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15 ragioni per innamorarti follemente della Comunione

Eucaristía, comunión. – it

© PublicDomainPictures

Pildorasdefe.net - pubblicato il 05/06/15

8. Perché bisogna digiunare?

È un modo per garantire la delicatezza nei confronti del nostro Dio. Se stiamo per riceverlo, privarci di alimenti e bevande (tranne acqua e medicinali, che non spezzano il digiuno) un’ora prima di comunicarsi è un modo per prepararsi a una cosa così grande. Questa condizione non viene richiesta alle persone anziane o ai malati.

9. Cosa vuol dire essere in stato di grazia?

La grazia è una partecipazione alla vita divina. Ci introduce nella vita della Trinità, visto che ci fa partecipare alla filiazione del Figlio: figli di Dio Padre, nel Figlio, per l’azione dello Spirito Santo. La riceviamo nel Battesimo e la perdiamo quando commettiamo un peccato mortale. Se la perdiamo, la recuperiamo nel sacramento della Riconciliazione.

10. E se ci si comunica in peccato mortale?

Si commette un sacrilegio, che è un peccato grave per il cattivo uso del sacro. Smettere di comunicarsi non è peccato, farlo indegnamente sì. Per questo, se si dubita di stare in peccato mortale, è sempre meglio non comunicarsi, tranne nel caso degli scrupolosi, che credono di essere in peccato mortale ma non lo sono.

11. Non è quindi obbligatorio comunicarsi ogni volta che assistiamo alla Messa?

Durante la Messa, è obbligatoria solo la Comunione del sacerdote. I fedeli non hanno quest’obbligo, ma è assai conveniente comunicarsi quando partecipiamo a questa grande celebrazione. Se una persona non è in stato di grazia o non rispetta il periodo di digiuno non deve comunicarsi. I cattolici che hanno l’uso della ragione hanno il dovere di comunicarsi almeno una volta all’anno, a Pasqua.

12. A cosa serve andare a Messa se non possiamo comunicarci?

La Messa è il centro della nostra vita. In essa ci uniamo all’offerta di Cristo, al Padre, e così questa riceve un valore di eternità. Questo non avviene per la Comunione, ma per la partecipazione alla Messa, e in moltissimi casi la soluzione è semplice: cercare un sacerdote per confessarsi.

13. Se non siamo sicuri di poterci comunicare, cosa dobbiamo fare?

Se questo dubbio ha un fondamento (“Non so se un peccato che ho commesso è grave”) bisogna smettere di comunicarsi. È meglio non comunicarsi che commettere un sacrilegio. Se il dubbio non ha fondamento (“Dubito che forse potrei aver commesso un peccato grave”) bisogna superare il dubbio e comunicarsi.

14. Si può recuperare lo stato di grazia prima di confessarsi?

Sì, facendo un atto di perfetta contrizione, con il proposito di confessarsi appena possibile. Per custodire l’Eucaristia ed evitare sacrilegi, tuttavia, la Chiesa prescrive che chi ha la consapevolezza di aver commesso un peccato grave non debba comunicarsi senza essersi prima confessato.

15. C’è qualche eccezione che permetta di comunicarsi senza essersi confessati?

I precetti della Chiesa non obbligano quando esiste una difficoltà grave nel loro compimento. Quando una persona non può confessarsi e deve comunicarsi (cosa poco frequente), potrebbe comunicarsi lecitamente compiendo prima un atto di contrizione perfetto.

È il caso, ad esempio, di un sacerdote che abbia commesso un peccato grave e non avendo con chi confessarsi debba celebrare la Messa (visto che non può celebrarla senza comunicarsi). Nel caso dei laici, non sembra che questo si verifichi se non in casi del tutto straordinari.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Tags:
eucarestia
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