé e aumenta. Quanto sarebbe facile assumerlo quando è ancora piccolo, senza sorprendermi per il fatto di non essere perfetta, senza sorprendermi per il fatto di vedermi peccare. Signore, a volte ho troppa paura di deluderti, paura che tu smetta di trattarmi con affetto, paura di ferirti con il mio peccato.

Mi dà fastidio non essere perfetta, non essere umile, non essere santa per te. Allora cerco una consolazione che non merito, una scusa che dissimuli il mio peccato. Spesso spero che tu venga a cercarmi e mi esorti a cambiare; che ti affretti ad abbracciarmi e a dire che non succede niente”.

Costa molto notare quell’abbraccio di Dio pieno d’amore che mi dice che non succede nulla, di non tremare.

Ci costa tanto abbracciare quando ci hanno offeso, quando ci hanno ferito, quando hanno fatto male le cose e dobbiamo pagare per gli errori altrui… Il massimo che facciamo è dire che non succede niente e andare avanti, ma il rancore rimane chiuso nella ferita, custodito nell’anima.

Amiamo quando ci amano. Trattiamo bene quando veniamo trattati bene. L’incondizionalità dell’amore rimane occulta come un mistero indecifrabile. Chi può amare così?

[1] Carlos Chiclana, Atrapados por el sexo

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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preghiera
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