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Chi è l’angelo consolatore?

Massmo Relsig-cc

padre Antonio María Cárdenas - pubblicato il 03/06/15

Padre Bernardino da Portogruaro scrisse una bellissima preghiera a lui dedicata

L'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, creato per entrare in amicizia con Dio, posto da Dio stesso nel Paradiso, è allo stesso tempo l'uomo atterrito, addolorato, afflitto da tanta violenza, tante scene di dolore, anche tra i più innocenti e indifesi. A volte sembrano stancarci tante cattive notizie, tante immagini di dolore e crudeltà. E di fronte a questo nasce nel cuore la domanda: “Che possiamo fare?”, “C'è qualcosa che posso fare?”

Questa realtà è stata raccolta da papa Francesco nel suo messaggio per la Quaresima 2015, intitolato “Rinfrancate i vostri cuori”. Nel testo, il Santo Padre ci esorta a non lasciarci assorbire dalla “spirale di spavento e di impotenza”, e propone tre rimedi:

1. Pregare nella comunione della Chiesa terrena e celeste

2. Aiutare con gesti di carità, arrivando sia alle persone vicine che a quelle lontane. La Quaresima, dice il papa, è un tempo propizio per mostrare interesse per l'altro

3. Resistere alla tentazione diabolica che ci fa credere che solo noi possiamo salvare il mondo e noi stessi, per la qual cosa dobbiamo chiedere la grazia di Dio e accettare i nostri limiti

Tutto questo implica, con le parole del papa stesso, “un percorso di formazione del cuore”, che ci porti ad avere “un cuore forte e misericordioso, vigile e generoso, che non si lascia chiudere in se stesso e non cade nella vertigine della globalizzazione dell’indifferenza”.

E questo, va detto ben forte, È POSSIBILE: è possibile avere quel cuore misericordioso, aperto a Dio e ai fratelli.

È possibile perché GESÙ stesso ci rende capaci, come sue membra, di partecipare a quella meraviglia d'amore che è il suo atto di donazione a Dio Padre sulla Croce. Siamo allora non solo beneficiari, ma ancor più partecipi dell'amore espiatorio di Gesù.

Come cristiani, siamo chiamati a partecipare al sacrificio unico e perfetto di Gesù sulla Croce, e lo possiamo fare consegnando e offrendo le nostre opere buone in unione con il sacrificio di Gesù. In questo consiste l'espiazione: nel consegnare o offrire qualcosa a Gesù, unendoci al Suo sacrificio sulla Croce, e cercando il bene spirituale degli altri.

E se Gesù, il figlio di Dio, nella debolezza della carne ha avuto bisogno della forza e della consolazione che gli ha fornito nella sua agonia un angelo, che la tradizione della Chiesa ha chiamato angelo consolatore (cfr. Lc. 22,43), a maggior ragione abbiamo bisogno noi di questa consolazione se vogliamo vivere davvero questa dimensione espiatoria presente in ogni vita autenticamente cristiana.

C'è quindi una stretta collaborazione tra gli angeli e gli uomini in questo aspetto della vita cristiana.

Per comprendere questa collaborazione vediamo che il Vangelo di San Luca, prima di narrare l'apparizione dell'angelo che consola e conforta Nostro Signore, dice che Gesù pregava dicendo: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Lc 22, 42).

È l'obbedienza alla volontà del Padre che attira questo angelo su Gesù. È a causa di questa obbedienza che l'angelo appare davanti al Signore.

Il Vangelo di San Luca, in cui si narra l'apparizione dell'angelo consolatore, non riporta alcuna parola pronunciata da questo angelo. Come ha confortato allora Nostro Signore? L'angelo conforta Nostro Signore con la sua sola vicinanza. L'angelo non viene a darci lezioni, ma a darci forza comunicando un po' della sua perfezione, e lo fa semplicemente con la sua vicinanza.

L'angelo consolatore si mostra sereno. Contempla tutte le cose da Dio e vede che Dio preferisce trarre il bene dal male piuttosto che non permettere alcun male. Per questo l'angelo vede che tutto è positivo, perché riesce a vedere che a suo tempo tutte le cose compiranno il loro fine.

Per questo, in ogni periodo e soprattutto in Quaresima, per aiutare tanti fratelli bisognosi, per formare il nostro cuore come quello di Gesù, ti invito a donare le tue opere e a unirle al sacrificio di Gesù. Obbedisci in silenzio, obbedisci alla Chiesa. Avvicinati poi a questo angelo consolatore, perché la sua semplice presenza ti porterà ad essere migliore sapendo che tutto è nei disegni di amore e misericordia di Dio per te e per gli uomini.

Ti lascio questa bella preghiera composta da padre Bernardino da Portogruaro e dedicata all'angelo consolatore:

“Io vi saluto, o Santo Angelo Consolatore del mio Gesù agonizzante, e lodo con voi la Ss.ma Trinità per avervi scelto, fra tutti, a consolare e fortificare Colui che è la consolazione e la forza di tutti gli afflitti. Vi supplico per questo onore che avete avuto e per l'obbedienza, l'umiltà e l'affetto con cui avete soccorso la Santa Umanità del mio Salvatore Gesù, che soccombeva per il dolore alla vista dei peccati del mondo, e in special modo dei miei: ottenetemi il perfetto dolore delle mie colpe; degnatevi di consolarmi nell’afflizione che ora mi opprime, e in tutte le altre che potranno sopravvenirmi in seguito, e particolarmente quando mi troverò nell'agonia. Amen”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
angeli
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