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"Mi manca il camminare per le strade"

© Filippo MONTEFORTE

L'Osservatore Romano - pubblicato il 30/05/15


(ride nuovamente).

Lo ha accettato subito?
Mi hanno portato in sacrestia, mi hanno cambiato la tonaca, e via, in campo. E lì ho detto quello che mi è venuto in mente.

È stata una cosa naturale allora.
Sì, ho provato molta pace e ho detto quello che mi veniva dal cuore.

Riconosce il magnetismo che genera nella gente? Lo dico per quel qualcosa in più che la sua figura dà all’investitura papale.
Sì… so che la gente (esita, fa silenzio). Prima non capivo perché accadesse. Alcuni cardinali mi hanno detto che la gente dice «lo capiamo». Chiaro, io cerco di fare esempi nelle udienze, nelle cose che dico, come oggi (nell’udienza generale del mercoledì) che ho raccontato l’aneddoto di quando ero in quarta elementare. Allora è così che la gente capisce quello che voglio dire. Come quando ho parlato del caso dei genitori separati, che usano i figli come ostaggi, una cosa molto triste, li fanno diventare vittime, il papà parla male della mamma o viceversa, e al bambino si crea molta confusione in testa. Cerco di essere concreto e quello che tu chiami magnetismo alcuni cardinali mi dicono che ha a che vedere con il fatto che la gente mi capisce.

Le piace l’udienza generale?
Sì, mi piace in senso umano e spirituale, in entrambi i sensi. La gente mi fa bene, mi trasmette energia positiva, come si dice. È come se la mia vita si mescolasse con la gente. Io, psicologicamente, non posso vivere senza la gente, non sono fatto per fare il monaco, perciò sono rimasto a vivere qui, in questa casa (nella residenza di Santa Marta). Questa è una foresteria, ci sono 210 stanze, noi che ci viviamo e lavoriamo nella Santa Sede siamo in quaranta, gli altri sono ospiti, vescovi, parroci, laici, che passano e alloggiano qui. E questo mi fa molto bene. Venire qui, mangiare in sala da pranzo, dove c’è tanta gente, celebrare la messa quattro giorni alla settimana dove viene gente da fuori, dalle parrocchie… Mi piace molto tutto questo. Io mi sono fatto sacerdote per stare con la gente. Rendo grazie a Dio perché questo mi è rimasto.

Cosa le manca della sua vita prima dell’elezione a Papa?
Uscire in strada. Questo sì mi manca, la tranquillità di camminare per le strade. O di andare in una pizzeria a mangiare una buona pizza (ride).

Può chiedere che gliela consegnino in Vaticano.
Sì, ma non è la stessa cosa, il problema è andarci. Io sono sempre andato a piedi. Quando ero cardinale mi piaceva tanto camminare per le strade, andare in autobus, in metro. La città mi piace tanto, sono cittadino dentro. Non potrei vivere in una città come la tua, per esempio, farei molta fatica…. No, Tres Arroyos non è poi così piccola, sì potrei viverci. In campagna non potrei vivere.

Qui cammina per la città?
No (si fa di nuovo una bella risata). Vado nelle parrocchie… Ma non posso uscire. Immaginati se esco quello che si scatena. Un giorno sono uscito con l’automobile solo con l’autista e mi sono dimenticato di chiudere il finestrino, era aperto e non me ne sono accorto. Ed è successo un finimondo… Io stavo seduto accanto all’autista, dovevamo andare avanti, ma la gente non ci lasciava passare. Chiaro, incontrare il Papa per strada…

Questo ha a che vedere con il suo modo di essere.
È vero che qui ho la fama di indisciplinato, il protocollo non lo seguo molto. Il protocollo è molto freddo, anche se ci sono cose ufficiali alle quali mi attengo completamente.

La sera può riposare, stacca la spina?
Io ho un sonno molto profondo, mi metto a letto e mi addormento subito. Dormo sei ore. Normalmente alle nove sono a letto e leggo fino a quasi le dieci, quando mi inizia a lacrimare un occhio, allora spengo la luce e così resto fino alle quattro, quando mi sveglio da solo, è l’orologio biologico. È vero, poi ho bisogno della siesta. Devo dormire da quaranta minuti a un’ora, così mi tolgo le scarpe e mi stendo sul letto. Anche in questo caso dormo profondamente, e mi sveglio da solo. Quando non faccio la siesta, ne risento.

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Tags:
papa francesco
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