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Il sogno di papa Francesco? Andare in pizzeria!

© Antoine Mekary / Aleteia

Roberta Sciamplicotti - Aleteia - pubblicato il 25/05/15

Vita privata

Il papa ha confessato di avere un sonno profondo. “Dormo sei ore. In genere alle nove sono a letto e leggo quasi fino alle dieci, quando inizia a lacrimarmi un occhio spengo la luce e dormo fino alle quattro, quando mi sveglio da solo, è l’orologio biologico. Poi, però, ho bisogno di una siesta. Devo dormire tra 40 minuti e un’ora, mi tolgo le scarpe e mi metto a letto. E anche lì dormo profondamente, e mi sveglio da solo. I giorni in cui non faccio la siesta lo sento”.

Quanto alle letture del pontefice, attualmente il libro che tiene sul comodino riguarda San Silvano del Monte Athos, “un grande maestro spirituale”.

Il papa ha poi confessato di rattristarsi molto quando vede “drammi umani”, come i bambini malati o i carcerati, anche se in pubblico non piange. “Un paio di volte sono stato al limite, ma sono riuscito a frenarmi in tempo. Ero troppo commosso, mi è scappata anche qualche lacrima, ma ho fatto finta di niente e dopo un po’ mi sono passato la mano sul volto”.

Non è poi un tipo pauroso. “Sono piuttosto temerario, mi butto senza considerare le conseguenze. Questo a volte mi crea dei grattacapi perché mi sfugge una parola di troppo (ride di gusto). Quanto agli attentati, sono nelle mani di Dio e nella mia preghiera ho parlato con il Signore e gli ho detto: ‘Se dev’essere così, sia, ti chiedo solo una grazia, che non mi faccia male’ (ride), perché sono codardo a livello di dolore fisico. Il dolore morale lo sopporto, ma quello fisico no. (…) Sono molto intollerante, credo che sia una conseguenza dell’operazione al polmone che ho subito a 19 anni”.

Il papa ha poi confessato di leggere solo un quotidiano, “La Repubblica”, “che è un quotidiano per settori medi. Lo faccio al mattino e non ci metto più di dieci minuti. La televisione non la vedo dal 1990. È una promessa che ho fatto alla Madonna del Carmelo nella notte del 15 luglio 1990”, anche se non per un motivo particolare: “Mi sono detto ‘Non fa per me’”.

L’incarico

“Le pressioni esistono”, ha riconosciuto Francesco parlando del suo ruolo di guida della Chiesa cattolica. “Ogni persona di governo sente delle pressioni. In questo momento quello che mi costa di più è l’intensità del lavoro. Sto sostenendo un ritmo molto intenso, è la sindrome della fine dell’anno scolastico, che qui termina alla fine di giugno. (…) E poi ci sono i problemi che si creano, per quello che ho detto o non ho detto. I mezzi di comunicazione prendono una parola e la decontestualizzano. (…) Contro quel nemico non puoi far nulla”.

Quando gli è stato chiesto se gli piace essere etichettato come un papa povero, ha commentato che la povertà “è al centro del Vangelo. Gesù è venuto a predicare ai poveri. Se si toglie la povertà dal Vangelo non si capisce niente, si toglie il midollo”.

Francesco riconosce che sradicare la povertà è un’utopia, ma dice anche che “le utopie ci fanno andare avanti. Sarebbe triste se un ragazzo o una ragazza non le avesse. Ci sono tre cose che tutti dobbiamo avere nella vita: memoria, capacità di vedere il presente e utopia per il futuro”.

Il papa ha poi spiegato perché chiede sempre di pregare per lui: “È una necessità interiore, devo essere sostenuto dalla preghiera del popolo”.

E come vorrebbe essere ricordato papa Francesco? “Come un buon tipo. Vorrei che si dicesse: ‘Era un buon tipo che ha cercato di fare il bene’. Non ho altre pretese”.

Jorge Mario Bergoglio è nato il 17 dicembre 1936 a Buenos Aires. Ha abbracciato la vita ecclesiastica a 21 anni, dopo essere diventato tecnico chimico. Il 13 marzo 2013 è diventato il 266° papa della storia della Chiesa cattolica. È il primo pontefice latinoamericano e gesuita.

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papa francesco
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